Il coefficiente è sceso dal 95% al 13% in due anni
Da 95 a 13: il crollo silenzioso del de-rating
Il de-rating è il coefficiente che stabilisce quanta potenza nominale di un impianto può essere offerta nel mercato della capacità — e quindi remunerata. Una batteria non può erogare all’infinito: dipende da quante ore di scarica può garantire. Il mercato, di conseguenza, non riconosce il 100% della potenza installata, ma solo una frazione. Due anni fa, per un BESS polacco quella frazione era il 95%: un impianto da 100 MW poteva offrirne 95 nel mercato della capacità. Nel 2024 la quota è scesa al 60%. Nell’asta di dicembre 2025 è crollata al 13%, come hanno ricostruito Harmony Energy e Arthur D. Little. Lo stesso impianto da 100 MW oggi può offrirne solo 13.
Il dato non va letto come una punizione arbitraria. È il mercato che, dopo due anni di ingresso massiccio dei sistemi di accumulo, ha cominciato a prezzare la differenza tra un impianto che può sostenere l’erogazione a lungo e uno che non può. E segnala una disciplina nuova: la capacità di batteria non è più scontata. Se il valore riconosciuto alla capacità crolla in questo modo, chi ha già vinto i contratti per il 2028 ha davvero un affare in mano?
L’asta 2028: 1,7 GW di batterie nonostante tutto
E invece i numeri dell’asta raccontano un’altra storia. Nell’asta principale per l’anno di consegna 2028, 33 impianti di stoccaggio elettrochimico si sono aggiudicati contratti per una capacità complessiva superiore a 1,7 GW. Secondo l’Ufficio di regolazione dell’energia polacco, gli impianti di stoccaggio rappresentano complessivamente il 15% della capacità contrattata per il 2028. In altre parole, una parte rilevante della capacità che la Polonia si è assicurata per la fine del decennio arriverà da batterie.
Quell’asta si è tenuta a fine 2023 ed è stata assegnata a inizio 2024: i contratti prevedono la consegna a partire dal 2028 e un prezzo fisso indicizzato all’inflazione di 244,90 PLN/kW all’anno, circa 61,73 dollari al cambio dell’epoca. È una delle ragioni della corsa agli impianti. Greenvolt, ad esempio, aveva firmato già a marzo 2025 con BYD Energy Storage accordi per la fornitura di batterie per i progetti di Turośń Kościelna e Nowa Wieś Ełcka: 200 MW e 800 MWh ciascuno, per una capacità combinata fino a 1,6 GWh. Due unità di misura da tenere separate: i megawatt sono la potenza che l’impianto può erogare in un dato istante, i megawattora l’energia che può immagazzinare e restituire nel tempo. La stretta sul de-rating, in ogni caso, è arrivata dopo: i contratti per il 2028 sono stati assegnati quando il mercato riconosceva ancora quasi tutta la capacità installata.
244,90 PLN/kW e il caso Żarnowiec: chi regge il conto
La risposta è nel prezzo dell’asta e nei costi di costruzione. Il prezzo di assegnazione per il 2028 — 244,90 PLN/kW all’anno, indicizzato all’inflazione — è un ricavo fisso, ma va letto insieme al de-rating. Chi ha vinto a fine 2023 lo ha fatto quando il fattore era ancora al 95%: quasi tutta la potenza installata poteva essere offerta e remunerata. Con il de-rating al 13%, un impianto nuovo offrirebbe nel mercato della capacità una frazione molto più piccola della propria potenza.
I costi, intanto, restano elevati. PGE sta investendo 1,5 miliardi di PLN — circa 416 milioni di dollari — nel progetto di stoccaggio di Żarnowiec. È l’ordine di grandezza degli assegni che i grandi gruppi energetici devono firmare per entrare nel BESS su scala utility. Con il de-rating compresso al 13%, la quota di ricavi garantiti dal mercato della capacità si restringe: chi costruisce oggi deve dimostrare di poter guadagnare anche fuori, con l’arbitraggio sui prezzi dell’energia e i servizi di rete.
Il mercato polacco dello stoccaggio non è più una scommessa sulla capacità, ma una partita sui costi. Chi ha firmato i contratti per il 2028 prima del crollo del de-rating può respirare: si è assicurato ricavi fissi indicizzati all’inflazione su quasi tutta la capacità installata. Gli altri dovranno dimostrare di saper guadagnare fuori dal mercato della capacità. Il numero da tenere d’occhio nei prossimi mesi non è più il de-rating, ma il margine tra i 244,90 PLN/kW garantiti e il costo reale per megawatt installato.




