La nuova norma europea impone il grid-forming per gli impianti sopra 1 MW

Mezzo gigawatt in sei mesi. Non è l’obiettivo di un nuovo parco eolico, ma il volume di ordini raccolto da un singolo convertitore di potenza — lo StellaON di SINEXCEL — nella prima metà del 2026. L’azienda ha comunicato di aver raggiunto 500 MW di ordini in quel periodo. Un numero che, da solo, racconta come la rete elettrica europea stia già cambiando pelle, e lo faccia più in fretta di quanto molti operatori riescano a seguire.

Un ordine da mezzo gigawatt

Non si tratta di un prodotto nuovo sul mercato. SINEXCEL ha già consegnato circa quindici progetti con StellaON in Europa, Asia-Pacifico e Africa, un dato che suggerisce una fase di validazione commerciale già superata. Il convertitore è certificato per cinque mercati europei: Germania, Polonia, Paesi Bassi, Belgio e Romania. Questa copertura normativa non è banale, perché ogni paese ha i propri requisiti di connessione e ottenerli tutti richiede tempo e risorse ingegneristiche.

Dal punto di vista tecnico, il dispositivo sopporta almeno 1,5 volte la corrente nominale per 60 secondi — un margine che diventa rilevante quando la rete chiede al sistema di accumulo di comportarsi come un generatore sincrono tradizionale, assorbendo picchi improvvisi. Il rumore operativo, in condizioni di test specificate, può scendere fino a 65 dB, un dettaglio che pesa nei progetti vicini ad aree abitate. Ma cosa ha acceso questa corsa agli ordini proprio ora? La risposta arriva da Bruxelles, con una norma discussa mesi fa e che oggi costringe gli operatori a muoversi.

La spinta del grid-forming obbligatorio

Nel novembre 2025, ENTSO-E ha pubblicato il rapporto tecnico di Fase II che ha confermato l’introduzione di requisiti di Grid Forming nel nuovo Network Code on Requirements for Generators (NC RfG 2.0). L’emendamento introduce obblighi vincolanti per i nuovi impianti di stoccaggio e per gli impianti rinnovabili con potenza superiore a 1 MW. In pratica, qualsiasi nuovo progetto utility-scale dovrà dimostrare di poter contribuire alla stabilità della rete in modo attivo, non solo immettendo o prelevando energia ma simulando l’inerzia che una volta era garantita dalle masse rotanti delle centrali termoelettriche.

La bozza modificata del Network Code, pubblicata da ENTSO-E lo scorso novembre, elenca requisiti non esaustivi per i moduli di generazione non sincrona e di accumulo. Non esaustivi significa che il quadro normativo è ancora in evoluzione, ma la direzione è chiara. Chi sviluppa un progetto oggi sa che fra pochi mesi la conformità al grid-forming non sarà un optional. Il timing spiega l’accelerazione: la norma è stata discussa nel 2025, i dettagli tecnici sono sul tavolo da oltre sei mesi, e gli sviluppatori stanno correndo per assicurarsi componenti già certificati o facilmente adattabili. StellaON si è trovato nel posto giusto al momento giusto, con certificazioni già in mano e una potenza di targa che copre la soglia critica.

La concorrenza non sta a guardare

Con questa cornice normativa, chi altro si sta muovendo? A gennaio 2026 Sungrow ha lanciato PowerTitan 3.0, un sistema di accumulo raffreddato a liquido pensato per applicazioni utility-scale in Europa. L’azienda dichiara che il sistema può generare fino a 16 milioni di euro di rendimenti aggiuntivi per un progetto da 1 GWh, un argomento che parla direttamente alla redditività degli investitori. Poi c’è il progetto Blackhillock: la prima fase da 200 MW, sviluppata da Zenobe, è stata attivata nei giorni scorsi e rappresenta uno dei più grandi sistemi di accumulo connessi alla rete britannica. Non è un caso isolato: è un segnale che la capacità di fare grid-forming sta diventando un prerequisito competitivo.

Il 2027 sarà l’anno della selezione. I prodotti certificati e scalabili, come StellaON, partono con un vantaggio di tempo, ma il mercato europeo dello stoccaggio è in fase di espansione rapida e attirerà altri attori con soluzioni integrate. Tenere d’occhio il prossimo rapporto ENTSO-E sarà istruttivo: il numero di progetti grid-forming connessi nel secondo semestre 2026 dirà se la corsa è già vinta o se è appena iniziata.