L’associazione ha chiuso un mandato con 1.522 soci e ha riconfermato Paolo Rocco Viscontini alla presidenza
Forse il tuo vicino ha appena montato un impianto da 6 kW, o forse quel capannone in periferia adesso ha la falda completamente coperta. A dare voce a quel gesto — e a migliaia di aziende, installatori, progettisti e semplici proprietari di casa — c’è un’associazione che nei giorni scorsi ha chiuso un mandato con 1.522 soci e ha scelto la sua guida per i prossimi tre anni. L’assemblea di Italia Solare ha eletto il nuovo direttivo per il triennio 2026-2029, riconfermando all’unanimità Paolo Rocco Viscontini come presidente. È il quarto mandato per Viscontini, un dato che da solo racconta quanto la filiera fotovoltaica italiana senta il bisogno di continuità, in un momento in cui i numeri iniziano a fare sul serio.
Non parliamo di un club per addetti ai lavori. Nei tre anni appena conclusi l’associazione ha organizzato oltre 60 eventi, con più di 15.000 partecipanti complessivi. E la base si è allargata in modo tangibile: secondo i dati diffusi dall’associazione e ripresi dalla stampa di settore, il numero dei soci effettivi è passato da 1.136 nel 2023 a 1.522 nel 2026. Un incremento di quasi quattrocento realtà in tre anni, che segnala un ecosistema in cui sempre più soggetti vogliono contare. Ma la forza di un’associazione non si misura solo nei numeri interni: cosa sta succedendo là fuori, sul serio?
Quando il sole batte il vento
I numeri dell’associazione raccontano una storia di radicamento; quelli di Terna, invece, parlano di una rivoluzione già in atto. Nel primo trimestre del 2026, stando ai dati di Terna, l’Italia ha aggiunto 1.439 GW di nuova capacità solare fotovoltaica, portando la potenza cumulativa a quasi 45 GW a fine marzo. Per dare un’idea: l’intero parco eolico italiano si aggira intorno ai 12 GW. Significa che in tre mesi abbiamo installato più fotovoltaico di quanto molti Paesi abbiano in totale.
E poi è arrivato aprile 2026. Un mese che ha segnato un sorpasso storico: la produzione fotovoltaica è diventata la prima fonte rinnovabile italiana, superando per la prima volta l’idroelettrico e l’eolico su base mensile. I numeri, riportati da analisi indipendenti, parlano di oltre 5 miliardi di kWh prodotti, con un aumento del 23,7% rispetto ad aprile 2025. Non è il sole che è diventato più forte: è che ci sono più pannelli, più efficienti, meglio distribuiti sul territorio. E quando il fotovoltaico batte l’idroelettrico a parità di stagione, vuol dire che la transizione ha smesso di essere una promessa e ha cominciato a comparire nelle bollette.
Dietro questi dati c’è anche un’associazione che ha allargato il suo peso in Europa. Dal 7 maggio 2026 Italia Solare è membro del Consiglio Direttivo di SolarPower Europe, e sempre in quella sede Paolo Rocco Viscontini è stato confermato come Presidente del Comitato delle Associazioni Nazionali. Un doppio incarico che mette la filiera italiana al tavolo dove si decidono le regole sui dazi, sugli standard tecnici e sulle politiche industriali per il fotovoltaico europeo. Con questi numeri in tasca, quali scelte si aprono adesso per chi produce, consuma o vuole condividere energia?
La tua prossima bolletta
Aprile 2026 ci ha detto che il fotovoltaico è la prima fonte rinnovabile del Paese. Ma per chi ancora non ha un pannello, il triennio che si apre promette di rendere tutto più semplice e conveniente. Le priorità dichiarate da Italia Solare per il 2026-2029 vanno dritte al portafoglio di famiglie e imprese: procedure autorizzative più snelle, regole chiare sulle aree idonee, spinta sull’autoconsumo, diffusione delle comunità energetiche, sistemi di accumulo e rafforzamento della filiera produttiva europea. Tradotto dal linguaggio associativo: meno mesi persi in attesa di permessi, più possibilità di condividere l’energia col vicino di casa o con il negozio sotto, e batterie che costano meno e rendono più indipendenti dalla rete.
Non serve essere ingegneri per capire dove conviene guardare. Se vivi in una casa indipendente, l’autoconsumo con accumulo oggi può portare il rientro dell’investimento sotto i sei anni in buona parte del Centro-Sud, grazie al combinato tra detrazioni fiscali e prezzi dell’energia ancora alti. Se abiti in condominio, le comunità energetiche rinnovabili stanno diventando l’opzione concreta per trasformare il lastrico solare in un risparmio collettivo, con incentivi che premiano l’energia condivisa. Se invece hai un’azienda, lo storage abbinato al fotovoltaico inizia a fare la differenza sulla bolletta nei momenti di picco. Il tutto, con una filiera che ora ha un referente stabile in Europa e un’associazione che conta 1.522 aziende pronte a installare, progettare e manutenere. Non è la bacchetta magica della bolletta azzerata. Ma è la fine della fase in cui il fotovoltaico era roba da pionieri. Adesso è il momento in cui conviene davvero informarsi, e magari chiedere un preventivo al tecnico di fiducia.
Mentre leggi, il contatore continua a girare. Ma da oggi, un pezzo in più di quell’energia viene da una filiera che ha appena scelto la sua guida per accompagnarti — silenziosamente — nei prossimi anni.




