Il direttore uscente ha lasciato l’incarico il 15 ottobre, dopo una nomina ad interim risalente al 12 settembre

Vent’anni. È il tempo che Christof Lessenich, cittadino tedesco, ha passato tra politica energetica e della concorrenza dell’Unione europea. Ora quei vent’anni si comprimono dentro un mandato da cinque, rinnovabile una sola volta per altri cinque. Lo ha annunciato l’ACER con un post su LinkedIn pubblicato a settembre: Lessenich sarà il nuovo direttore dell’Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia. Dietro l’annuncio, però, c’è un passaggio di testimone che non si è ancora concluso.

Vent’anni, un mandato da cinque

Il profilo è quello di un funzionario europeo di lungo corso, non di un outsider. Dal 2021 Lessenich guida l’unità per il mercato interno dell’energia presso la direzione generale dell’Energia della Commissione europea. Prima ancora, la sua esperienza si è costruita dentro la politica della concorrenza: più di due decenni in cui ha visto il mercato dell’energia dell’Unione cambiare forma, tra regole di concorrenza e integrazione dei mercati nazionali. La nomina arriva quindi da un percorso interno alle istituzioni di Bruxelles, non da un’autorità nazionale né dal settore privato.

Il dato che colpisce, più ancora del curriculum, è la durata del mandato. Cinque anni, rinnovabili una sola volta per un massimo di altri cinque. È un orizzonte lungo per un’agenzia che regola infrastrutture e mercati dove i tempi di investimento si misurano in decenni, ma dove le decisioni politiche cambiano a ogni ciclo elettorale. La domanda che resta aperta è perché l’ACER sia rimasta così a lungo senza un direttore titolare prima di arrivare a questo nome.

Il passaggio di consegne che dura da un anno

La risposta sta in una transizione cominciata molto prima dell’annuncio di settembre. Secondo quanto ricostruito da Mondovisione, già il 12 settembre 2025 Volker Zuleger era stato nominato direttore ad interim dell’ACER, su decisione del Consiglio di amministrazione dell’agenzia. Christian Zinglersen, il direttore uscente, ha lasciato l’incarico il 15 ottobre 2025 per assumere una nuova posizione altrove. Da allora, per quasi un anno, l’agenzia è stata guidata da una figura temporanea.

Nel frattempo è cambiato anche il vertice del Board of Regulators. Emmanuelle Wargon è la nuova presidente, George Niculescu il nuovo vicepresidente. Due figure nuove, arrivate mentre l’agenzia affrontava la fase più delicata della sua esistenza: tenere insieme regolatori nazionali con interessi diversi dentro un mercato unico dell’energia ancora incompleto. Con il direttore titolare e il board rinnovato, l’agenzia sembra finalmente aver ricomposto tutti i pezzi. La direzione, però, è un’altra cosa.

Cosa aspettarsi dal mercato integrato

Se il board è nuovo e il direttore arriva dalla concorrenza, la domanda non è chi comanda, ma quale mercato verrà fuori. Lessenich non è un regolatore di rete, non viene dal mondo delle tariffe o delle infrastrutture fisiche. Viene dalla politica della concorrenza, cioè da quell’insieme di regole che dovrebbero impedire posizioni dominanti, cartelli, abusi di mercato. Dentro un’agenzia come l’ACER, che deve cooperare con i regolatori nazionali e monitorare l’integrazione dei mercati, questa provenienza può spostare il baricentro verso un’attenzione più marcata al funzionamento concorrenziale dei mercati all’ingrosso e al dettaglio.

Il mandato quinquennale, rinnovabile una sola volta, dà a questo orientamento una prospettiva di continuità. Non è una nomina tecnica di breve respiro: è la scelta di un profilo che per vent’anni ha osservato il mercato dell’energia attraverso la lente dell’antitrust. Il rischio è che l’efficienza venga prima della tutela dei consumatori finali; l’opportunità è che la concorrenza, se applicata bene, produca prezzi più bassi e maggiore trasparenza. Riuscirà un regolatore cresciuto tra antitrust e mercati a tenere insieme efficienza e tutela dei consumatori? La risposta arriverà prima della fine del mandato.

Il mandato è di cinque anni, rinnovabile una volta. La direzione, però, si decide molto prima. E la prima indicazione, per chi osserva il mercato dell’energia europeo, è questa: l’ACER si prepara a leggere il proprio ruolo in chiave più concorrenziale, dentro un mercato integrato che è ancora in costruzione.