I due impianti, annunciati ad agosto, dovrebbero aprire i cantieri nel 2027 con messa in servizio nel 2028

C’è un momento della giornata in cui l’energia costa più cara: accendere il forno o ricaricare l’auto alle sette di sera pesa sulla bolletta. Le batterie su larga scala servono esattamente a spostare l’energia prodotta nelle ore giuste. In Puglia, due nuovi impianti promettono di farlo su scala industriale: all’inizio di agosto, secondo l’annuncio ufficiale di OX2, l’azienda ha acquisito da Hanwha Energy Europe due sistemi di accumulo a batteria da 100 MW e 400 MWh ciascuno.

Due batterie in Puglia, cifre che contano

I due progetti sono impianti standalone, entrambi in Puglia. In totale l’operazione porta nel paese 200 MW di potenza e 800 MWh di capacità di accumulo: i cantieri dovrebbero aprire nel secondo trimestre del 2027 e la messa in servizio è prevista per la fine del 2028. Per OX2 non è una prima volta: l’azienda è entrata nel mercato italiano nel 2021 e ha costruito un pipeline di sviluppo di energia rinnovabile di 1,5 GW nel paese, diviso tra circa 750 MW di solare, 650 MW di accumulo a batteria standalone e 100 MW di eolico onshore.

Ma il vero banco di prova non è annunciare il progetto: è riuscire a passare dall’elenco delle richieste ai lavori.

L’imbuto delle autorizzazioni

Per capire quanto è stretto il percorso, basta guardare le code per allacciarsi alla rete. Alla fine del 2025, secondo i dati di Terna, le richieste di connessione per sistemi di accumulo ad alta e altissima tensione avevano raggiunto 300 GW: solo 56 GW avevano ricevuto il via libera e appena 6,8 GW erano pronti per l’inizio dei lavori.

La distanza tra i numeri racconta l’imbuto: tanta voglia di costruire, poca capacità di passare dalla carta al cantiere. Terna stima che entro il 2030 l’Italia avrà bisogno di circa 72 GWh di capacità di accumulo, una cifra destinata a crescere negli scenari per il 2040. Rispetto a quel fabbisogno, la base di progetti davvero cantierabili resta ridotta, ed è questo il numero che conta per capire quanto della domanda futura potrà tradursi in impianti consegnati nei tempi. Per il 2029, ARERA ha espresso parere favorevole alla proposta di Terna di fissare un obiettivo di 16 GWh per l’asta di capacità di stoccaggio MACSE.

A questo punto la domanda non è se serve stoccaggio, ma chi riuscirà a costruirlo in tempo.

La corsa al 2028

Mentre OX2 programma il cantiere, altri operatori puntano allo stesso traguardo. Encavis sta aggiungendo per la prima volta al proprio portafoglio italiano un sistema di accumulo a batteria su scala utility: l’impianto di Ceprano, nel Lazio, avrà circa 65 MW di capacità installata e circa 260 MWh di stoccaggio, con messa in servizio prevista per il 2028. I due progetti di OX2 valgono insieme 200 MW e 800 MWh: un confronto che mostra come il 2028 sia diventato, per lo stoccaggio italiano, il primo vero appuntamento della corsa alla rete.

Per cittadini e imprese, la differenza si vedrà nei prezzi e nella stabilità della rete. Il segnale da osservare non è il singolo progetto, ma quanti dei gigawatt annunciati diventeranno cantieri entro il 2027: lì si decide se lo stoccaggio abbasserà davvero i picchi di prezzo o resterà una promessa sulla carta.