Il programma RENOVAL 2 ha ampliato le linee di produzione da cinque a undici
Quattrocentocinque milioni di euro, 700 posti di lavoro diretti e un capannone ancora da costruire a Galar, in Navarra. La settimana scorsa l’assegnazione di 81 milioni di aiuti pubblici a Hithium Spain Innovation ha trasformato in qualcosa di molto concreto un programma che finora era letto soprattutto sui documenti ufficiali. La cifra è la più alta tra i 40 progetti finanziati, e non è un dettaglio: mette un perno fisico dentro una strategia che la Spagna sta costruendo da due anni.
La fabbrica da 405 milioni
Non siamo ancora alla posa della prima pietra, ma i numeri sono già sufficienti per misurare la scala dell’operazione. Hithium Spain Innovation, controllata del gruppo cinese Hithium, porterà a Galar una gigafabbrica di sistemi di accumulo a batteria (BESS) e di celle. I 405 milioni di investimento previsti sono accompagnati dalla promessa di 700 posti di lavoro diretti, con l’avvio della produzione indicato per il prossimo anno.
Gli 81 milioni che il programma RENOVAL 2 ha assegnato al progetto rappresentano poco meno della metà dei 162,6 milioni totali distribuiti dal MITECO tra quaranta iniziative industriali. La delibera definitiva, firmata il 26 giugno scorso, ha chiuso un percorso partito il 30 dicembre 2025 con la pubblicazione del bando e terminato il 25 febbraio di quest’anno alle dodici in punto, quando la finestra per presentare le domande si è chiusa. L’investimento complessivo mobilitato dai 40 progetti arriva a 831 milioni di euro: ogni euro pubblico ha attivato circa cinque euro di spesa privata.
Il dato non dice ancora nulla sulla competitività delle celle che usciranno da Galar — densità energetica, cicli di vita, costo per kilowattora — ma racconta una scelta industriale precisa. Dove RENOVAL 1, nel giugno 2025, aveva finanziato 33 progetti con 296 milioni puntando soprattutto su pannelli fotovoltaici, pale eoliche ed elettrolizzatori, questa seconda edizione ha allargato il perimetro fino a undici linee tecnologiche. L’accumulo elettrochimico non era tra le priorità della prima tornata; oggi ne assorbe la fetta più grossa.
RENOVAL 2: il salto da cinque a undici linee
L’allargamento da cinque a undici linee non è un esercizio burocratico. Secondo la documentazione del MITECO, il programma è stato disegnato in linea con i principi del Clean Industrial Deal della Commissione Europea. Tradotto: meno incentivi all’acquisto di prodotti finiti, più spinta sulla capacità produttiva interna. RENOVAL 2 finanzia fabbriche, linee di assemblaggio, siti di produzione di componenti chiave. Non sconta una pompa di calore già installata, ma aiuta a costruire lo stabilimento dove quella pompa di calore verrà prodotta.
La differenza con la prima edizione è misurabile anche nei tempi. RENOVAL 1 aveva chiuso le assegnazioni a metà 2025; la seconda convocatoria è arrivata a fine dicembre dello stesso anno, con un’accelerazione che racconta l’urgenza politica di accorciare le catene di fornitura. I 355 milioni stanziati inizialmente si sono tradotti in 162 milioni effettivamente assegnati, segno che la domanda c’è, ma anche che il vaglio tecnico resta severo.
Il risultato è una mappa industriale che comincia a prendere forma. Navarra per le batterie, altre comunità autonome per l’eolico offshore, l’idrogeno, il riciclo dei pannelli. Non è ancora una filiera integrata, ma non è più soltanto un elenco di buone intenzioni.
Cosa cambia per chi installa e gestisce
Per un installatore di sistemi fotovoltaici o per un gestore di impianti utility-scale, questi stanziamenti contano solo se si trasformano in prodotti affidabili, disponibili in magazzino e a prezzi che reggono il confronto con la produzione asiatica. Oggi il mercato spagnolo dello storage è servito quasi interamente da fornitori extraeuropei. Una cella prodotta a Galar potrebbe ridurre i tempi di consegna e offrire condizioni di garanzia gestite localmente, ma tutto dipende dal costo per kilowattora e dalla densità energetica che la fabbrica riuscirà a garantire.
Qui il fascicolo di RENOVAL 2 è sincero nel non promettere nulla: il programma copre investimenti produttivi, non fissa target di prezzo né standard tecnici vincolanti per i prodotti finali. Starà a Hithium e agli altri beneficiari dimostrare che fabbricare in Spagna può essere conveniente oltre che strategico. La partita si sposta quindi sul campo — su un tetto, in un parco solare — dove i moduli e i container batteria verranno confrontati con quelli che arrivano da Shenzhen o da Seoul. I 700 posti di lavoro a Galar saranno una buona notizia per la Navarra, ma per un energy manager di Siviglia contano altre cifre: cicli garantiti, profondità di scarica, tempo di ritorno dell’investimento.
La vera domanda che RENOVAL 2 lascia aperta non è se la Spagna saprà produrre tecnologie pulite, ma se quelle tecnologie made in Spain saranno competitive senza dover ricorrere a nuovi sussidi all’acquisto. La risposta arriverà quando le prime batterie firmate Hithium usciranno dalla linea di produzione, tra dodici e diciotto mesi. Fino ad allora, i 162 milioni di euro restano una scommessa — ben argomentata, con numeri solidi, ma pur sempre una scommessa.




