La ricerca tocca il 35,5% di efficienza, ma i pannelli commerciali si fermano al 25,2%

Un pannello da laboratorio tocca il 35,5%. Quello che puoi comprare oggi e installare sul tetto arriva al 25,2%. Dieci punti percentuali di differenza, una distanza che non si misura in anni luce della tecnologia ma in catene di montaggio, rese produttive e stabilità dei materiali. Il paradosso è tutto qui: il fotovoltaico sa già dove andare, ma non sa ancora come portarcelo in fretta.

L’ultimo record lo ha firmato LONGi con la cella tandem silicio-perovskite che ha raggiunto un’efficienza del 35,5%, certificata dall’European Solar Test Installation.

Annunciato alla conferenza Solar and Energy Storage Innovation Conference del 2026, il dato corona una progressione serrata: 33,9% a novembre 2023, 34,6% a giugno 2024, poi 34,85%, 35,2% e infine 35,5%. A maggio 2026 la versione da 35,2% era già entrata nella 68ª edizione delle Solar Cell Efficiency Tables compilate dal team del professor Martin Green all’Università del New South Wales, la bibbia del settore. Numeri che fanno impressione, se confrontati con il limite teorico del silicio a singola giunzione, fermo attorno al 29%.

Poi guardi il catalogo. A giugno 2026, alla fiera Intersolar Europe di Monaco, la stessa LONGi ha lanciato la serie di moduli Hi-MO 9 Prime con una potenza di 680W e un’efficienza di conversione del 25,2%. È il meglio che si possa acquistare oggi su scala industriale, e segna un passo avanti rispetto ai moduli commerciali di uno o due anni fa, ma resta distante anni luce dai record di laboratorio.

Il muro dei 25 e qualcosa

Quasi tutti i grandi produttori asiatici stanno spingendo sulla tecnologia a contatto posteriore, che permette di superare la soglia psicologica del 24% nei moduli di massa. A Intersolar 2026 quasi tutti hanno presentato pannelli basati su questa architettura, e si preparano a lanciare prodotti sul mercato europeo nei prossimi mesi. Ma a luglio 2026 i moduli a contatto posteriore con efficienza superiore al 24% hanno continuato a risentire di problemi di approvvigionamento. La produzione c’è, ma non abbastanza per soddisfare la domanda, e i prezzi dei moduli solari in Europa restano sostanzialmente stabili, come confermato da un’analisi di luglio 2026.

Nel fotovoltaico europeo, il prezzo da solo non basta più come leva d’acquisto: lo segnala l’andamento degli acquisti di moduli fotovoltaici in Europa, dove persiste un eccesso di offerta ma la domanda inizia a orientarsi verso efficienze più alte e tempi di consegna certi.

In questo contesto, il vero salto sarebbe l’ingresso sul mercato dei moduli tandem silicio-perovskite. La fisica dice che possono superare il 30% di efficienza, come ricordano i modelli teorici alla base della tecnologia tandem. Ma la realtà produttiva racconta un’altra storia. La fabbricazione della perovskite resta complessa e la stabilità a lungo termine degli strati non è ancora dimostrata in condizioni operative reali, come sottolineano le criticità della produzione di perovskite. Oggi i moduli tandem di Oxford PV raggiungono efficienze di poco superiori al 25% e puntano al 27% l’anno prossimo: un progresso, ma non ancora una rivoluzione.

2028, l’orizzonte che conta

Chi segue il mercato lo sa: la distanza tra un record certificato in laboratorio e un prodotto disponibile in volumi significativi si misura in tre-cinque anni, se tutto va bene. Le previsioni raccolte tra i produttori indicano che i primi prodotti di massa con tecnologia a perovskite potrebbero arrivare entro la fine del 2027 o al più tardi all’inizio del 2028. Fino ad allora, il grosso del mercato si giocherà sul perfezionamento delle celle a contatto posteriore e su incrementi di efficienza nell’ordine di un punto percentuale all’anno.

Il paradosso è tutto in questo intervallo: la ricerca viaggia a una velocità, la produzione di massa a un’altra. Non è una questione di investimenti o di volontà politica: è la fisica dei materiali a porre i limiti, ed è la scala industriale a dettare i tempi. Il fotovoltaico non è mai stato così efficiente, sulla carta. Sul tetto lo sarà, ma non prima di due anni.