I Ppa in Italia vanno in direzione opposta

I Ppa in Italia vanno in direzione opposta

La consultazione Gse slitta all’8 luglio 2026, mentre il mercato domestico segna +20%

Firmare un PPA oggi: un azzardo o un’opportunità?

Controlli l’ultima bolletta elettrica e il costo della componente energia ti sembra ancora troppo alto. Hai sentito parlare dei Power Purchase Agreement, i contratti di lungo termine con cui le imprese comprano elettricità rinnovabile direttamente da un produttore, ma ti frena un pensiero: se il mercato globale rallenta, forse conviene aspettare? È un copione che si ripete in molte aziende italiane. Da una parte la voglia di mettere al riparo i conti, dall’altra la paura di fare un passo falso proprio nel momento sbagliato. Mentre quel dubbio resta sospeso, c’è una novità concreta sul tavolo: la consultazione pubblica sui PPA avviata dal Gse è stata prorogata all’8 luglio 2026. La scadenza originaria del 30 giugno è stata spostata in avanti, e non si tratta di un dettaglio burocratico. È una finestra che si allarga proprio mentre chi governa l’energia si prepara a scrivere le regole di domani. Ma i numeri, intanto, cosa dicono?

L’Italia che rema controcorrente

Diamo un’occhiata ai dati degli ultimi anni. A livello globale, i volumi degli accordi di acquisto di energia rinnovabile firmati dalle aziende hanno registrato nel 2025 la prima battuta d’arresto dopo quasi un decennio di crescita continua. Sono stati annunciati contratti per 55,9 GW, il 10 per cento in meno rispetto al record stabilito nel 2024. Si è spento l’entusiasmo? A guardare il dettaglio europeo, il Vecchio Continente si è mosso nella stessa direzione: lo scorso anno sono stati contrattualizzati 13,1 GW di PPA, in calo rispetto ai 15,3 GW del 2024.

Eppure, scavando sotto la superficie, l’Italia racconta una storia opposta. Nel 2025 i volumi complessivi sotto contratto PPA nel nostro Paese sono cresciuti di quasi il 20 per cento rispetto al 2024. Se due anni fa si contavano circa 50 contratti, oggi se ne registrano almeno 130. La capacità entrata in questi accordi ha raggiunto quota 1,8 GW, un dato che comprende anche circa 660 MW di contratti di flessibilità legati a batterie standalone, cioè sistemi di accumulo non abbinati direttamente a impianti rinnovabili. Si tratta di un mercato che, anziché frenare, si sta articolando: non più solo eolico e fotovoltaico, ma soluzioni ibride che servono a gestire l’energia in modo più preciso, quando serve e a un prezzo fissato in anticipo.

Di fronte a questi numeri, il dubbio dell’imprenditore andrebbe girato: non è il mercato italiano a essere in ritardo, ma il racconto globale che non coglie una dinamica locale molto vivace.

La proroga che veste le imprese su misura

La proroga della consultazione non è solo un dettaglio burocratico: è un momento in cui il Gse ha aperto un cantiere normativo per perfezionare il meccanismo PPA.

In questo contesto, i prezzi medi dei PPA in Europa stanno registrando un leggero rialzo e si stanno diffondendo le soluzioni multi-tecnologia, capaci di combinare più fonti e strumenti di flessibilità in un unico contratto. La consultazione serve proprio a raccogliere osservazioni su come disegnare al meglio questi strumenti, rendendoli sempre più adatti alle esigenze reali di chi produce e di chi consuma. Inviare un contributo entro l’8 luglio significa dare forma a un mercato che già oggi corre, ma che ha bisogno di regole chiare per offrire condizioni stabili e trasparenti. Se il tuo obiettivo è un contratto su misura, questo è il momento di prendere le misure. L’Italia va nella direzione giusta: ora tocca a te partecipare.

Comments

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

🍪 Impostazioni Cookie