Il progetto da 3,17 milioni prevede led, telecontrollo e servizi smart city
L’ultimo lampione guasto all’angolo di casa vostra forse non è solo una seccatura: è un costo che paghiamo tutti, in bolletta e in manutenzione. A Lacco Ameno, sull’isola d’Ischia, hanno deciso di risolverlo alla radice. Lo scorso maggio è stata pubblicata la gara per la riqualificazione dell’illuminazione pubblica, un appalto dal valore di 3.170.000 euro che punta a sostituire vecchi impianti con tecnologie ad alta efficienza. Non è un intervento spot: è un progetto strutturale che arriva dopo l’approvazione della delibera di Giunta n. 34 dello scorso 23 marzo, con cui l’amministrazione guidata dal sindaco Giacomo Pascale ha dato il via libera al progetto di fattibilità tecnico-economica.
Ma cosa significa questo per i cittadini e per i conti del Comune?
Quel lampione che resta spento
Chiunque abbia segnalato un lampione fuori uso sa che la risposta non è immediata. Le cause sono spesso banali — un cavo deteriorato, un fusibile saltato — ma l’effetto cumulativo sui bilanci comunali non lo è affatto. A Lacco Ameno hanno scelto di non rincorrere più le emergenze: il progetto approvato prevede la riqualificazione completa degli impianti, compresi quelli del cimitero comunale, con una gestione integrata dell’intero sistema. La proposta è stata presentata dalla società Seys S.r.l., che agisce come promotore dell’iniziativa, ma la realizzazione sarà affidata tramite gara pubblica, con il RUP Angelo Gambardella a presidiare la procedura (CIG BBB2CA30E4).
Oltre l’80% di risparmio: non è fantascienza
Tagliare i consumi di oltre l’80% non è una promessa vaga. Già nel 2023, i dati raccolti dalla Commissione Europea mostravano come le nuove tecnologie per l’efficienza energetica nell’illuminazione pubblica consentano di superare la soglia dell’80% di risparmio di elettricità rispetto ai sistemi tradizionali. Non sono stime teoriche: le ultime tre gare condotte dalla Provincia di Padova e dalla Città Metropolitana di Venezia hanno raggiunto esattamente quei livelli, superando l’80% in termini di efficienza elettrica. In pratica, un Comune che oggi spende 100 per illuminare le strade, dopo l’intervento ne spende meno di 20.
Il risparmio non arriva solo dalla sostituzione delle vecchie lampade a scarica con i LED. Il progetto di Lacco Ameno include sistemi di telecontrollo che riducono i costi di manutenzione perché segnalano i guasti in tempo reale, senza aspettare la telefonata del cittadino. Inoltre, gli impianti saranno adeguati alle normative di sicurezza e predisposti per servizi di smart city: sensori ambientali, gestione del traffico, punti di accesso Wi-Fi. L’infrastruttura dell’illuminazione diventa la spina dorsale su cui innestare servizi digitali, senza scavare nuove trincee.
C’è un aspetto che spesso sfugge quando si parla di questi progetti: la manutenzione. Un impianto vecchio richiede interventi frequenti, squadre in strada, ricambi difficili da reperire. Con il telecontrollo, il gestore sa esattamente dove intervenire e quando, riducendo i costi operativi anche del 50%. E per un’amministrazione comunale, ogni euro risparmiato sulla bolletta elettrica è un euro che può andare ad altre voci di bilancio — asili nido, strade, servizi sociali. Non è ideologia: è contabilità.
Ma questo risparmio non cade dal cielo: serve un progetto, e qualcuno lo deve realizzare.
Chi accende la luce? La gara è aperta
Ecco i numeri della partita. Il valore complessivo dell’appalto è di 3.170.000 euro. Il termine per presentare le offerte, inizialmente fissato in date precedenti, è stato prorogato al 1° ottobre 2026 alle ore 12:00. La procedura è gestita attraverso la piattaforma della Centrale Unica di Committenza dell’Agenzia Locale di Sviluppo dei Comuni dell’Area Nolana, e segue lo schema della finanza di progetto: un privato realizza l’intervento e lo gestisce, ripagandosi con i risparmi generati. Un meccanismo che sta prendendo piede in tutta Italia proprio perché allinea gli interessi: più il sistema è efficiente, più margine resta al gestore.
Per le imprese del settore — installatori, ESCo, system integrator — c’è ancora tempo per studiare una proposta. I precedenti di Padova e Venezia dimostrano che i numeri possono essere interessanti, e il bando di Lacco Ameno ha il vantaggio di essere chiaro negli obiettivi: riduzione dei consumi, abbattimento dei costi di manutenzione, adeguamento normativo e apertura ai servizi smart city. Quattro obiettivi misurabili, su cui costruire un’offerta.
Per i cittadini di Lacco Ameno, la speranza è che presto nessun lampione resti spento. Per le imprese, il termine per presentare offerte è il 1° ottobre 2026: c’è ancora tempo per studiare una proposta che può cambiare il volto — e i consumi — di un intero paese. E se il modello funziona qui, su un’isola con tutte le complessità logistiche del caso, potrebbe essere replicato in decine di altri comuni che oggi pagano bollette salate per illuminare strade mezzo spente.




