La stabilità dei listini riflette una ristrutturazione dell’offerta, con la produzione che si concentra su poche tecnologie strategiche

A luglio i prezzi dei moduli solari sono rimasti in gran parte stabili in Europa, con una disponibilità migliorata nella maggior parte dei segmenti. La notizia, se così si può chiamare, è la stabilità stessa. Nei primi mesi del 2026 i prezzi erano saliti fino al 20-30% in parte della catena di approvvigionamento europea, spinti dall’eliminazione dei crediti d’imposta all’esportazione cinesi e dall’aumento dei costi delle materie prime. Tra marzo e aprile l’incremento medio era ancora del 5,5%, il quarto mese consecutivo di aumenti su tutte le tecnologie, con i moduli all-black a registrare gli aumenti più forti. Poi, a luglio, il mercato si è fermato.

La domanda è perché. Una stabilizzazione così improvvisa non nasce dal caso: dietro i prezzi si muovono pochi attori e gigawatt in conversione.

La pausa di luglio

I dati di luglio raccontano una stabilizzazione in quasi tutti i segmenti. I prezzi dei moduli TOPCon si sono stabilizzati e mostrano una leggera tendenza al ribasso. La disponibilità è migliorata. Restano però strozzature precise: i moduli back-contact continuano a subire vincoli di offerta. Non è un dettaglio tecnico. Il back-contact è la tecnologia su cui si sta giocando la ristrutturazione competitiva del settore: pochi produttori, brevetti contesi e impianti in conversione. Chi compra moduli in Europa si trova davanti a un mercato che ha smesso di correre ma non ha ancora trovato il suo passo.

Tre nomi per il back-contact

Se i prezzi si sono fermati, è perché il mercato sta cambiando struttura. Solo tre produttori cinesi producono moduli back-contact su larga scala: AIKO, Longi e TCL, quest’ultima relativamente poco conosciuta in Europa. Le loro mosse valgono miliardi. E non sono mosse lineari: sono accordi legali e decisioni industriali che ridisegnano chi produce cosa, e dove. Per il mercato europeo, questo significa dipendere da un numero ristretto di fornitori in un segmento che sta diventando strategico.

Lo scorso febbraio, Aiko e Maxeon hanno chiuso la disputa globale sui brevetti back-contact. In base all’accordo, Aiko otterrà una licenza per tutti i brevetti di Maxeon sulle celle e moduli solari back-contact al di fuori degli Stati Uniti, inclusi quelli esistenti e quelli che saranno aggiunti nei prossimi cinque anni. Maxeon ha accettato di ritirare e chiudere tutte le azioni di enforcement pendenti e potenziali contro Aiko, e Aiko ha accettato di ritirare e chiudere tutti gli sforzi di invalidazione contro i brevetti di Maxeon. Traduzione: un’arma in meno in un mercato che si sta concentrando, e un segnale che la guerra dei brevetti si è spostata dalle aule di tribunale alle linee di produzione.

Il 10 luglio, TCL Zhonghuan ha approvato un progetto da 2,6 miliardi di CNY (circa 382 milioni di dollari) per convertire 20 GW di capacità di celle TOPCon e 25 GW di capacità di moduli al contatto posteriore, con avvio della produzione dal terzo trimestre 2026. Il calendario è indicativo: si parla di gigawatt, non di piccoli lotti. Proprio mentre i prezzi dei TOPCon si stabilizzano, una delle tre grandi del back-contact sta spostando capacità in quella direzione. La stabilità di luglio, vista da qui, sembra una pausa di riorganizzazione dell’offerta più che un equilibrio raggiunto.

Il 27% è un numero o una promessa?

Se il back-contact è la battaglia di oggi, il tandem perovskite è la scommessa di domani. Secondo Oxford PV, i suoi moduli tandem raggiungono attualmente efficienze leggermente superiori al 25% e puntano al 27% il prossimo anno, mentre sono sottoposti a estesi test sul campo e monitoraggio. Già a gennaio, Oxford PV aveva fissato una tabella di marcia più ampia: il 27% di efficienza e 20 anni di durata per i moduli tandem perovskite-silicio entro il 2027, e il 30% di efficienza e 30 anni di durata entro il 2030. La domanda resta quanto di questi numeri si tradurrà in prodotti reali: i primi prodotti di massa con tecnologia perovskite sono attesi entro la fine del 2027 o l’inizio del 2028 al più tardi. Il 27% è un obiettivo, non un dato di listino.

Il mercato si sta consolidando attorno a poche tecnologie. Per l’Europa il numero da tenere d’occhio è il 27% di efficienza promesso da Oxford PV per il 2027, mentre la conversione TCL da 20 GW partirà nel terzo trimestre 2026. La calma dei prezzi potrebbe non durare a lungo.