I bandi premiano i progetti che coinvolgono i Comuni e le Comunità Energetiche Rinnovabili

Se abiti in Sicilia e l’ultima bolletta ti ha fatto arrabbiare, sappi che a Porto Empedocle c’è un’occasione che potrebbe darti una mano — e non è il solito bonus. A metà luglio l’Agenzia del Demanio ha pubblicato un avviso di gara per la locazione di valorizzazione di un terreno di proprietà dello Stato in Contrada Durrueli, destinato alla progettazione, costruzione e gestione di impianti fotovoltaici. Non serve essere una grande azienda per intuire cosa significa: energia pulita prodotta su suolo pubblico, con ricadute potenziali su chi vive nei dintorni.

Un terreno assolato a Porto Empedocle

La gara è rivolta alle Energy Service Company, ma il meccanismo è pensato per coinvolgere anche il territorio. Il bando scade il 21 dicembre 2026 alle 12:00. Il criterio di aggiudicazione non è il solito massimo ribasso: vince l’offerta economicamente più vantaggiosa, un dettaglio che premia la qualità del progetto oltre al prezzo. Il responsabile del procedimento è l’ingegner Pietro Ciolino, della Direzione Territoriale Sicilia dell’Agenzia. Ma questo bando non è un fulmine a ciel sereno: è l’ultimo tassello di una strategia più ampia che sta ridisegnando il modo in cui lo Stato mette a frutto i suoi terreni abbandonati.

Lo Stato svende il sole

Già nell’aprile 2025, l’Agenzia del Demanio aveva pubblicato quattro bandi di concessione pilota per terreni statali inutilizzati a Lecce, Campomarino, Spilimbergo e Narni. Erano esperimenti rivolti alle ESCO, per testare una formula tanto semplice quanto efficace: prendere un terreno pubblico abbandonato, affidarlo in concessione, e trasformarlo in una centrale solare. Quei primi bandi hanno funzionato, e il Demanio ha deciso di allargare il perimetro.

Ora il progetto si è esteso. I nuovi bandi pubblicati dall’Agenzia mettono in gara 8 terreni per una superficie complessiva di circa 50 ettari, distribuiti in Abruzzo (2 terreni), Campania, Lombardia (2 terreni), Piemonte, Sicilia e Veneto. Sei bandi in tutto, che coprono lo Stivale da Nord a Sud. La novità più interessante non è solo geografica: i bandi prevedono un punteggio premiale per i progetti che includono la costituzione o l’adesione a Comunità Energetiche Rinnovabili, a patto che coinvolgano almeno un Comune. In pratica, lo Stato non si limita a cedere il terreno al miglior offerente: spinge perché chi vince la gara collabori con il territorio, creando qualcosa che resti alla comunità anche dopo la concessione.

Cosa fare entro dicembre

Qui la faccenda si fa concreta. Le Comunità Energetiche Rinnovabili sono gruppi di cittadini, imprese ed enti locali che si mettono insieme per produrre, consumare e condividere energia da fonti rinnovabili. Il vantaggio non è ideologico: chi partecipa a una CER può abbattere la bolletta perché consuma l’energia prodotta localmente, e gli incentivi sull’energia condivisa restano in tasca ai membri della comunità. Il punteggio premiale inserito nei bandi del Demanio significa che un’azienda che si presenta con un progetto corredato da una CER ha più chance di vincere la gara — e se vince, i pannelli installati su quel terreno pubblico generano elettricità che può finire direttamente nelle case dei residenti. Non è una promessa astratta: è un meccanismo scritto nei criteri di aggiudicazione.

Per cittadini e imprese il messaggio è chiaro: se nel vostro comune esiste un terreno statale inutilizzato, vale la pena informarsi, parlare con l’amministrazione locale e capire se ci sono i presupposti per una CER. Le ESCO cercano partner sul territorio proprio perché il bando le premia se coinvolgono i Comuni. E il 21 dicembre 2026 non è poi così lontano quando si tratta di mettere in piedi un progetto che richiede accordi, statuti e configurazioni tecniche. Le Comunità Energetiche non nascono per magia: servono mesi per costituirle, ed è meglio non arrivare all’ultima settimana utile.

Il 21 dicembre 2026 non è domani, ma le Comunità Energetiche non nascono per magia. Se il tuo comune non ha ancora mosso un dito, forse è il momento di bussare alla porta.