Alfen e CATL portano in Europa 5 GWh di batterie al sodio validate, con consegne dal 2027.

C’è chi in queste settimane ha riaperto il preventivo di un sistema di accumulo e si è chiesto se valga la pena aspettare. La notizia di metà luglio, passata quasi inosservata fuori dagli addetti ai lavori, riguarda proprio quel dubbio: secondo l’annuncio ufficiale di CATL, Alfen e il più grande produttore mondiale di batterie hanno concordato di portare in Europa 5 GWh di sistemi di accumulo agli ioni di sodio. Per chi oggi deve scegliere un sistema di accumulo, il litio non è più l’unica opzione sul tavolo.

Sodio o litio: adesso la domanda è legittima

Chi firma un ordine per un accumulo domestico o per una piccola impresa se lo chiedeva già da un po’: le batterie agli ioni di sodio sono una vera alternativa al litio o l’ennesima tecnologia che slitta di anno in anno? Oggi la domanda è legittima. Non parliamo di celle da laboratorio, ma di un impianto industriale già validato e di un volume di consegna che ha alle spalle anni di collaborazione tra due aziende consolidate. Ma cosa significa in pratica un accordo da 5 GWh? I numeri aiutano a capirlo.

5 GWh e un sistema già validato: i numeri dietro l’annuncio

Per rispondere servono dati, non solo impressioni. L’accordo, annunciato lo scorso 16 luglio, prevede l’installazione in Europa di 5 GWh di sistemi di accumulo agli ioni di sodio: non un progetto dimostrativo, ma una capacità di accumulo su scala industriale, pensata per servire la rete e i clienti commerciali. La partnership tra Alfen e CATL non nasce dal nulla: già nel 2023 le due aziende avevano avviato una collaborazione per la fornitura di batterie a lungo termine, ampliata nel 2024 per sostenere la domanda crescente di accumulo in Europa.

Il sistema su cui si fonda l’accordo è stato presentato a fine giugno a Monaco di Baviera: CATL ha mostrato il sistema TENER Sodium, la prima soluzione di accumulo al sodio validata nel mondo reale. Le consegne globali di questo sistema inizieranno a giugno 2027. Michael Colijn, CEO di Alfen, ha dichiarato che la tecnologia agli ioni di sodio rappresenta «il prossimo passo nel modo in cui pensiamo all’accumulo di energia: più diversificato, resiliente e costruito per la direzione del mercato». Dal lato di CATL, Tan Libin, Chief Customer Officer, ha sottolineato che le batterie al sodio offrono vantaggi in termini di sicurezza e sostenibilità del ciclo di vita, e che porteranno «valore unico ai clienti europei» sostenendo la transizione della regione.

Per chi segue l’accumulo da vicino, il messaggio è duplice. Da un lato, la tecnologia al sodio smette di essere una scommessa di ricerca e diventa un prodotto con una data di consegna. Dall’altro, il fatto che l’annuncio arrivi da Alfen — un’azienda che già oggi installa soluzioni di accumulo in tutta Europa — significa che il canale distributivo e l’integrazione con gli impianti esistenti non sono un problema teorico da risolvere, ma un percorso già avviato.

Il 2027 non è domani, ma non va ignorato

La prossima scadenza non è dietro l’angolo, e questo cambia i margini di manovra. Chi ha bisogno di un accumulo adesso — per un impianto fotovoltaico appena installato o per ridurre i picchi di consumo in azienda — può continuare a scegliere tra le tecnologie al litio oggi disponibili, senza il timore di ritrovarsi con un sistema obsoleto da un mese all’altro. Le consegne del sodio inizieranno a giugno 2027, e servirà tempo perché l’offerta raggiunga scala e capillarità in Europa.

Marco Roeleveld ha spiegato che l’accordo consente ad Alfen di continuare a fornire le soluzioni di accumulo TheBattery™, garantendo continuità alla piattaforma esistente. In altre parole: chi oggi acquista un sistema TheBattery™ non si trova davanti a un vicolo cieco. Chi pianifica con più calma può decidere senza fretta, ma con un’attenzione in più alle clausole di flessibilità.

Il sodio non è ancora sul mercato di massa in Europa, ma l’accordo Alfen-CATL lo rende un appuntamento concreto: chi oggi firma contratti pluriennali per l’accumulo dovrebbe prevedere margini di flessibilità, perché dal 2027 la scelta potrebbe non essere più solo al litio.