L’asta MACSE di Terna per 16 GWh di accumulo, in programma a novembre, sta accelerando la compravendita di progetti batteria

C’è un numero che racconta la nuova corsa italiana allo stoccaggio: 51,75. Non sono milioni di euro, ma i megawatt del primo progetto batterie che Ellomay Capital ha appena comprato in Italia. L’accordo, annunciato il 29 luglio scorso, arriva otto mesi dopo che lo stesso sviluppatore, ReFeel New Energy, aveva piazzato un impianto quasi gemello a ENGIE. E rivela uno spostamento che va ben oltre una singola acquisizione.

Vendere il sole, comprare le batterie

Fino a pochi mesi fa, Ellomay sembrava viaggiare nella direzione opposta. A dicembre 2025 aveva ceduto 2.011 megawatt di impianti solari spagnoli già operativi a Nofar Energy per 417 milioni di dollari. Ad aprile 2025 si era spogliata anche dello sviluppo solare italiano: 197 megawatt passati a Clal Group per quasi 57 milioni. Due vendite che, sommate, superano i 470 milioni di dollari e che avevano alleggerito la presenza dell’azienda sui mercati fotovoltaici di Spagna e Italia.

Ora il movimento è tornato in entrata, ma su una tecnologia diversa. La società ha messo nero su bianco che lo stoccaggio a batterie è un motore di crescita fondamentale e che intende puntare sui Paesi «dove la necessità di flessibilità sta crescendo più rapidamente, principalmente Spagna e Italia». Dietro queste parole c’è una piattaforma di sistemi di accumulo già in costruzione, pensata per affiancarsi al portafoglio solare residuo e per offrire servizi di bilanciamento alla rete, come conferma lo stesso gruppo in una nota sulle attività italiane.

Da un lato si cede il sole, dall’altro si accumulano elettroni. Un dietrofront che non nasce dal caso.

L’asta da 16 GWh che cambia le regole

La risposta è contenuta in un bando pubblicato a fine giugno, ma atteso da mesi. Il 24 novembre prossimo si terrà l’asta MACSE per la capacità di stoccaggio elettrico con consegna nel 2029, gestita da Terna. L’obiettivo è un requisito precauzionale di stoccaggio di 16 GWh, approvato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Le richieste di ammissione sono state accettate dal 7 al 27 luglio scorso, appena prima dell’annuncio di Ellomay. La tempistica non è una coincidenza: lo sviluppatore ReFeel ha portato a termine la cessione in una finestra che consente all’acquirente di posizionarsi per l’asta.

I numeri in gioco spiegano l’interesse. Già nell’ottobre 2025, l’amministratore delegato di Terna Giuseppina Di Foggia aveva stimato che la gara comporterà un volume di investimenti associato di circa 1 miliardo di euro. Un’asta da oltre un miliardo di euro, con un obiettivo di 16 GWh di accumulo, ridefinisce la mappa degli incentivi: premia chi ha progetti pronti a entrare in esercizio nel 2029, e spinge gli operatori a costruirsi un portafoglio di batterie prima del termine di novembre.

Così, quello che fino al 2024 era un mercato dominato dalle installazioni fotovoltaiche si sta popolando di progetti di accumulo. E chi sviluppa sistemi di batterie oggi non sempre intende gestirli: può venderli a chi, come Ellomay, vuole entrare nella flessibilità di rete senza passare attraverso l’intera fase di sviluppo. Il prodotto non è più soltanto l’energia, ma la capacità di immagazzinarla e restituirla quando serve.

La mappa delle batterie: chi compra e chi vende

La triangolazione ReFeel-ENGIE-Ellomay mostra quanto questo mercato sia già in ebollizione. Secondo i dati raccolti da Enerdatics, a dicembre 2025 ReFeel aveva ceduto un progetto batteria da 52 MW a ENGIE; a luglio 2026 ne ha venduto uno da 51,75 MW a Ellomay. Due impianti delle stesse dimensioni, lo stesso sviluppatore, due acquirenti diversi a distanza di otto mesi. Non sono casi isolati: l’asta MACSE sta funzionando da magnete, attirando capitali e accelerando lo smobilizzo di progetti da parte di sviluppatori specializzati.

Con l’avvicinarsi del 24 novembre, ogni megawatt di batterie avrà un prezzo — e probabilmente molti padroni. La domanda non è più se la corsa allo stoccaggio continuerà, ma quanti altri progetti cambieranno proprietario prima della scadenza.