Il parco eolico più grande del mondo è al 30%, ma il fornitore britannico è uscito
Il paradosso delle XXL
Secondo gli ultimi dati diffusi a fine agosto da offshoreWIND.biz, il più grande parco eolico offshore del mondo è completo per circa il 30 per cento; il suo fornitore britannico è già uscito di scena e a reggerlo sono i monopili spagnoli di Haizea. Lo scorso agosto, Haizea Wind Group ha consegnato a Ørsted i monopili destinati al parco eolico offshore Hornsea 3, il più grande al mondo, situato nel Mare del Nord. Sono strutture da 11 metri di diametro, più di 105 metri di lunghezza e circa 2.300 tonnellate di peso. Haizea, come precisa l’annuncio, è l’unico produttore in Spagna capace di realizzare strutture di queste dimensioni e anche più grandi.
Il paradosso è tutto qui. Haizea produce monopili da record, ma il progetto aveva previsto due fornitori di fondazioni XXL. Se Haizea è riuscita a produrre strutture così estreme, perché una parte della fornitura è saltata?
Chi resta fuori, chi subentra
La domanda porta ai contratti firmati nel 2022. Ørsted aveva siglato due contratti «industry first» per la fabbricazione di fondazioni monopile XXL per Hornsea 3: uno con Haizea Wind Group, tramite la controllata Haizea Bilbao, e uno con SeAH Wind Limited, la sussidiaria britannica di SeAH Steel Holdings. Il contratto con Haizea copre una parte dei monopili XXL che comporranno il parco; l’altra parte era affidata a SeAH.
Il secondo pilastro, però, è crollato. Secondo quanto riportato lo scorso 2 marzo da offshoreWIND.biz, SeAH e Ørsted avevano appena deciso di interrompere il contratto di fornitura di monopile, perché il nuovo stabilimento non sarebbe stato pronto a rispettare i volumi e le tempistiche del progetto. Non è un dettaglio tecnico: è il fallimento del fornitore locale nel momento in cui il parco diventa il più grande al mondo. La quota che doveva essere prodotta da SeAH sarà consegnata da Dajin, EEW e Steelwind Nordenham.
Intanto, la capacità spagnola di Haizea è quantificabile. Lo stabilimento del Porto di Bilbao copre più di 200.000 metri quadrati, con sei capannoni produttivi e un’area di stoccaggio per torri e monopili, e impiega più di 900 persone. Il gruppo nel suo complesso impiega più di 1.500 persone e nel 2025 ha superato i 400 milioni di euro di ricavi, con un utile netto di 20 milioni, in aumento dell’11% rispetto all’anno precedente. Restano però i numeri del calendario: quanto è davvero vicino il traguardo della messa in servizio?
La corsa contro il tempo
Dopo aver visto chi produce e chi no, resta da chiedersi se i volumi mancanti verranno recuperati prima della scadenza. Hornsea 3 avrà una capacità di 2,9 GW e fornirà energia pulita a più di 3,3 milioni di case nel Regno Unito una volta pienamente operativo. Sarà il terzo progetto su scala gigawatt di Ørsted nella zona di Hornsea, dopo Hornsea 1 (1,2 GW) e Hornsea 2 (1,3 GW), già gestiti dall’hub di operazioni e manutenzione di Grimsby. Il parco è di proprietà di Ørsted e dei fondi gestiti da Apollo.
A fine agosto, secondo offshoreWIND.biz, Hornsea 3 risultava completo per circa il 30 per cento e in linea per la messa in servizio nel quarto trimestre del 2027 o nel primo trimestre del 2028. Nel frattempo la filiera è stata ridisegnata: Dajin, EEW e Steelwind Nordenham devono recuperare i volumi che SeAH non è riuscita a garantire. Il cronoprogramma, più che la tecnologia, è il vero banco di prova. La domanda non è se i monopili si possano fabbricare — Haizea lo ha già dimostrato — ma se la filiera ridisegnata riuscirà a farlo nei tempi.
La transizione energetica corre più veloce delle fabbriche che dovrebbero sostenerla: Hornsea 3 sarà la prova se la nuova filiera dei monopili XXL regge il cronoprogramma o se il paradosso britannico si ripeterà.




