Il solare ha coperto la domanda diurna, ma la sfida si sposta sulle batterie e sul gas di riserva

Le otto di sera di una giornata di fine giugno: fuori fa ancora caldo, l’aria condizionata resta accesa, ma sui tetti i pannelli stanno già producendo poco. È in quel momento, non a mezzogiorno, che si decide la tenuta della rete. Lo racconta bene un’analisi su come il solare ha salvato la rete durante l’ondata di caldo europea: la parte difficile non è produrre tanta energia quando c’è sole, ma coprire la domanda quando il sole cala e i condizionatori restano accesi.

Il punto è semplice da osservare in casa: il fotovoltaico sul tetto lavora a pieno ritmo nelle ore centrali, ma la sera l’energia va presa da un’altra parte. E se quel “altra parte” non c’è, i prezzi salgono e la rete si stressa.

Il problema non è il sole di mezzogiorno, è la sera

Non è una sensazione da consumatori. Walburga Hemetsberger, CEO di SolarPower Europe, spiega che la sfida successiva è il periodo serale: le temperature spesso restano alte dopo il tramonto e la domanda di aria condizionata può rimanere elevata mentre la produzione solare diminuisce. In pratica, il momento in cui il sistema è più esposto è quando in molti tornano a casa, accendono il raffrescamento e i pannelli non bastano più.

Per Hemetsberger è anche il motivo per cui l’accumulo a batterie sta diventando una parte importante della transizione: serve a spostare l’energia prodotta nelle ore centrali verso la sera, quando serve davvero. Il problema, quindi, non è il sole di mezzogiorno: è la cena. E per capire quanto regge il sistema in quelle ore servono numeri, non sensazioni.

I numeri del sorpasso: batterie quadruplicate, gas dietro l’angolo

Cominciamo da un dato storico: già a giugno 2025 il solare è stato la principale fonte di elettricità dell’Unione europea per la prima volta. Non è una quota simbolica: per un mese intero ha superato tutte le altre fonti. Il sorpasso di mezzogiorno, insomma, c’è stato.

Ma le ondate di calore mostrano l’altra faccia della medaglia. Nei periodi più caldi, la domanda giornaliera di energia in Italia è aumentata fino al 28% rispetto alla settimana precedente, con aumenti del 23% in Ungheria, del 14% in Francia e del 13% in Spagna, rispetto alla settimana del 13-19 giugno. Avere più pannelli aiuta di giorno; la sera quei consumi restano e il solare non c’è.

Per questo si guarda alle batterie. Le proiezioni citate da Ember indicano che il parco batterie dell’UE è destinato a crescere di quattro volte, passando da 37 GW nel 2025 a 178 GW entro il 2030. Messo in termini concreti: nel 2025 le batterie europee potevano erogare in un’ora circa il 20% della potenza di tutte le centrali a gas dell’UE; entro il 2030 potrebbero superare l’80% nella stessa ora. Il margine si restringe, ma il gas non scompare.

Eppure, mentre le batterie accelerano, l’industria continua a investire nel gas. Perché? La risposta non arriva da un convegno, ma da un parco chimico tedesco.

La turbina Siemens e il ruolo del gas di riserva

La risposta arriva da un parco chimico tedesco. Siemens Energy ha lanciato in Germania un dimostratore di turbina a gas e ha installato e messo in funzione una turbina dimostrativa SGT-800 presso il Marl Chemical Park, in una centrale a gas. Nelle stesse settimane, l’azienda sta portando avanti lì nuova tecnologia per turbine a gas, con lo scopo di validare componenti durante il funzionamento. In parole semplici: si continua a testare e migliorare la capacità termica di backup.

Questo non smentisce le batterie, ma completa il quadro. La transizione non sta cancellando il gas: lo sta trasformando in una risorsa di riserva, da usare quando la domanda serale è alta e l’accumulo non basta. Per chi guarda da fuori, il messaggio pratico è che batterie e turbine convivono, e la differenza la farà la velocità con cui le batterie verranno installate rispetto alla potenza termica che resta disponibile.

Per una famiglia o una piccola impresa, il dato utile è questo: i pannelli restano una buona scelta, ma senza accumulo coprono solo una parte del problema. Se il consumo maggiore è la sera, il risparmio vero passa dalla capacità di spostare l’energia, non solo di produrla. Vale la pena, quindi, guardare i preventivi con attenzione e chiedersi non solo “quanto produce”, ma “quando produce e quando consumo”. La prossima ondata di calore, con ogni probabilità, si affronterà più di sera che a mezzogiorno.