Nel mercato europeo l’ultima centrale necessaria fissa il prezzo per tutti, anche per l’energia solare ed eolica

Il paradosso in bolletta: più rinnovabili, ma il gas fa ancora il prezzo

Il cortocircuito viene da lontano. Già dall’inizio del 2021, la Russia ha ridotto sistematicamente la fornitura di gas naturale all’Europa, per poi fermare la maggior parte dei flussi a metà del 2022. La conseguenza, documentata dall’Hertie School in una ricostruzione della crisi energetica, è stata un aumento dei prezzi del gas di oltre dieci volte, che ha trascinato i prezzi dell’elettricità a livelli senza precedenti.

Qui sta il paradosso. Nel mercato elettrico europeo, il prezzo di ogni ora viene stabilito dall’ultima unità di produzione necessaria a coprire la domanda: quando serve, è una centrale a gas a chiudere il conto, e il prezzo che fa scatta per tutti, anche per l’energia prodotta dal vento e dal sole. È il motivo per cui una giornata molto ventosa può convivere con una bolletta che non scende: non conta quanto producono le rinnovabili in media, conta chi fissa il prezzo in quell’ora. Se il gas ha avuto la forza di decuplicare i prezzi e le bollette restano appese a questo meccanismo, la domanda diventa: quanto spesso succede davvero che il gas fissi il prezzo?

I numeri del distacco: dove il gas perde il comando

Per rispondere servono numeri, non slogan. Il quadro d’insieme lo fornisce la Commissione europea: nel 2025 i combustibili fossili fissavano ancora il prezzo dell’elettricità in circa il 50% delle ore, in calo rispetto a circa il 70% del 2020. In cinque anni la presa del gas si è dimezzata, ma resta il fatto che in metà delle ore il prezzo dipende ancora da una centrale fossile. E il quadro non è omogeneo: secondo un’analisi di Zakeri e Staffell citata da Carbon Brief, già nel 2021 il gas determinava il prezzo dell’elettricità in Francia solo per il 7% del tempo.

Il caso più istruttivo è la Spagna. Nel primo semestre del 2019, i prezzi elettrici spagnoli riflettevano il costo della generazione fossile nel 75% delle ore; nello stesso periodo del 2025 la quota era crollata al 19%, secondo i dati elaborati da Ember. E il processo è continuato: sempre secondo Ember, in Spagna la quota di ore in cui i prezzi dell’elettricità superano il costo del gas è scesa dal 52% del 2021 al 15% nei primi mesi del 2026. Il distacco dal gas, in altre parole, non è un’ipotesi: è un andamento che si misura anno dopo anno.

Resta però l’altra metà del bicchiere. Se in media europea il gas tiene ancora il comando in un’ora su due, il legame non è spezzato, è solo meno frequente. E la domanda che conta diventa un’altra: quanto costa, a famiglie e imprese, questo residuo di dipendenza quando arriva il prossimo sbalzo dei prezzi?

Cosa cambia per chi oggi deve scegliere una tariffa

Il distacco dal gas non annulla la lezione del 2022. Lo scorso marzo, secondo il Comitato per i cambiamenti climatici britannico, il costo aggiuntivo totale di un singolo shock dei prezzi dei combustibili fossili dell’entità di quello del 2022 è probabile che sia grande quanto il costo aggiuntivo netto totale del percorso verso il net zero fino al 2050. Tradotto in modo brutale: un solo scossone del gas può costare quanto l’intera transizione pianificata fino a metà secolo.

E quel peso non è svanito. Già nel 2025, il governo britannico faceva notare che i costi all’ingrosso del gas per le famiglie erano ancora del 75% più alti rispetto a prima della crisi energetica, e che se fossero tornati ai livelli pre-crisi le bollette sarebbero state più basse di oltre 200 sterline all’anno. Anche con meno ore governate dal gas, il prezzo di quelle ore continua a pesare sulle bollette di tutti.

Il criterio per scegliere una tariffa, allora, non è guardare solo al prezzo di oggi. È chiedersi quanto una tariffa sia esposta al prossimo sbalzo del gas: chi propone un prezzo fisso lungo sconta questa esposizione nel canone, chi segue il mercato ora per ora la sente tutta. Il prezzo dell’elettricità non è un destino: è un meccanismo che sta cambiando, e la propria bolletta può smettere di essere un’assicurazione sul gas, a patto di scegliere sapendo cosa si sta pagando.