Il meccanismo prevede costi fino a 35,2 miliardi per la Germania, con aste a fine 2026.

La bolletta tedesca e il via libera di Bruxelles

Quando in Germania arriva la bolletta della luce, nessuno spiega che una parte di quei soldi potrebbe servire a tenere accese centrali a gas anche quando non servono. Eppure, con il via libera della Commissione europea al nuovo capacity market, quel meccanismo sta per diventare realtà. Lo scorso 2 settembre Bruxelles ha approvato il nuovo mercato della capacità tedesco, ritenendolo compatibile con le norme Ue sugli aiuti di Stato. La stessa Commissione ha indicato costi per lo Stato tedesco che potrebbero arrivare fino a 35,2 miliardi di euro, secondo quanto riportato da Clean Energy Wire.

Le associazioni ambientaliste non hanno accolto la notizia con favore. Il loro timore è che il meccanismo finisca per aumentare il peso del gas nel mix energetico e per favorire in modo eccessivo la generazione termoelettrica a scapito di accumuli e gestione della domanda. In pratica, si pagherebbe per tenere in piedi impianti a gas anche quando batterie e consumi flessibili potrebbero fare lo stesso lavoro.

I numeri che finiscono in bolletta

La forchetta indicata dalla Commissione europea è ampia: tra 15,6 e 35,2 miliardi di euro per lo Stato tedesco. Non è un dettaglio tecnico: in un capacity market questi costi ricadono sui cittadini, come ricordano le associazioni ambientaliste. Per la Deutsche Umwelthilfe, destinare fino a 35 miliardi di euro a nuove centrali fossili finanziate dai cittadini è la strada sbagliata dal punto di vista energetico e climatico.

La stessa organizzazione mette in evidenza una contraddizione: la Commissione europea afferma che il sostegno dovrebbe essere aperto a tutte le tecnologie, ma riconosce che nella prima asta gli accumuli a batteria saranno di fatto esclusi. Intanto, un rapporto citato da Clean Energy Wire è particolarmente critico verso i piani di istituire un capacity market, perché comporta significativi rischi economici, normativi e ambientali. E le prime aste per le nuove centrali a gas sono previste per la fine del 2026.

La tentazione del gas attraversa l’Europa

Mentre in Germania si discute, la Polonia si è già mossa. Secondo Reglobal, il governo polacco ha modificato i de-rating factors nelle aste del mercato della capacità per favorire le centrali a gas; dal 2029 i principali beneficiari dovrebbero essere proprio gli impianti a gas. Non è un caso isolato: diversi Stati membri stanno ridisegnando i propri mercati della capacità con de-rating factors che favoriscono il gas rispetto alle batterie, sollevando la stessa obiezione di neutralità tecnologica mossa a Berlino.

Il capacity market non è solo una questione burocratica: i costi ricadranno sulle bollette e le scelte tecnologiche di oggi condizioneranno la transizione per anni. Le prime aste tedesche di fine 2026 diranno se la neutralità tecnologica promessa diventerà realtà.