Il progetto TwinHub aveva vinto nel 2022 il primo contratto per differenza per l’eolico galleggiante, poi risolto nel 2026
C’è una voce, nella bolletta elettrica, che serve a sostenere le rinnovabili: e c’è un modo legittimo di chiedersi dove finiscano davvero quei soldi. In Cornovaglia un progetto che avrebbe dovuto essere il primo parco eolico galleggiante del Regno Unito è stato ceduto per una sterlina. Una sola sterlina, non un errore di stampa: il corrispettivo reale. Lo rivela la ricostruzione pubblicata da Windpower Monthly all’inizio di agosto, quando ha reso nota l’identità dell’acquirente rimasto a lungo avvolto nel mistero.
Il primato che vale una sterlina
Per capire la stranezza della cifra bisogna riavvolgere il nastro di qualche anno. Nel luglio 2022 il progetto TwinHub era entrato nella storia come il primo progetto eolico galleggiante a vincere un contratto per differenza nel Regno Unito, a 87,30 sterline per megawattora. Era un primato: nessun impianto galleggiante era mai riuscito ad aggiudicarsi un CfD, lo strumento con cui si garantisce al produttore un prezzo fisso per l’energia. Quasi quattro anni dopo, lo stesso progetto è stato liquidato a un prezzo simbolico: Hexicon AB ha ceduto l’intera quota del 100% nella società di progetto TwinHub, Wave Hub Ltd, per un corrispettivo totale di una sterlina. Attività e passività comprese.
La cronologia di un naufragio
La caduta non è stata improvvisa, anche se il colpo di scena finale ha il sapore del paradosso. Il primo tassello si è staccato a marzo 2026, quando, secondo la Low Carbon Contracts Company, il contratto per differenza del sito è stato risolto. Non è un dettaglio tecnico: era la ragione stessa per cui il progetto aveva fatto notizia. Senza quell’impegno a garantire un prezzo certo all’operatore, il progetto perdeva la sua base economica.
A quel punto la ricerca di un compratore è diventata l’unica strada. In un comunicato, Hexicon AB ha annunciato di aver firmato e completato un accordo di compravendita per la cessione del progetto TwinHub con “un fornitore globale leader di soluzioni avanzate di ingegneria marittima e offshore”. Il prezzo pattuito era di una sterlina: attività e passività comprese. Tradotto: chi compra non si porta a casa solo l’opportunità di costruire l’impianto, ma anche i debiti e gli impegni legati al progetto.
Il passaggio di proprietà si è poi concretizzato il 9 aprile 2026: KVE Investments B.V., controllata interamente da Seatrium, ha acquisito il 100% di Wave Hub Limited per un corrispettivo nominale di una sterlina. Solo più tardi il nome di Seatrium è emerso pubblicamente come acquirente. Il progetto non è sparito: è passato di mano. Ma quel prezzo racconta con precisione quanto valesse, a quel punto, l’eredità del primo CfD eolico galleggiante del Regno Unito.
Che cosa insegna a chi paga la transizione
Qui entra in gioco chi paga, direttamente o indirettamente, la transizione energetica. Il caso TwinHub è un promemoria utile: un contratto pubblico — persino un primato nei libri — non è una garanzia automatica di successo. Un progetto può avere un prezzo dell’energia garantito per contratto e comunque naufragare, fino a essere ceduto a prezzo simbolico. Per un cittadino o una piccola impresa che valuta dove mettere i propri soldi, o che semplicemente guarda la bolletta, la lezione è concreta: dietro i titoli contano la solidità di chi propone un progetto, i rischi che si assume e la capacità di portarlo davvero a termine. Prima di farsi affascinare da un annuncio conviene chiedersi chi sostiene il rischio, cosa succede se il progetto slitta, chi garantisce i ricavi e per quanto tempo.
Non è un invito a smettere di credere nelle rinnovabili, ma a smettere di credere ai titoli. Resta da vedere se la Cornovaglia vedrà mai quelle pale galleggianti, o se la sterlina pagata da Seatrium è solo il prezzo di un’opzione su un sogno rimandato. Dietro un primato può esserci una svendita, e dietro una bolletta una domanda che merita risposta.



