Il bando punta sugli e-SAF con idrogeno verde, ma esclude i progetti HEFA.
A inizio agosto la Commissione europea ha approvato il regime di sovvenzioni olandese da 290 milioni di euro per i carburanti sostenibili dell’aviazione. Si tratta del primo aiuto di Stato comunitario espressamente dedicato ai SAF, e arriva con un vincolo che da solo racconta la direzione scelta da Bruxelles: i progetti basati sulla tecnologia HEFA — hydroprocessed esters and fatty acids — non potranno accedere ai finanziamenti. Il bando punta invece sui carburanti sintetici, i cosiddetti e-SAF, prodotti a partire da idrogeno verde.
Europa annuncia, la Cina costruisce
Se si guarda alle dichiarazioni di capacità, l’Europa sembra in una posizione di forza: secondo il rapporto di Transport & Environment, l’Europa concentra più della metà della capacità mondiale annunciata di e-SAF. Ma il campo di gara reale si è spostato altrove, e in particolare in Cina. Undici impianti su larga scala risultano in sviluppo, guidati principalmente da società energetiche statali. Il divario tra annunci e cantieri è la vera notizia: l’Europa domina la carta, la Cina accelera sul cemento.
Questa asimmetria non è un dettaglio tecnico. La produzione di e-SAF richiede idrogeno verde, elettrolizzatori, costi dell’energia competitivi e una filiera che in Europa è ancora frammentata. Le società energetiche statali cinesi possono pianificare e costruire impianti su larga scala con tempi e risorse che le imprese private europee difficilmente riescono a eguagliare. Nel frattempo, l’Europa si affida a regimi di aiuti di Stato limitati come quello olandese, che finanziano capacità produttive promesse più che esistenti.
Se la scommessa europea è più annunciata che costruita, il rischio è che la leadership dichiarata nei numeri non si traduca in leadership reale nei mercati. E la partita, a quel punto, non sarebbe solo tecnologica: sarebbe una questione di tempi e di capacità effettiva.
Cosa resta aperto per chi deve volare
E qui si apre il nodo per chi dovrà usare questi carburanti. Il regime olandese prevede più tornate per sostenere 285.000 tonnellate l’anno di capacità produttiva, ma non dice quando il primo litro di e-SAF sarà davvero disponibile. Nel frattempo, i produttori HEFA restano esclusi dal perimetro del sostegno: chi oggi potrebbe decarbonizzare l’aviazione con la tecnologia disponibile viene lasciato fuori, mentre chi promette di farlo domani riceve i fondi pubblici.
La domanda non è accademica. Le compagnie aeree dovranno integrare quote crescenti di carburanti sostenibili, ma se l’offerta di e-SAF non arriva su scala, il rischio è che gli obiettivi di decarbonizzazione restino un impegno sulla carta. Il bando non chiarisce cosa accadrà se la capacità promessa non si materializzerà, né cosa faranno i produttori HEFA esclusi.
Il primo passo europeo sui SAF non premia chi può decarbonizzare l’aviazione oggi, ma chi promette di farlo domani. Per cittadini e imprese la domanda resta: quanto tempo abbiamo?




