L’operazione aggiunge circa 400 MW in costruzione al portafoglio europeo di Alpiq, puntando a una crescita multi-gigawatt
Settecento megawatt di potenza già realizzati, 400 MW in costruzione e un cantiere da 200 MW/400 MWh in Polonia che partirà nel primo trimestre del 2027: Harmony Energy non è una startup, è una piattaforma di stoccaggio su scala di rete. Alpiq ne ha acquisito la maggioranza, come racconta l’intervista al CEO di Harmony Energy pubblicata a fine luglio su Energy-Storage.news. Il messaggio è chiaro: chi vuole un portafoglio multi-gigawatt in Europa non parte da zero, compra la credibilità già costruita.
Una piattaforma, non una startup: i 700 MW di Harmony
I numeri di Harmony Energy tolgono ogni dubbio sulla scala del soggetto. La società ha realizzato 18 progetti BESS su scala di rete con una potenza complessiva superiore a 700 MW. Non sono progetti pilota: sono impianti collegati alla rete, distribuiti in un portafoglio che ha già affrontato la fase più difficile, quella della costruzione e dell’energizzazione. A fine luglio, inoltre, la società aveva tre siti in costruzione — uno vicino all’attivazione nel Regno Unito e due in Francia — e altri in pianificazione tra Regno Unito, Germania e Francia.
La credibilità di Harmony, però, non viene solo dai cantieri. A giocare un ruolo decisivo è stata la vendita di HEIT, lo Harmony Energy Income Trust: secondo Peter Kavanagh, ha dimostrato che la società aveva ragione sul valore patrimoniale netto e le ha dato credibilità nel mercato e solide fondamenta per crescere come azienda privata. In altre parole, il mercato ha potuto verificare che il valore dichiarato dei progetti corrispondeva a qualcosa di reale: un precedente che conta quando si cerca capitale per nuovi impianti.
È qui che la domanda cambia. Se Harmony aveva già costruito la propria reputazione e la propria pipeline, perché Alpiq ha scelto di comprare una piattaforma già avviata invece di sviluppare capacità da zero? La risposta sta nella velocità e nella competizione per i gigawatt.
La gara dei gigawatt: chi compra e chi costruisce
Se Harmony ha costruito la propria credibilità con la vendita di HEIT, il mercato intorno non è rimasto fermo. Negli ultimi 24 mesi, dagli sponsor finanziari è arrivato un significativo aumento di acquisizioni e investimenti in sviluppatori e portafogli europei di stoccaggio a batterie. Il capitale finanziario ha capito che lo sviluppo di progetti BESS richiede tempo, permessi e competenze tecniche: comprare una piattaforma già avviata è spesso più rapido che costruirla in casa.
L’acquisizione di Harmony Energy risponde esattamente a questa logica. Secondo l’annuncio, l’operazione aggiunge circa 400 MW di asset in costruzione al portafoglio BESS di Alpiq in Europa e la mette sulla strada per costruire e gestire un portafoglio multi-gigawatt nei prossimi anni. Non si tratta solo di aggiungere capacità: si tratta di comprare un flusso di progetti già in fase esecutiva, con tempi e rischi noti. Resta però da vedere se l’ambizione multi-gigawatt si tradurrà in cantieri o in annunci.
Il banco di prova: 200 MW in Polonia nel primo trimestre 2027
Al di là dei piani, c’è una data e una taglia precise da monitorare. Harmony inizierà la costruzione di un BESS da 200 MW di potenza e 400 MWh di capacità di accumulo in Polonia nel primo trimestre del 2027. È il primo cantiere polacco della piattaforma dopo l’ingresso in Alpiq, e sarà il test reale dell’integrazione: non un annuncio, ma un calendario di lavori. Nei prossimi mesi il cantiere parlerà da solo.
Il numero da guardare, quindi, non è un obiettivo pluriennale: è 200 MW. Il cantiere polacco di Harmony Energy — ora Alpiq — dirà se la corsa multi-gigawatt è reale o se resterà un’intenzione.




