Il meccanismo di partecipazione economica garantisce ai comuni entrate fino a 165.000 euro l’anno

Quando un parco eolico viene rinnovato, non cambiano solo le pale: per i comuni e i cittadini della zona, significa entrate fresche fino a 165.000 euro all’anno. Ma quanti lo sanno? A Rethen-Vordorf, in Bassa Sassonia, è già successo. La scorsa settimana, RWE ha annunciato di aver vinto una gara per il repowering del parco eolico locale, e le cifre del progetto mostrano con chiarezza quanto concreto possa diventare il ritorno economico per chi vive accanto alle turbine.

Più pale, più soldi: il caso Rethen-Vordorf

Il progetto prevede la sostituzione di tre vecchie turbine con tre macchine moderne, facendo passare la capacità complessiva da 5,4 a 21 megawatt: una moltiplicazione per quattro. Il nuovo impianto, la cui messa in servizio è attesa per la fine del 2027, fornirà elettricità a circa 17.000 famiglie. Ma ciò che interessa direttamente il territorio è il meccanismo di partecipazione economica che RWE ha scelto di adottare, in parte per obbligo di legge e in parte su base volontaria. Come ha spiegato Sopna Sury, CEO di RWE Renewables Europe & Australia, la società pagherà un totale di 0,3 centesimi per ogni kilowattora generato ai comuni limitrofi e ai progetti locali. Tradotto in bilancio comunale, questo equivale a un ricavo annuo fino a 165.000 euro.

Il conto in tasca al comune: la formula che vale 165.000 euro

Il segreto sta in un modello di partecipazione ormai consolidato. Dei 0,3 centesimi per kilowattora, 0,1 sono quelli previsti dalla legge sulla partecipazione della Bassa Sassonia, mentre 0,2 centesimi arrivano da un «climate bonus» volontario che RWE ha lanciato già nel 2022 per tutti i comuni tedeschi che ospitano impianti eolici o solari a terra. È questo bonus a fare la differenza: senza di esso, le entrate locali sarebbero meno di un terzo.

Che il sistema funzioni anche in condizioni di mercato non esattamente favorevoli ai produttori lo dimostrano i numeri dell’asta eolica onshore tedesca. La prima tornata del 2026, organizzata dall’Agenzia federale di rete, è stata fortemente sottoscritta in eccesso: a fronte di 3.445 megawatt messi a gara sono arrivate offerte per 7.858 megawatt. Il prezzo medio ponderato è sceso a 5,54 centesimi per kilowattora, il valore più basso da febbraio 2018. Eppure proprio la Bassa Sassonia si è aggiudicata il volume maggiore, con 957 megawatt e 96 assegnazioni. Il motivo è semplice: il pagamento ai comuni è scollegato dall’andamento dei prezzi all’asta e dipende invece dalla produzione effettiva dell’impianto. Più l’impianto è efficiente, più soldi arrivano al municipio, anche quando i margini del produttore si comprimono.

Non è la prima volta che accade in questa regione. Già lo scorso novembre, RWE aveva avviato il repowering del parco eolico di Calle, sempre in Bassa Sassonia, sostituendo cinque turbine del 2004 con tre macchine da 5,7 megawatt ciascuna. La capacità era passata da 9 a 17,1 megawatt e il flusso annuale garantito ai comuni circostanti aveva raggiunto i 150.000 euro, sempre combinando l’obbligo di legge con il climate bonus volontario. Il caso di Rethen-Vordorf non fa che portare avanti, con numeri ancora più alti, un meccanismo già rodato.

La corsa al repowering: un vento nuovo per tutti

Pochi chilometri più a nord, un altro progetto scalda i motori e dimostra che il repowering sta diventando la norma, non l’eccezione. A inizio luglio, Enova ha messo in cantiere un intervento da 68 megawatt a Boldecker Land, con dieci turbine Nordex N163/6.X. Anche qui si parte da impianti esistenti che vengono smontati per fare spazio a macchine più grandi e produttive. La concorrenza tra operatori non fa che moltiplicare le opportunità per i territori: più progetti partono, più comuni possono incassare il contributo di legge e, in molti casi, il bonus volontario aggiuntivo.

Per i cittadini, la vera sfida è restare informati. Controllare se nel proprio comune ci sono progetti di repowering in fase di autorizzazione o già aggiudicati può tradursi in benefici reali: scuole, strade, servizi pubblici finanziati con entrate che non gravano sulle tasche dei residenti. La transizione energetica non è solo questione di tecnologia e ambiente: per chi vive vicino a un parco eolico può diventare un’entrata concreta. Vale la pena informarsi se nel proprio territorio stanno per partire turbine nuove.