La tariffa KÁT garantita dallo Stato ungherese per 25 anni ha spinto il valore dell’impianto oltre la mediana regionale
Da inizio 2024, un megawatt solare operativo in Europa centro-orientale si scambia a un valore aziendale mediano di 0,98 milioni di dollari. Per il parco Kira, in Ungheria, PPC ne ha pagati circa 1,24: un premio di oltre il 26% che non è un azzardo, ma una scommessa su una tariffa garantita dallo Stato per 25 anni. Lo scorso luglio, PPC ha completato l’acquisizione del parco solare Kira in Ungheria: Greenvolt lo ha ceduto per 64,2 milioni di euro, 57 MW di potenza, circa 1,24 milioni di dollari per megawatt.
Il prezzo di Kira: un premio del 26% sul mercato CEE
Per capire cosa rende Kira un caso a sé, basta il confronto. Secondo i dati di Enerdatics, gli asset solari operativi in Europa centro-orientale hanno registrato, da inizio 2024, un valore aziendale mediano di circa 0,98 milioni di dollari per megawatt. Il corrispettivo riconosciuto per Kira, circa 1,24 milioni, sta sopra quella fascia. La mediana divide il mercato a metà: metà delle transazioni chiuse sotto i 0,98 milioni, metà sopra. Kira non è semplicemente sopra la metà: il suo prezzo riflette una categoria diversa di impianti, quelli con ricavi garantiti a lungo termine.
Qui va distinto con chiarezza ciò che si misura. I 57 MW di Kira sono potenza installata, cioè la capacità dell’impianto: non dicono quanta energia produrrà ogni anno. Il prezzo riconosciuto è per megawatt di potenza, non per megawattora generato. A fare la differenza non è la quantità attesa di produzione, ma la natura del ricavo. La tariffa KÁT, garantita dallo Stato ungherese per 25 anni, è un contratto lungo e stabile che elimina il rischio principale di un impianto solare: la volatilità dei prezzi dell’energia. Come osserva Enerdatics, una tariffa feed-in a lunga scadenza offre esattamente quella certezza di ricavo che giustifica la parte alta della fascia di valutazione. È la prevedibilità, non la taglia dell’impianto, a essere pagata di più.
La macchina ungherese: Buj BESS e il piano da 24 miliardi
Il premio pagato per Kira si inserisce in un disegno più ampio, che parte da lontano. Già nel marzo 2024, Greenvolt Power aveva firmato con UniCredit Bank Hungary un finanziamento di progetto da 36 milioni di euro per la costruzione, l’esercizio e la manutenzione di un parco solare da 57 MW in Ungheria. Era l’impianto che sarebbe diventato Kira. Più di due anni di sviluppo, poi la vendita a PPC: il progetto nasce e matura fino a diventare un asset regolato da cedere a premio.
Poche settimane prima di cedere Kira, Greenvolt aveva inaugurato Buj BESS, il più grande sistema di accumulo a batteria standalone in funzione in Ungheria, con 99,8 MW di potenza e 288,6 MWh di capacità. Il dato non è secondario per valutare Kira: un paese che accende la propria batteria più grande nello stesso periodo in cui un suo impianto solare regolato viene venduto a premio segnala un mercato in trasformazione, dove l’accumulo comincia a fare da complemento ai parchi fotovoltaici. Per chi compra, la prospettiva non è solo un impianto da 57 MW, ma una rete elettrica che sta incorporando flessibilità.
Per PPC, Kira è la prima transazione completata nell’ambito del piano industriale 2026–2030, che prevede circa 24 miliardi di euro di investimenti. Il gruppo porta in dote un portafoglio rinnovabile da 6,4 GW di capacità installata: 5,0 GW in Grecia e 1,4 GW all’estero, tra Romania, Bulgaria e Italia. L’Ungheria, finora, non c’era. Messo in questa prospettiva, Kira è un tassello piccolo — 57 MW su 6.400 — ma è il primo di una sequenza annunciata, e il primo tassello fissa il prezzo di riferimento per quelli che verranno.
La frontiera CEE: quale prezzo per il prossimo megawatt?
Con 6,4 GW già installati e 24 miliardi da investire entro il 2030, PPC non si fermerà a Kira. La domanda è quale prezzo toccherà il prossimo asset regolato nell’Europa centro-orientale. La differenza tra 0,98 e 1,24 milioni per megawatt misura quanto vale oggi la certezza regolatoria nella regione: se la tariffa KÁT continuerà a valere più del mercato, i numeri di Kira diventeranno il termometro per le prossime operazioni, non un’anomalia isolata.
Il premio pagato per Kira è il numero da tenere d’occhio. Se la tariffa KÁT continuerà a garantire più del mercato, i prossimi asset regolati in CEE difficilmente scenderanno sotto la soglia di 1,2 milioni di dollari per megawatt. Chi vorrà vendere un impianto con ricavi garantiti a lungo termine partirà da lì; chi vorrà comprare dovrà decidere se il premio vale la certezza.




