Lo scorso giugno, a Nova Zagora, Sungrow e Sunotec hanno messo in servizio un sistema di accumulo a batterie da 150 MW / 600 MWh sviluppato e posseduto da Enery, uno dei principali produttori indipendenti dell’Europa centrale e orientale. Il progetto utilizza la tecnologia raffreddata a liquido PowerTitan 2.0 di Sungrow. Il dato tecnico non è secondario: 150 MW di potenza e 600 MWh di capacità utile valgono quattro ore di scarica a piena potenza, un formato pensato per arbitraggio e servizi di rete, non per coprire picchi di pochi minuti. L’annuncio di giugno fissava anche la tabella di marcia: 2,2 GWh da portare online nei due mesi successivi e 3 GWh complessivi entro fine 2026.
Il dettaglio che spiega il salto: 600 MWh a Nova Zagora
Il progetto di Nova Zagora è finanziato attraverso il programma nazionale RESTORE del Ministero dell’Energia bulgaro. Qui sta il punto: non è un’iniziativa isolata, ma il primo tassello visibile di una pipeline più ampia. La scelta tecnica di Sungrow, il PowerTitan 2.0 raffreddato a liquido, colloca l’impianto nella generazione di sistemi BESS pensati per cicli ripetuti: nel comunicato non vengono però pubblicati i dati di efficienza o di degrado, quindi il giudizio resta ancorato al dato di scala più che alle prestazioni dichiarate. E il dato di scala, in Bulgaria, è cambiato rapidamente.
Secondo l’U.S. Commercial Service, la Bulgaria ha installato tra 40 e 50 MWh di capacità di accumulo a batteria fino a oggi. Il solo impianto di Nova Zagora ne aggiunge 600 MWh, oltre dieci volte la base preesistente. Non è un’evoluzione graduale: è un cambio di unità di misura, da decine di MWh a centinaia, e in prospettiva a GWh. A dicembre 2025 Sungrow dichiarava di aver installato 1.000 GW di convertitori di potenza elettronica nel mondo, un numero che racconta la capacità produttiva alle spalle del fornitore, ma che da solo non garantisce la qualità del singolo impianto.
A questo si somma, sempre secondo l’U.S. Commercial Service, il fatto che nuove leggi nazionali e i fondi europei del Recovery and Resilience Facility potrebbero aggiungere un altro 1 GWh di capacità di accumulo nei prossimi due anni. Ma un singolo progetto, per quanto riuscito, non fa un mercato: a rendere possibile il salto bulgaro è un programma pubblico con numeri molto più grandi.
RESTORE: 82 progetti e 9,7 GWh di capacità finanziata
Il programma RESTORE è il moltiplicatore vero. Il Ministero dell’Energia della Bulgaria ha selezionato 82 progetti di accumulo energetico vincitori per una quota di 1,15 miliardi di BGN, pari a circa 588 milioni di euro. Nel dettaglio, il bando destina 1.149.013.428,49 BGN alla costruzione e alla messa in servizio di 82 impianti standalone, per un totale di 9.712,89 MWh di capacità di accumulo utile. Il finanziamento copre fino al 50% dei costi di costruzione e messa in servizio.
Nova Zagora rientra esattamente in questo schema: è finanziato attraverso RESTORE, e non è l’unico. Restano però due domande aperte: quanti di questi 9,7 GWh arriveranno davvero in rete, e chi li costruirà in un mercato che si è improvvisamente affollato. La risposta comincia a leggersi nella mappa dei progetti già completati e in avanzamento nell’Europa orientale.
Chi vince davvero: fornitori cinesi, EPC e la partita regionale
La fotografia regionale è netta. Secondo il roundup di Energy-Storage.news, in Bulgaria risultano online 2,2 GWh di capacità BESS considerando solo i quattro progetti più grandi, e il paese è diventato un hotspot europeo per lo stoccaggio a batteria. Due progetti separati da circa 600 MWh sono stati completati: uno da Solarpro con batterie CATL, l’altro da Sunotec con Sungrow. A questi si aggiungono circa 800 MWh di capacità in avanzamento tra Romania, Estonia, Lituania e Finlandia.
Non è solo Sungrow. ContourGlobal ha inaugurato un progetto BESS da 500 MWh in Bulgaria, uno dei più grandi dell’Europa orientale e tra i primi impianti stand-alone del paese. Per BYD si tratta del progetto più grande mai realizzato nell’Europa orientale fino a oggi. La competizione, insomma, non è tra singoli fornitori di batterie: è tra coppie EPC-fornitore, con Solarpro e CATL da un lato e Sunotec e Sungrow dall’altro, a contendersi una pipeline che vale quasi 10 GWh di capacità finanziata.
Per chi installa o gestisce impianti in Bulgaria, la finestra RESTORE è il moltiplicatore vero: copre metà dei costi, ma il percorso verso i 3 GWh di fine 2026 premia chi arriva prima con tecnologia già collaudata, non chi insegue la singola occasione.




