Il colosso chimico BASF utilizzerà quasi metà dell’energia per i propri stabilimenti industriali
La domanda dietro la bolletta
Guardare il costo dell’elettricità è un gesto che accomuna famiglie e imprese. La domanda silenziosa è sempre la stessa: quando arriverà abbastanza energia pulita da spostare davvero i prezzi e ridurre la dipendenza dal gas? Non è una questione astratta. Ogni kilowattora generato da fonti rinnovabili in grandi quantità è un tassello che può rendere il sistema più stabile, meno esposto alle oscillazioni dei mercati fossili. E quando si parla di quantità industriali, il Mare del Nord resta il luogo dove le promesse si misurano con l’acciaio. Ma a che punto è davvero questo progetto?
Il gigante pianta il primo palo
La risposta arriva dal fondale sabbioso a circa 85 chilometri a nord dell’isola di Borkum. Lo scorso 1° luglio è stato installato il primo monopalo di Nordlicht I, il parco eolico più grande mai costruito in Germania. Non è l’ennesimo progetto annunciato: è il cantiere che inizia. Il cluster Nordlicht, nel suo complesso, mette sul piatto una capacità netta di oltre 1,6 gigawatt. Parliamo di due parchi gemelli: Nordlicht I da circa 980 megawatt e Nordlicht II da circa 630 megawatt. Entrambi dovrebbero entrare in funzione nel 2028. Per dare un’idea della scala, già a marzo 2025 Vestas si era assicurata un ordine fermo per 68 turbine V236-15.0 MW, ciascuna da 15 megawatt, destinate proprio a Nordlicht I. Un singolo impianto che da solo sfiora la soglia del gigawatt.
6 TWh per la svolta (anche in fabbrica)
I numeri del progetto si traducono in effetti reali. Secondo la scheda tecnica del progetto, il cluster Nordlicht produrrà circa sei terawattora di elettricità all’anno. Per provare a visualizzare la cifra: sei miliardi di kilowattora. Non andranno solo alle case. Buona parte finirà direttamente all’industria pesante, quella che in Germania consuma quantità immense di energia e che fatica a decarbonizzarsi senza un accesso diretto alle rinnovabili. Non a caso, già all’inizio del 2025 BASF deteneva una partecipazione del 49% nei progetti, come confermato dall’accordo Vattenfall-BASF. Il colosso chimico prevedeva di utilizzare quasi la metà dell’elettricità generata per rifornire i suoi siti produttivi in Europa, in particolare lo stabilimento di Ludwigshafen. Elettricità pulita per produrre materiali che usiamo ogni giorno, senza passare dal gas.
Il contesto competitivo aiuta a capire la posta in gioco. A inizio 2026 Ørsted, il maggiore operatore eolico offshore del paese con oltre il 20% della capacità totale tedesca, ha raggiunto circa 2,5 GW di capacità eolica offshore installata. Il loro parco Borkum Riffgrund 3, da 913 megawatt, era fino a poco fa il riferimento per taglia. Nordlicht I e II, insieme, superano nettamente quella soglia. Significa più concorrenza tra produttori di energia pulita, e questo per chi paga la bolletta è un segnale da osservare con attenzione. Quando l’offerta di elettricità a basso costo marginale cresce, il prezzo all’ingrosso tende a scendere, specie nelle ore ventose. Non azzera il costo della bolletta, ma ne diluisce la componente più volatile.
Quando nel 2028 Nordlicht entrerà in funzione, la bolletta dei tedeschi — e di chi compra prodotti made in Germany — potrebbe riflettere un mix energetico più stabile e meno dipendente dalle fossili. Non è fantascienza: è lavoro in corso, piantato a 85 chilometri dalla costa.




