Il 31 luglio 2026, l’annuncio pubblicato su LinkedIn da Drax Group ha segnato un passaggio netto nella storia del gruppo: il completamento dell’acquisizione di Bluefield Solar Income Fund (BSIF). 0,9 GW in esercizio e costruzione, 2,9 GW di pipeline di sviluppo: per la prima volta Drax aggiunge solare ed eolico al proprio portafoglio e la capacità combinata di rinnovabili e generazione flessibile supera i 3 GW, lasciandosi alle spalle i 2,6 GW della storica centrale elettrica di Drax.

Cosa entra nel portafoglio: 0,9 GW operativi e una pipeline da 2,9 GW

Secondo i dettagli pubblicati da Drax, l’operazione fornisce 0,9 GW di asset solari ed eolici in esercizio e in costruzione, oltre a una pipeline lorda di sviluppo da 2,9 GW che potrebbe essere costruita nell’arco del prossimo decennio. La distinzione tecnica è importante: gli asset in esercizio o in costruzione hanno già un percorso autorizzativo e di connessione avviato, mentre la pipeline rappresenta capacità da trasformare in progetti reali negli anni a venire. Nel concreto, Drax non sta comprando soltanto impianti che producono già, ma anche un’opzione su quasi tre gigawatt di nuova capacità, da sviluppare e collegare alla rete.

I numeri raccontano un salto di scala, non solo un ampliamento di portafoglio. Più che i singoli megawatt, conta la struttura: una parte solida già in campo, una parte consistente ancora da costruire. È proprio la pipeline da 2,9 GW a definire la posizione di Drax nei prossimi anni, perché trasforma il gruppo da operatore legato a una singola centrale in piattaforma multi-tecnologica. Ma i gigawatt da soli non raccontano il cambio di pelle: serve confrontarli con l’eredità a carbone.

Il sorpasso sui 2,6 GW della centrale a carbone

Per decenni la cifra che ha definito Drax è stata 2,6 GW: è la capacità della centrale elettrica di Drax. Il gruppo ha cessato la generazione a carbone nel 2020, chiudendo un capitolo industriale lungo decenni. Con l’acquisizione di BSIF, per la prima volta la capacità combinata di energia rinnovabile e generazione flessibile supererà i 3 GW, superando i 2,6 GW della centrale. Quando si sommano gli impianti rinnovabili ai siti di sviluppo BESS e OCGT di Drax, il perimetro post-carbone diventa più grande dell’asset storico.

Will Gardiner ha dichiarato: «È un momento trasformativo per Drax. Aggiungendo per la prima volta solare ed eolico al nostro portafoglio, ampliamo il ruolo che possiamo svolgere nel sostenere la sicurezza energetica del Regno Unito e nel contribuire alla decarbonizzazione del sistema elettrico». Il superamento della centrale a carbone è un traguardo simbolico e strategico: per quasi due decenni quella capacità ha rappresentato il cuore industriale del gruppo, e oggi il baricentro si sposta verso asset distribuiti e tecnologie diverse.

Ma superare la centrale a carbone è solo una parte della storia. Il mercato dei trust rinnovabili, nello stesso periodo, manda segnali molto diversi.

Sconto del 34,2% sui trust rinnovabili: opportunità o trappola?

Se il sorpasso è simbolico, il prezzo di mercato racconta un’altra storia. I trust del settore delle infrastrutture per l’energia rinnovabile dell’Association of Investment Companies trattano con uno sconto medio del 34,2% rispetto al valore patrimoniale netto. In pratica, il mercato valuta questi veicoli circa un terzo in meno del valore contabile dei loro asset. Per Drax, comprare a sconto può sembrare un’occasione: un gruppo industriale con capitale paziente può assorbire il portafoglio e finanziare la conversione della pipeline in capacità operativa. Ma lo sconto è anche un giudizio. Se il mercato valuta i trust rinnovabili così sotto la pari, è perché dubita che la pipeline venga convertita in rendimenti reali, o perché teme che le valutazioni degli asset non riflettano i prezzi dell’energia e i costi di connessione futuri.

Riuscirà Drax a trasformare i 2,9 GW di pipeline in capacità operativa senza restare intrappolata nello stesso sconto di fiducia che il mercato applica al settore? La risposta non arriverà dal comunicato, ma dai cantieri e dalle connessioni alla rete nei prossimi anni. Per chi installa o gestisce impianti rinnovabili, il messaggio è chiaro: la scala si conquista con le acquisizioni, ma il valore si dimostra costruendo la pipeline. Lo sconto sui trust non è solo un’opportunità di prezzo, è un giudizio sospeso sulla capacità del settore di mantenere le promesse.