L’eolico a terra costa già oggi meno della metà del gas, senza sussidi in bolletta

Apri la bolletta della luce e trovi 98 euro. Il prezzo del gas è risalito, la materia energia è tornata a ballare. Accendi la TV e senti parlare di un maxi piano da miliardi per undici parchi eolici in mare. Ti chiedi: c’entra qualcosa con quei 98 euro? La risposta è sì, ma non nel modo in cui te lo raccontano.

La Commissione europea ha appena autorizzato lo schema di aiuti francese da 63 miliardi di euro per costruire undici impianti offshore per 11,1 GW di potenza complessiva. Decine di testate hanno aperto con la notizia. Peccato che, mentre i riflettori erano puntati sul mare, la vera partita della transizione si giocasse a terra, in silenzio, a costi che farebbero invidia a qualunque centrale a gas.

Quattro pale in un campo di grano contro una nel mare del Nord

Nelle stesse settimane Francia e Germania hanno assegnato insieme oltre 3 GW di nuova capacità onshore. Non è una parentesi: nel 2025 installata in Europa è stata costruita sulla terraferma. E le previsioni dicono che l’eolico a terra rappresenterà quasi l’80% delle installazioni previste fra il 2026 e il 2030.

Il dato francese aggiunge un dettaglio che spiega ancora meglio la direzione: il 66% dei progetti onshore assegnati è un intervento di repowering: si sostituiscono turbine vecchie con macchine più efficienti, senza consumare nuovo suolo e spesso usando le stesse strade e cabine.

Meno burocrazia, iter più rapidi, megawattora subito disponibili.

51 euro contro 187: la bolletta parla chiaro

Qui sta il punto che tocca il portafoglio. Nell’ultima asta tedesca il prezzo medio di aggiudicazione tedesco è sceso a 51 euro al megawattora. Significa che un chilowattora eolico onshore viene pagato circa 5 centesimi, senza bisogno di sussidi in bolletta.

Ora mettete quel numero accanto ai costi di produzione delle tecnologie tradizionali, calcolati dallo stesso rapporto WindEurope su dati Fraunhofer ISE: vanno da 139 a 490 euro al megawattora, le stime per il gas tra 109 e 187, il costo del carbone duro tra 173 e 293, il costo della lignite tra 151 e 257.

L’eolico a terra costa meno della metà del gas nuovo, anche senza contare la CO₂.

Non è una proiezione. È un prezzo d’asta reale, già oggi.

Il gigante offshore è appena all’orizzonte

Intanto i mega-parchi in mare, per quanto necessari al sistema elettrico del prossimo decennio, hanno tempi da nave ammiraglia. Il progetto East Anglia TWO vedrà i lavori offshore cominciare nel 2027, quando la nuova nave Wind Ace sarà finalmente operativa. Servono anni, porti adeguati, catene di fornitura ancora da scaldare. Nel frattempo una pala a terra può essere montata e allacciata in pochi mesi.

La prossima volta che sentite parlare di un parco eolico in collina, quindi, non pensate solo al panorama. Pensate che ogni megawattora prodotto a 51 euro contro i 150‑180 euro del gas è un tassello che deprime il prezzo all’ingrosso dell’elettricità — lo stesso che trovate in bolletta nella voce «materia energia». E se il vostro Comune sta valutando una piccola pala di comunità, quei 51 euro al megawattora sono la ragione per cui fra due anni potreste rinnovare il contratto della luce senza prendervi un colpo.