I prezzi dinamici dell’elettricità richiedono inverter in grado di interpretare i segnali orari

Ultimo giorno del mese, ore 14: apre l’app del fornitore di energia e il prezzo è schizzato a 45 centesimi per kilowattora. La lavatrice aspetterà le 16, quando scenderà a 22. Scene così, in Germania e nei Paesi Bassi, sono già routine quotidiana da quando le tariffe elettriche cambiano ogni ora, o addirittura ogni quarto d’ora. Per evitare di trasformare ogni famiglia in un trader dell’energia, SMA ha presentato alla fiera Smarter E Europe di giugno una nuova generazione di inverter ibridi trifase con gestione energetica integrata e batteria SMA.

Quando la bolletta cambia ogni ora

In Germania e nei Paesi Bassi, i prezzi dell’elettricità non sono più fissi ma variano ogni ora o, in alcune regioni, ogni quarto d’ora. È il mondo delle tariffe dinamiche, reso obbligatorio per i nuovi contatori intelligenti e spinto da normative come l’EnWG §14a, in vigore dallo scorso anno. Il meccanismo è semplice: quando c’è tanto sole o vento, l’energia costa poco; quando la domanda sale, il prezzo schizza. Per chi ha un impianto fotovoltaico e una batteria, diventa possibile comprare quando costa meno e usare l’accumulo quando il prezzo è alto. Dal 2025, ogni nuovo contatore intelligente in Germania deve poter comunicare con il sistema domestico per modulare i consumi in base ai prezzi di rete; senza un inverter capace di interpretare quei segnali, si rischia di avere un impianto che lavora alla cieca. È qui che entrano in gioco i nuovi inverter ibridi, come quelli annunciati da SMA, che supportano nativamente le tariffe dinamiche e possono programmare i consumi in base ai segnali di prezzo.

La risposta di SMA (e perché non è l’unica)

La novità principale mostrata a Monaco di Baviera è una gamma di inverter ibridi trifase con potenze da 5 a 30 kVA, pensati per integrarsi con la nuova batteria SMA e offrire una gestione energetica capace di dialogare con le tariffe orarie. Accanto a questa, SMA ha lanciato a maggio lo Storage XL Package per i clienti commerciali, un sistema chiavi in mano con cabinet per batterie e inverter Sunny Tripower Storage X, coperto da una garanzia decennale. Per i grandi impianti, l’azienda ha sviluppato la soluzione ibrida DC-coupled con capacità grid-forming, che permette a parchi fotovoltaici di funzionare in modo stabile anche senza il supporto della rete principale. SMA e la controllata SMA Altenso sono state anche selezionate come finaliste per The Smarter E Award 2026 nella categoria “Outstanding Projects”.

Non è sola su questa strada. L’inverter ibrido Verto Plus di Fronius, lanciato nell’aprile 2025, copre potenze da 15 a 33,3 kW e punta allo stesso segmento residenziale e commerciale. La concorrenza, però, arriva soprattutto dalla Cina. Secondo la classifica di Wood Mackenzie pubblicata a gennaio 2026, Huawei e Sungrow guidano il mercato globale degli inverter solari con punteggi quasi identici (93,9 e 93,7), mentre SMA si piazza al terzo posto, prima tra i produttori non cinesi. I numeri storici sono solidi: gli inverter SMA venduti dal 2006 hanno raggiunto circa 156 GW di potenza installata, evitando oltre 69 milioni di tonnellate di CO2 equivalente.
Ma il presente finanziario è più complicato.

Cosa guardare prima di scegliere il prossimo inverter

Chi valuta l’acquisto di un inverter oggi non può fermarsi alla scheda tecnica. SMA ha chiuso il 2025 con perdite significative e ha avviato misure di ristrutturazione: le previsioni indicavano perdite EBITDA comprese tra 30 e 80 milioni di euro a causa del calo del mercato residenziale. I conti più recenti, però, mostrano segnali di recupero: nel primo trimestre 2026, le vendite di SMA hanno raggiunto 340,9 milioni di euro, in crescita rispetto ai 327,7 milioni dello stesso periodo del 2025. Resta da vedere se basterà a riportare l’azienda in utile e a reggere la pressione di giganti come Huawei, che possono investire su larga scala.

Prima di farsi abbagliare dalle novità, vale la pena verificare due cose. La prima è se le funzionalità promesse – come il supporto alle tariffe dinamiche – siano già attive e compatibili con il proprio fornitore di energia, oppure se arriveranno con aggiornamenti successivi. Non basta un inverter che supporti le tariffe dinamiche sulla carta: bisogna controllare che il gestore energetico e il modello di inverter siano già interoperabili, altrimenti si rischia di pagare per una funzione che resta inattiva. La seconda verifica riguarda la solidità del produttore: una garanzia di dieci anni su un sistema commerciale è rassicurante, ma conta solo se l’azienda resta sul mercato per tutto quel periodo. SMA ha un parco installato enorme e un riconoscimento internazionale, ma le perdite del 2025 e la ristrutturazione consigliano di non dare per scontata la continuità. L’inverter che fa il trader al posto nostro è una buona idea, ma prima di comprarlo conviene guardare il bilancio di chi lo costruisce.