Il parco avrà 111 fondazioni monopile e una capacità di 1,5 gigawatt, con consegna prevista nel 2027
1.884 tonnellate. È il peso di una singola monopile, un palo d’acciaio lungo circa 102 metri e con un diametro fino a 10,5, destinato al parco eolico offshore Baltica 2. In totale Steelwind Nordenham ha prodotto e consegnato 34 monopile per il progetto, lavorando circa 56.000 tonnellate di acciaio, secondo il post pubblicato dall’azienda lo scorso 4 agosto. Non un sottomarino, non una piattaforma: un solo palo d’acciaio.
Ma un palo di quelle dimensioni non si pianta da solo. Il parco, che sorgerà a circa 40 chilometri dalla costa polacca vicino a Ustka, avrà in tutto 111 fondazioni monopile: 107 a sostegno delle turbine eoliche Siemens Gamesa da 14 MW e quattro per le sottostazioni offshore. Con 1,5 gigawatt di capacità, Baltica 2 sarà uno dei più grandi parchi eolici offshore d’Europa, ha spiegato Steelwind; il completamento è atteso per il 2027.
Due progetti, due velocità
La geografia dei fornitori disegna un’industria in costruzione. Le 34 monopile di Steelwind sono solo una parte: le rimanenti 77 arrivano da EEW Special Pipe Constructions, mentre l’acciaio secondario è fornito da Baltic Industry Group (Grupa Przemysłowa Baltic) e Smulders. Dietro c’è una partnership industriale precisa: Ørsted e PGE hanno preso la decisione finale di investimento sul parco da 1,5 GW, che sarà costruito, posseduto e gestito in una partnership 50/50 tra Ørsted e PGE. La scala è quella di un’infrastruttura pensata per durare decenni, non per un singolo cantiere.
E intanto, un altro progetto ha già acceso le turbine. A luglio 2026 Baltic Power, joint venture di ORLEN e Northland Power, è diventato il primo parco eolico offshore polacco a immettere energia nella rete nazionale, con circa 1,2 GW e 76 turbine Vestas. Se Baltica 2 punta al 2027, Baltic Power è già realtà: la corsa è aperta, ma i due progetti viaggiano a velocità diverse. Uno sta ancora accumulando componenti, l’altro ha già superato i test e consegnato i primi megawattora alla rete polacca.
Il prezzo del vento baltico
E qui entrano i numeri che contano. La Banca europea per gli investimenti ha approvato un pacchetto da 1,4 miliardi di euro a sostegno di PGE e Ørsted per due nuovi parchi eolici offshore su larga scala nel Mar Baltico; il prestito della BEI è il più grande contributo di risorse proprie di un’istituzione finanziaria al progetto. Baltica 2, che dovrebbe essere completato già nel 2027, comprenderà 107 turbine situate a circa 40 km a nord della costa baltica polacca. Insieme al progetto gemello Baltica 3, i due impianti avranno una capacità totale di 2,5 GW e raddoppieranno il portafoglio di energie rinnovabili di PGE.
Il dato da tenere d’occhio, però, non è il peso delle monopile. È il prezzo a cui l’energia sarà venduta. Nel 2021 i progetti eolici offshore si sono aggiudicati contratti per differenza a circa 71 euro per MWh per 25 anni, con indicizzazione all’inflazione. Quel prezzo, bloccato a valori 2021 e poi adeguato all’inflazione, è il riferimento su cui si gioca la redditività dei 1,5 GW che arriveranno nel 2027. Rispetto ai circa 1,2 GW di Baltic Power, Baltica 2 aggiunge più capacità; ma la convenienza economica dipende da quanto quel prezzo fisso reggerà davanti ai costi di costruzione, ai vincoli di filiera e ai tempi di allacciamento.
La domanda, alla fine, non è se la Polonia diventerà una potenza eolica nel Baltico. È a che prezzo, e con quali tempi. Il numero da monitorare resta quel valore di 71 euro per MWh, assegnato nel 2021 e indicizzato per 25 anni: su quel livello si misurerà la redditività di una capacità offshore che, tra Baltic Power, Baltica 2 e Baltica 3, ridisegnerà la produzione elettrica polacca nei prossimi anni.




