Il costo delle batterie è sceso a 78 dollari per MWh, mentre il gas è salito a 102
Il dubbio di chi firma un contratto energia
Il ricordo di molti è fermo a qualche anno fa: le batterie costavano troppo, il gas sembrava la scelta prudente. I numeri raccontano un’altra storia. All’inizio del decennio, il costo medio globale di un impianto di accumulo da quattro ore superava i 180 dollari per MWh; già nel 2024 si registrava un calo di un terzo del costo medio globale, fino a 104 dollari per megawattora. Ma i ricordi non bastano: servono i dati dell’ultimo anno.
Il sorpasso che nessuno aveva annunciato
Nel 2025 i numeri hanno smesso di essere un’opinione. Secondo BloombergNEF, il costo di riferimento di un progetto di batteria da quattro ore è sceso del 27 per cento, a 78 dollari per megawattora: un minimo record da quando l’agenzia monitora i costi, cioè dal 2009. In concreto, è la cifra che cambia i conti di chi deve decidere come alimentare un capannone o un condominio: l’accumulo non è più un lusso, ma una voce di costo confrontabile con le fonti tradizionali.
Il confronto con il gas è il dato più duro. Sempre nel 2025, il costo globale dell’elettricità da turbine a gas a ciclo combinato è aumentato del 16 per cento, a 102 dollari per megawattora: il livello più alto mai registrato. In altre parole, lo scorso anno un megawattora da batteria costava circa 24 dollari in meno di uno prodotto da una centrale a gas a ciclo combinato. Anche il solare, pur restando la tecnologia più economica in assoluto, è salito del 6 per cento a 39 dollari per megawattora, segno che non tutti i costi delle rinnovabili stanno scendendo nello stesso modo.
Negli Stati Uniti, l’eolico ha riconquistato la posizione di opzione più economica per la nuova generazione, superando il gas per la prima volta dal 2023. Il quadro non è uniforme, però: nel Regno Unito i progetti eolici offshore finanziati di recente costano il 69 per cento in più rispetto a cinque anni fa. Resta una domanda: perché il gas costa così caro proprio ora?
Il paradosso dei data center
La risposta arriva da un settore che consuma energia come una città intera: i data center. Secondo BloombergNEF, come ripreso da TechCrunch ad aprile, una nuova centrale a gas a ciclo combinato è passata da meno di 1.500 dollari per kilowatt di capacità nel 2023 a 2.157 dollari lo scorso anno. Sempre secondo TechCrunch, l’espansione dei data center ha raddoppiato la spesa in conto capitale per le turbine a gas e ha portato i costi delle centrali a ciclo combinato a livelli record.
Il paradosso è che proprio la domanda di energia dei data center, quella che dovrebbe spingere a costruire più centrali a gas, finisce per rendere il gas meno conveniente. Ogni dollaro in più speso per una turbina a gas rende più interessante l’alternativa: accumulo a batteria ed eolico, con costi ormai inferiori o comparabili per la nuova generazione. Prima di firmare un nuovo contratto gas, conviene rifare i conti con questi numeri.
Il 2025 ha spostato il punto di convenienza. Chi pianifica oggi un nuovo impianto con batterie ed eolico può ragionare su costi più bassi e stabili; chi resta aggrappato al gas per paura del cambiamento rischia di pagare la transizione al prezzo più alto, quello delle centrali a gas spinte alle stelle dalla domanda dei data center.




