I produttori cinesi dominano la classifica con otto posizioni su dieci
106 GW. È la nuova capacità di accumulo energetico installata a livello globale nel 2025, un balzo del 43% rispetto all’anno precedente che ha portato la capacità totale a circa 270 GW, secondo i dati raccolti da Wood Mackenzie nella classifica globale degli integratori BESS appena pubblicata. Ma dietro la cifra record, che segna il primo superamento della soglia dei 100 GW in un singolo anno, c’è un terremoto competitivo: Sungrow ha scalzato Tesla dal primo posto.
Sungrow prima, Tesla seconda: il sorpasso che racconta un mercato in tempesta
La classifica 2026 degli integratori di sistemi di accumulo a batteria firmata Wood Mackenzie, resa nota nei giorni scorsi, consegna un verdetto che suona come uno spartiacque. Sungrow è in cima, seguita da Tesla e da CATL. Non si tratta di un ribaltamento improvviso: già nel 2024 Tesla manteneva la prima posizione con una quota del 15%, ma Sungrow aveva limato il distacco a un solo punto percentuale, rispetto ai quattro del 2023, anno in cui la casa americana aveva a sua volta sottratto lo scettro proprio a Sungrow con il 15% di market share.
La rincorsa, insomma, durava da tempo. Quello che colpisce non è tanto il cambio di leadership in sé — in un mercato che cresce a questi ritmi le gerarchie sono fragili per definizione — quanto il contesto in cui avviene. Nel 2025 il mercato globale ha superato per la prima volta i 100 GW di installazioni annuali, toccando quota 106 GW. Un’espansione che allarga la torta ma, allo stesso tempo, la divide in porzioni sempre più sottili. La quota combinata dei primi tre integratori è scesa dal 36% del 2024 al 30% del 2025. Sei dei primi dieci hanno più di un decennio di esperienza nell’integrazione, nove hanno investito più del 4% del fatturato in ricerca e sviluppo. La competizione si fa più densa, più tecnica, più esigente.
La marea cinese: 76% del mercato e otto su dieci nei primi posti
A guidare la danza sono sempre più le aziende cinesi. Stando al rapporto “Global energy storage system integrator market share 2026” pubblicato da Wood Mackenzie, gli integratori cinesi hanno catturato il 76% del mercato globale nel 2025. Otto dei primi dieci hanno sede in Cina. Nella top ten compaiono due nomi non cinesi: Tesla al secondo posto e Fluence al settimo. È un’indicazione chiara di dove si concentri la capacità produttiva e, sempre più, anche quella progettuale.
Ma la quota cinese, per quanto imponente, non va letta come un monolite. La frammentazione interna al gruppo di testa suggerisce che il dominio cinese è fatto di molti attori in concorrenza tra loro, non di uno o due colossi incontrastati. E proprio questa frammentazione è il sintomo di qualcosa che sta cambiando nel modo in cui il mercato sceglie i propri fornitori.
Oltre il prezzo: perché ora l’esecuzione batte l’hardware
La quota dei primi tre integratori è scesa al 30%, ma non è solo questione di numeri. Come ha spiegato Timothy Shen, analista di Wood Mackenzie, «con progetti sempre più grandi e che operano nell’arco di decenni anziché di anni, gli acquirenti stanno dando maggiore peso alla certezza di esecuzione». Questo sta elevando considerazioni come la resilienza finanziaria, la capacità ingegneristica e il supporto di servizio a lungo termine, mettendole sullo stesso piano delle prestazioni tecnologiche.
È un cambiamento strutturale, fotografato dalla nuova classifica completa di Wood Mackenzie: gli acquirenti di sistemi di accumulo su larga scala stanno spostando la valutazione dei fornitori dal prezzo iniziale dell’hardware alle capacità sull’intero ciclo di vita. Resilienza finanziaria, competenze ingegneristiche, supporto a lungo termine. Non basta più vendere batterie a buon prezzo: bisogna saperle accompagnare per vent’anni, garantire tempi di consegna, assorbire i rischi di progetto. Il fatto che diciotto produttori abbiano ottenuto la designazione di Grado A nella valutazione dell’istituto di ricerca conferma che l’asticella della qualità si sta alzando per tutti.
Il mercato sta maturando rapidamente, e lo fa in un momento in cui i volumi esplodono. La capacità totale globale ha raggiunto circa 270 GW nel 2025, e le proiezioni indicano una crescita fino a 1.545 GW entro il 2034. Un’espansione di questa portata moltiplica i rischi: un errore di esecuzione su un progetto da centinaia di megawattora non è più un inconveniente, è un danno sistemico. Ecco perché la bancabilità finanziaria e la solidità ingegneristica stanno diventando i veri fattori discriminanti.
La classifica Wood Mackenzie riflette esattamente questo scivolamento di priorità. Non è più una gara a chi produce il container più economico, ma a chi sa gestire un portafoglio di progetti multimiliardario con la prevedibilità di una utility. Il sorpasso di Sungrow su Tesla, in questo senso, è meno importante del processo che lo ha reso possibile: un mercato che si fa adulto, dove l’esperienza accumulata — sei dei primi dieci integratori hanno più di dieci anni di attività nell’integrazione — e la capacità di innovazione continua cominciano a pesare più del marchio.
Tenete d’occhio la quota combinata dei primi tre: se continuerà a scendere, sarà il segnale che la vera partita si gioca su servizio e affidabilità. Con 1.545 GW previsti al 2034, il mercato dell’accumulo è ancora tutto da scrivere. E nessuna poltrona, neanche quella appena conquistata da Sungrow, è al sicuro.




