Le offerte sono aumentate rispetto a febbraio ma il volume annuale resta bloccato a 1.100 MW in attesa dell’approvazione Ue

Chi in Germania aveva un tetto industriale o una barriera antirumore, lo scorso 16 luglio si è trovato davanti a un’asta quasi deserta: 125 offerte per 238 MW su 296 MW disponibili. Eppure il prezzo è rimasto incollato al tetto di 0,10 €/kWh. Lo confermano i dati dell’asta per il fotovoltaico su tetto chiusa dalla Bundesnetzagentur.

L’asta vista dal capannone

Per capire cosa è successo, basta leggere i numeri dell’asta del 16 luglio. La Germania ha assegnato 208 MW di capacità fotovoltaica distribuiti su 108 progetti per impianti su edifici e barriere antirumore. In tutto, le offerte presentate sono state 125 per 238 MW; 17 sono state escluse. Il prezzo medio ponderato per volume è stato di 0,0972 €/kWh, appena sotto il livello massimo consentito di 0,10 €/kWh, secondo la Bundesnetzagentur. La Renania Settentrionale-Vestfalia ha ottenuto la quota maggiore, con 21 progetti per 49 MW.

Ma perché, con prezzi così vicini al massimo, le offerte restano poche? La risposta non sta nei singoli progetti, ma nelle regole del mercato e nei vincoli europei.

Il confronto che spiega il paradosso

La chiave sta nel confronto con le altre aste e nei vincoli normativi. La documentazione ufficiale della Bundesnetzagentur mostra che, rispetto alla tornata di febbraio 2026, quando il volume delle offerte era di 177 MW, le offerte di luglio sono aumentate notevolmente: 238 MW. Eppure l’asta è rimasta nuovamente sottoscritta, perché il volume messo a gara era di 296 MW. Basterebbe poco per coprirlo, ma il problema è strutturale.

Il volume annuale per il solare su tetto in Germania nel 2026 resta limitato a 1.100 MW: l’aumento a 2.300 MW previsto dal Solarpaket I non può essere applicato senza l’approvazione europea sugli aiuti di Stato, come spiega un’analisi di Solarbranche.de. Non è una questione di disinteresse: le aste concorrenti viaggiano su altri numeri. Già a marzo, nella gara per il fotovoltaico a terra, le offerte erano circa il doppio del volume messo a gara, come ha sottolineato Klaus Müller della Bundesnetzagentur. A febbraio 2026, secondo la Bundesnetzagentur, l’eolico onshore era più che doppiamente sovrascritto: 7.858 MW di offerte contro 3.445 MW messi a gara.

Il confronto dei prezzi racconta la stessa storia. A fine marzo, il prezzo medio ponderato per il fotovoltaico su tetto era stato di 0,0956 €/kWh, di poco sotto i 0,0966 €/kWh del round di ottobre 2025, come riportava un’analisi di PV Magazine. Ora il prezzo di luglio è salito a 0,0972 €/kWh, sempre a ridosso del massimo. I margini per chi partecipa restano stretti, e l’asta non riesce a regalare prezzi più bassi.

Ottobre: stessa gara, stessi limiti

La prossima finestra utile è ottobre: il volume messo a gara sarà di nuovo 296 MW. Con l’asta di luglio rimasta sottoscritta e il prezzo medio a 0,0972 €/kWh, chi prepara un’offerta deve mettere in conto una gara simile: offerte inferiori al volume disponibile, prezzi vicini al massimo di 0,10 €/kWh e nessun segnale di riduzione dei costi. Il volume annuale bloccato a 1.100 MW non permette di assorbire più progetti, e l’aumento a 2.300 MW resta fermo in attesa dell’approvazione europea.

Il lettore può così decidere con dati alla mano, senza farsi illusioni su un mercato che oggi non garantisce prezzi più bassi. Se hai un tetto industriale o una barriera antirumore in Germania, l’asta di ottobre non ti regalerà prezzi bassi: ma conoscere il tetto di 0,10 €/kWh e il volume limitato a 1.100 MW ti permette di presentare un’offerta realistica, senza aspettare un mercato che oggi non c’è.