Il regolatore compatto promette più fotovoltaico sulla rete esistente, ma il caso tedesco resta una proiezione su carta
Il 3,5% che non arriva in rete
In Germania, il 3,5 per cento dell’elettricità rinnovabile prodotta è stato spento perché la rete non riusciva ad assorbirla. Nello stesso Paese, su un feeder vicino a Weimar, un apparecchio da 6 MVA ha mostrato su carta che si poteva accettare fino al 260 per cento in più di capacità fotovoltaica senza misure di rinforzo convenzionali. È il caso di studio pubblicato lo scorso 17 agosto da Hitachi Energy con TEN Thüringer Energienetze, la prima installazione del Compact Line Voltage Regulator, il C-LVR.
Il dato tedesco che fa da sfondo è tutto lì: secondo i dati pubblicati dalla piattaforma SMARD, le riduzioni dell’immissione di energia rinnovabile hanno rappresentato il 3,5 per cento della produzione elettrica rinnovabile complessiva. Il restante 96,5 per cento è entrato in rete ed è stato utilizzato dai consumatori finali. Non si tratta di un blackout, ma di capacità che non arriva a destinazione perché in alcuni punti le linee sono piene. È esattamente la condizione che il C-LVR prova ad aggirare.
Dentro il regolatore: intelligenza al posto del rame
La risposta tecnica sta in un apparecchio grande quanto un trasformatore di quartiere, presentato per la prima volta al CIRED 2025 nel giugno di quell’anno come innovazione per la controllabilità delle reti di distribuzione. Il principio è semplice: se la tensione su un feeder è vincolata, un regolatore in serie può stabilizzarla e liberare margini che con i metodi tradizionali richiederebbero interventi di potenziamento. Nel caso di Hopfgarten, vicino a Weimar, la soluzione installata per TEN Thüringer Energienetze combina una capacità di regolazione del feeder da 6 MVA con una funzione di trasformatore di distribuzione da 630 kVA. Non si aggiunge capacità fisica: si usa meglio quella che c’è già.
Secondo i calcoli previsionali dello scenario progettuale, la tecnologia potrebbe consentire al feeder di accogliere fino al 260 per cento in più di capacità fotovoltaica evitando misure di rinforzo convenzionali. È una proiezione, non una misura di campo: va letto con la cautela che si deve ai numeri annunciati prima della prova su scala. Ma la logica ha un mercato. Anche Siemens Energy descrive i propri regolatori di tensione come un’alternativa economica all’espansione della rete, facile da installare e integrare nelle strutture esistenti. La congestione, in questa prospettiva, non è un vincolo immutabile: è un problema di regolazione.
La partita europea: 17 feeder pieni, 2.750 balconi
Il pilota di Hopfgarten non è un caso isolato. Secondo quanto riportato da PV Magazine il 6 luglio, nell’area servita da TEN 17 settori di media tensione risultano pieni: nessuna nuova immissione da fotovoltaico può essere accettata. Nella sola regione pilota di Hopfgarten, il regolatore potrebbe consentire l’integrazione di circa 2.750 impianti fotovoltaici da balcone aggiuntivi senza richiedere l’espansione della rete. Il numero serve a dare una scala: non si parla di grandi parchi, ma di una domanda diffusa che oggi resta ferma in coda.
Dopo il lancio pilota, Thüga prevede di rendere la tecnologia disponibile agli operatori dei sistemi di distribuzione in tutta Germania e in Europa. È un passaggio commerciale prima ancora che tecnico. La domanda non è se il C-LVR funzioni nel perimetro di Hopfgarten, ma quanti gestori di rete lo adotteranno prima che il rinforzo tradizionale diventi l’unica strada percorribile. I 17 settori saturi di TEN sono il primo banco di prova concreto, e il +260 per cento calcolato a Hopfgarten resta, per ora, un numero su carta. Nei prossimi mesi andrà osservato quanti di quei settori passeranno al regolatore e se la proiezione reggerà quando diventerà misura. Il dato non è una morale, è un termometro.




