Asta spot 26 agosto: 142.000 MWh tra Francia e Portogallo, prezzi sotto i 2 euro/MWh.
L’asta spot del 26 agosto ha totalizzato 142.000 MWh di Garanzie di Origine vendute. La Francia ha piazzato 92.000 MWh di eolico a 1,62 euro al MWh, il Portogallo 50.000 a 1,56. A conti fatti, il ricavo complessivo delle due tranche non supera i 230.000 euro. È il paradosso di un mercato che moltiplica i volumi e svaluta i prezzi, come emerge dall’esito dell’asta spot di Garanzie di Origine del 26 agosto.
Centoquarantamila MWh a prezzo di saldo
I numeri dell’asta sono lì da vedere: 92.000 MWh di eolico francese, 50.000 di eolico portoghese; sommati, coprono interamente i 142.000 MWh venduti. Non tecnologia diversificata, non una lunga lista di Stati: solo vento, solo due Paesi. Il prezzo, in entrambi i casi, resta sotto i 2 euro al MWh. Detto altrimenti, un’ora di energia eolica certificata si vende per meno del caffè al bar.
E non è un incidente di percorso. Il crollo dei prezzi delle GO europee è cominciato ben prima dell’estate 2026. Nel 2023 i certificati dell’Unione viaggiavano tra 7 e 10 euro al MWh; alla fine del 2024 erano già scesi sotto 1 euro per le scadenze dell’anno successivo, come emerge dai dati sul prezzo delle Garanzie di Origine. L’asta di due giorni fa, con 1,62 e 1,56 euro per l’eolico dell’anno in corso, conferma che il mercato non è tornato nemmeno lontanamente ai valori di tre anni fa.
Come può un mercato moltiplicare i volumi e perdere valore? Per capirlo serve guardare alla struttura delle aste e alla loro storia recente.
La macchina che gonfia i volumi
Il mercato non è improvvisato. Le aste spot di Garanzie di Origine si tengono due volte al mese e sono gestite da EPEX SPOT; il regolamento e la consegna dei certificati passano attraverso la controparte centrale ECC e il registro GO francese detenuto da EEX. È un’infrastruttura consolidata.
I numeri raccontano la crescita. L’asta spot pan-europea è partita a settembre 2022: nella tornata del 25 settembre 2024 sono stati scambiati 880 GWh, un aumento di 46 volte rispetto ai 19 GWh della prima asta due anni prima, come riportato nel bilancio dei due anni dell’asta pan-europea. Complessivamente, il mercato ha superato circa 10 TWh scambiati con 70 membri, diventando il principale mercato multilaterale di GO in Europa. EEX, dal canto suo, organizza aste per le GO francesi sovvenzionate per conto della DGEC fin dal 2018, come indicato nelle pagine delle aste francesi di EEX.
Se la macchina funziona e la scala è ormai quella di un grande mercato paneuropeo, perché i prezzi restano al palo? La risposta sta in chi compra e chi vende in questo mercato.
Chi vince e chi perde con le GO a un euro e mezzo
Con i prezzi a questi livelli, il vantaggio è tutto per gli acquirenti. Comprare una Garanzia di Origine per dichiarare “energia verde” costa meno di due euro al MWh: una spesa che non scoraggia nessuno, ma che non finanzia alcun nuovo impianto. Francia e Portogallo vendono comunque, anche a valori marginali; EEX e DGEC gestiscono il meccanismo da anni, e il sistema è ormai rodato.
Le previsioni non annunciano cambi di scenario. Secondo l’analisi di Wood Mackenzie, i prezzi delle GO europee resteranno moderati nel medio termine nonostante la crescita della domanda. È la conferma di un mercato che ha imparato a muovere grandi quantità di certificati senza che la domanda si traduca in prezzi più alti.
Resta aperta una domanda: se il prezzo delle GO resta a poco più di un euro e mezzo al MWh, chi finanzierà davvero i nuovi impianti?
Il mercato delle Garanzie di Origine è diventato liquido ma quasi gratuito. Il rischio è che l’Europa si accontenti di certificare il passato — l’energia rinnovabile già prodotta — invece di finanziare il futuro. Un certificato che vale un euro e mezzo attesta che il vento ha soffiato da qualche parte. Non dice quasi nulla su quale nuova capacità verrà costruita domani.




