L’impianto di Nurmo è il primo su scala industriale in Finlandia: produce biogas liquefatto dal letame conferito dalle fattorie locali
Dieci milioni di litri di diesel equivalente all’anno, ottenuti da oltre 30.000 tonnellate di letame. A Nurmo, in Finlandia, il primo impianto industriale di biogas liquefatto non è più una promessa: è una capacità di 100 GWh annui descritta nel comunicato Atria del 19 agosto 2026 come il primo impianto di produzione su scala industriale di biogas liquefatto del Paese. La nota indica una capacità produttiva annua di circa 100 gigawattora, equivalente a circa 10 milioni di litri di diesel, e un conferimento di letame dalle aziende agricole locali che supera quota 30.000 tonnellate.
Letame, liquefazione e 100 GWh: il primato tecnico di Nurmo
Il dato tecnico più rilevante è la scala. Cento gigawattora all’anno non sono una produzione pilota: equivalgono a circa 10 milioni di litri di diesel, un volume che sposta l’impianto di Nurmo dal campo dei dimostratori a quello delle infrastrutture energetiche. La materia prima è il letame conferito dalle fattorie locali: più di 30.000 tonnellate ricevute, un flusso che lega la produzione di carburante rinnovabile alla gestione degli effluenti agricoli.
La denominazione esatta è biogas liquefatto, destinato al settore dei trasporti. Per la Finlandia si tratta del primo impianto di questo tipo su scala industriale: non un prototipo, ma una capacità produttiva reale, già associata a un perimetro di fornitori agricoli e a un volume energetico misurabile.
I 60 milioni e il perimetro industriale: chi c’è dietro il biogas finlandese
Se 100 GWh sono il risultato tecnico, il quadro che lo sostiene è un investimento da oltre 60 milioni di euro. La decisione di costruire l’impianto di Nurmon Bioenergia è stata presa da Suomen Lantakaasu Oy e Atria Finland Ltd, come indicato nella pagina dedicata al progetto da Atria: una cifra superiore a 60 milioni di euro per realizzare l’impianto da 100 GWh. La costruzione è iniziata e il completamento è atteso entro il 2026.
Al progetto sono stati concessi 9,4 milioni di euro di aiuti all’investimento energetico dal Ministero degli Affari Economici e dell’Occupazione, più 101.800 euro dal Ministero dell’Ambiente per il serbatoio di carico del biofertilizzante. Non si tratta quindi di un’iniziativa lasciata al solo mercato, ma di un intervento sostenuto da fondi pubblici finlandesi.
Dietro l’impianto c’è una struttura proprietaria precisa. Suomen Lantakaasu è una joint venture tra St1 Biokraft e Valio, con l’obiettivo di produrre complessivamente un terawattora di carburante rinnovabile per il trasporto, come riportato da St1 nella sua sezione sul biogas. I 100 GWh di Nurmo rappresentano quindi un decimo di quell’obiettivo. Il target nazionale finlandese, fissato a quattro terawattora entro il 2030, colloca l’impianto in un percorso di lungo periodo: è un primo tassello, non un punto di arrivo.
Cosa cambia per chi installa e gestisce: flotte a gas e trade-off reali
Passiamo dalla costruzione all’esercizio: chi comprerà questi 100 GWh? La risposta non è solo tecnologica, ma logistica e commerciale. Un dato di mercato aiuta a dimensionare il problema. Secondo i dati pubblicati da Gasum sulle stazioni di rifornimento, nel 2025 i camion a gas hanno rappresentato circa l’8% di tutti i veicoli pesanti di nuova immatricolazione in Finlandia. La stessa fonte prevede un’ulteriore crescita della quota.
La struttura dell’impianto riflette una rete di domanda e offerta definita. Secondo l’indagine dell’Università di Vaasa, Suomen Lantakaasu Oy è proprietaria di maggioranza di Nurmon Bioenergia Oy; Atria e Valio sono a loro volta coinvolte nel funzionamento dell’impianto di biogas. La filiera agroalimentare non è quindi solo fornitrice di letame, ma parte attiva del progetto.
Il biogas liquefatto finlandese ha smesso di essere un esperimento: a Nurmo ci sono numeri, partner industriali e una filiera agricola. Il prossimo trade-off da risolvere è trasformare la capacità in utilizzo reale. Con una quota di camion a gas ferma all’8% nel 2025, i 100 GWh di Nurmo equivalgono a dieci milioni di litri di diesel che devono trovare domanda reale: la partita si sposta dalla produzione alla logistica commerciale.




