Progetto da 100+ MW: capacità da 84 a 134,2 MW, nuove turbine dal 2027.
Chi passa davanti a un parco eolico costruito negli anni Novanta vede pale lente e rumorose: nel Fortore ce ne sono 140, costruite tra il 1996 e il 1999. Eppure, proprio lì, nello stesso identico terreno, sta per nascere una notizia che riguarda la bolletta e il territorio. Lo racconta l’annuncio di GE Vernova, che ha ottenuto da IVPC Group un contratto per il progetto del Fortore da oltre 100 MW.
Via le 140 pale, dentro 22 giganti
Il progetto di repowering sostituirà le 140 turbine eoliche esistenti, costruite tra il 1996 e il 1999, con 22 turbine da 6,1 MW fornite da GE Vernova. Una volta completato, il parco passerà da una capacità installata di 84 MW a 134,2 MW: quasi il 60 per cento di potenza in più, prodotto nello stesso parco. In altre parole, meno di un sesto delle macchine per più elettricità immessa in rete.
La differenza è tutta qui. Resta da capire chi paga e chi guadagna da questa trasformazione.
La partita economica e industriale
Se dal terreno si passa ai numeri del mercato, la vera notizia non è solo tecnica: è finanziaria. Il progetto Fortore è finanziato da UniCredit e Crédit Agricole Italia. Stando ai dati del GSE, il progetto è stato uno dei più grandi parchi eolici aggiudicati nell’asta tenuta lo scorso dicembre. L’intesa prevede anche una soluzione di Operations & Maintenance personalizzata: IVPC e GE Vernova collaboreranno nelle attività di manutenzione ordinaria.
Il repowering non è un caso isolato. Secondo il GSE, i progetti di repowering completo hanno rappresentato più della metà della potenza eolica autorizzata in Italia. Anche altri produttori spingono su questa strada: Vestas, per esempio, ha installato oltre 6 GW dal 1991. GE Vernova, dal canto suo, ha in tutto il mondo circa 59.000 turbine e quasi 120 GW di capacità installata: numeri che spiegano perché l’industria spinga sul rinnovamento degli impianti più vecchi.
Ma i tempi non sono immediati. L’accordo tra GE Vernova e IVPC è stato prenotato nel quarto trimestre del 2025 e le consegne delle 17 turbine previste dal contratto dovrebbero iniziare solo nel secondo trimestre del 2027. Nel frattempo, il dato del GSE mostra che i progetti di repowering completo rappresentano la maggioranza della potenza eolica autorizzata: la strada per rinnovare gli impianti esistenti è già tracciata.
Cosa cambia per chi guarda la bolletta
La domanda resta aperta: conviene davvero aspettare anni per avere più energia dallo stesso posto? La risposta concreta non è un appello, ma un dato. La stessa macchina destinata al Fortore è già stata installata in Italia: la prima turbina Cypress da 6,1 MW è stata montata presso il parco eolico Montefalcone di IVPC. E quando il repowering sarà completato, la capacità del Fortore passerà da 84 a 134,2 MW.
Per chi guarda la bolletta, il vantaggio non arriva domani: le consegne partono solo dal secondo trimestre del 2027. Ma il senso dell’operazione è esattamente questo: ottenere più energia dallo stesso parco, senza ripartire da zero su un nuovo sito. Se il calendario regge, dalla primavera del 2027 il Fortore produrrà più energia con meno pale: chi osserva la bolletta o un territorio in cerca di nuova vita può leggere in questo progetto la direzione concreta della transizione.




