La carenza di installatori frena il fotovoltaico, ma i robot da cantiere promettono di colmare il divario

Hai chiesto un preventivo per il fotovoltaico e ti hanno risposto: «lista d’attesa, mancano le squadre». Non è una scusa: è il collo di bottiglia di un settore che corre più in fretta della capacità di installazione. Ed è proprio qui che entra in gioco Relu Robotics, azienda fondata nel 2023 per integrare intelligenza artificiale e robotica nell’installazione dei pannelli.

Il cantiere intasato

Il problema parte da un dato che riguarda chiunque abbia avuto a che fare con un preventivo. Secondo l’Energy Employment Survey dell’IEA, più della metà delle organizzazioni intervistate ha segnalato criticità nelle assunzioni che rischiano di rallentare la costruzione delle infrastrutture energetiche, ritardare i progetti e far salire i costi di sistema. Il solare fotovoltaico, intanto, è il principale motore della crescita occupazionale nel settore energetico, come indicato dal rapporto World Energy Employment 2025.

In pratica: la domanda di impianti cresce, ma mancano installatori. E se mancano le persone, chi monterà tutti questi pannelli?

Il braccio che non trema

La risposta arriva da un cantiere nel deserto algerino. A metà luglio, Relu Robotics ha portato il suo robot fotovoltaico Bison Series in Algeria, segnando la prima installazione internazionale dell’azienda. Il Bison Series dichiara una precisione di percezione inferiore a 3 millimetri e una precisione di installazione inferiore a 5 millimetri.

Stando alle schede tecniche, il robot installa da 60 a 100 pannelli all’ora, ha un braccio meccanico con ripetibilità inferiore a 1 millimetro, viaggia fino a 4 chilometri orari e può operare tra -20 e 60 gradi. L’azienda, fondata nel 2023, entro il 2025 aveva depositato oltre 10 brevetti e nelle scorse settimane ha completato un nuovo round di finanziamento, come riportato da un articolo specializzato. Se hai visto cantieri fermi per il caldo o per il gelo, questi limiti operativi spiegano perché un braccio meccanico può continuare dove una squadra umana si ferma.

Ma Relu non è sola: la corsa è appena iniziata.

La gara dei robot (e il conto per te)

Se un robot può montare un gigawatt all’anno, il problema non è più la mano d’opera. Terafab V2, di Terabase Energy, può installare più di 20 megawatt a settimana, ovvero circa 1 gigawatt all’anno per fabbrica. AES, dal canto suo, ha sviluppato quello che descrive come il primo robot di installazione solare abilitato all’IA al mondo, capace di montare pannelli in metà del tempo e a metà del costo, come indicato nella pagina dedicata.

Attenzione, però: sono numeri dichiarati dalle aziende, almeno sulla carta. Resta da capire quanto di questa efficienza arriverà davvero sul tetto di casa. Ma il punto per chi sta valutando un preventivo è un altro: se un installatore usa sistemi robotizzati o semiautomatici, i tempi di attesa e i costi di posa possono cambiare. Vale la pena chiederlo, nero su bianco, prima di firmare.

Quando chiedi un preventivo, informati se l’installatore usa sistemi robotizzati: potresti ottenere tempi più certi e costi più bassi.