La finestra per presentare domanda è aperta fino al 6 agosto 2026, con fondi destinati a fotovoltaico e pompe di
Siamo in piena campagna ligure, fa caldo e le celle frigorifere di una piccola azienda agricola vanno a pieno regime. La bolletta elettrica è appena arrivata: un’altra mazzata. Il titolare tra sé: «Basterebbe un impianto fotovoltaico, ma chi me lo finanzia?». A pochi chilometri da lì, la Regione ha appena pubblicato una risposta a quella domanda. Dalla Liguria arriva infatti un bando da 19,6 milioni di euro destinato a innovazione, sostenibilità e risparmio energetico nel settore agricolo.
Quel bando che aspettavi senza saperlo
Chi lavora la terra sa che i margini sono risicati. Un’annata storta, un picco dei prezzi dell’energia o un macchinario che si rompe possono mandare all’aria i conti. Eppure, è proprio in quei momenti che servirebbe investire: pannelli sul tetto, pompe di calore, sistemi di accumulo. Cose che taglierebbero i costi per i prossimi vent’anni, ma che richiedono un esborso iniziale che molti non possono permettersi. La Regione Liguria ha deciso di intervenire proprio su questo punto, mettendo sul piatto risorse consistenti per chi produce.
Il bando si chiama, in gergo tecnico, intervento SRD01 ed è finanziato nell’ambito del CSR 2023-2027, il Complemento regionale per lo sviluppo rurale. La finestra per partecipare è già aperta: lo sportello è attivo dal 23 giugno scorso e resterà tale fino al 6 agosto 2026. Meno di cinque settimane, quindi, per preparare la domanda. Non sono ammessi ritardatari.
19,6 milioni per non restare al palo
La cifra esatta è 19.606.000 euro. Non è una somma simbolica: parliamo di oltre diciannove milioni e mezzo che la Regione ha deciso di destinare a chi vuole rendere la propria azienda agricola più efficiente dal punto di vista energetico e più sostenibile nei processi produttivi. I beneficiari sono gli imprenditori agricoli, singoli o associati, che potranno presentare progetti di innovazione e di riduzione dei consumi. Il messaggio è chiaro: restare competitivi oggi significa anche spendere meno in bolletta e produrre con meno impatto.
Qui non stiamo parlando di un incentivo a pioggia. La dotazione arriva da fondi strutturali europei che hanno obiettivi precisi: ammodernamento delle aziende, riduzione delle emissioni, efficientamento energetico. Per un imprenditore agricolo ligure significa poter coprire una parte significativa dell’investimento necessario per installare, ad esempio, un impianto fotovoltaico sui tetti dei capannoni o per sostituire vecchi sistemi di irrigazione a gasolio con pompe elettriche alimentate da rinnovabili. Interventi che, una volta realizzati, continuano a rendere anno dopo anno sotto forma di minori costi operativi.
Conviene muoversi subito per tre ragioni molto concrete. Primo: la scadenza del 6 agosto è ravvicinata e preparare un progetto serio richiede tempo — servono preventivi, calcoli di resa energetica, documentazione amministrativa. Secondo: il bando ha una dotazione definita, non illimitata; chi arriva tardi rischia di trovare i fondi già esauriti. Terzo: siamo in piena estate, periodo in cui molte aziende agricole sono nel picco produttivo e rimandare la pratica a settembre significa semplicemente restare fuori.
Non solo campi: l’effetto domino dei bandi regionali
La notizia del bando agricolo arriva in un momento in cui diverse Regioni stanno muovendo pedine simili, ciascuna con priorità e budget differenti. La Regione Lazio, ad esempio, ha stanziato di recente 2,4 milioni di euro per incentivi per imprese artigiane nel Lazio, con 400mila euro riservati al solo comparto moda. Sono cifre più contenute rispetto ai quasi venti milioni liguri, ma confermano una tendenza: le amministrazioni regionali stanno usando i fondi europei per spingere la transizione energetica nei settori produttivi, dall’agricoltura all’artigianato.
La stessa Regione Liguria, del resto, non si è fermata al solo settore primario. È disponibile anche un altro bando per la riqualificazione energetica degli edifici pubblici, con una dotazione di 9.835.000 euro a valere sul FESR 2021-2027. Qui i destinatari sono gli enti locali che vogliono intervenire su scuole, municipi e altre strutture pubbliche per abbatterne i consumi energetici. L’effetto combinato di questi strumenti delinea un quadro in cui i fondi ci sono, sono consistenti e coprono ambiti diversi: sta a chi ne ha diritto cogliere l’opportunità.
Per un imprenditore agricolo ligure, il conto è presto fatto: la cifra è rilevante, la finestra temporale è definita e i requisiti sono circoscritti a chi già opera nel settore. Il bando chiude il 6 agosto 2026. Significa che, in queste settimane, conviene verificare se il proprio progetto rientra nelle tipologie finanziabili, raccogliere la documentazione necessaria e presentare la domanda. Non è soltanto una questione di contributo a fondo perduto: è l’occasione per cambiare il volto energetico dell’azienda e metterla al riparo dalle prossime bollette salate.




