Asta eolica offshore turca: via con tetto prezzi e clausola di recesso.

Hai presente quando leggi che l’eolico offshore cresce ma la bolletta non scende? Dietro c’è un dettaglio noioso: come viene pagato il chilowattora. La Turchia sta per accendere i riflettori su un’asta al contrario, con un prezzo massimo di 0,11 dollari per kWh e una via d’uscita per gli sviluppatori. Non è roba da addetti ai lavori: se il modello funziona, altri paesi potrebbero copiarlo e i prezzi dell’energia in mare potrebbero smettere di dipendere solo dai sussidi.

Prima di entrare nella gara turca, guardiamo i numeri del 2024. Nel mondo sono stati assegnati 56,3 GW di capacità eolica offshore, il valore più alto di sempre, come riporta il record dell’industria eolica nel 2024.

L’Europa ha assegnato 23,2 GW, secondo il bilancio record delle installazioni eoliche.

La Cina ha assegnato 17,4 GW, sempre come indicato da il report annuale sull’eolico offshore.

La Corea del Sud ha assegnato 3,3 GW, dato presente in il report sulle installazioni eoliche 2024.

Taiwan ha assegnato 2,7 GW, come riporta il bilancio record dell’eolico offshore.

Il Giappone ha assegnato 1,4 GW, sempre secondo i dati record dell’industria eolica.

In Europa, intanto, c’è chi spinge per un modello diverso. La Germania è stata esortata a usare solo contratti per differenza (CfD) nelle prossime gare eoliche offshore, come si legge in il modello “solo CfD” per la Germania.

La Turchia mette un tetto al prezzo

La Turchia ha deciso di sperimentare un meccanismo diverso. La sua prima gara eolica offshore si terrà nel primo trimestre del 2027, come annunciato in la prima gara eolica offshore turca.

L’annuncio del bando arriverà a settembre, prima della conferenza sul clima COP31 che si terrà ad Antalya a novembre, secondo l’annuncio della gara a settembre.

Il ministro dell’Energia Alparslan Bayraktar ha dichiarato che l’obiettivo per l’eolico offshore è di 5.000 megawatt entro il 2035 e che crede di raggiungerlo prima. Le parole arrivano da l’obiettivo eolico offshore della Turchia.

“Questa gara sarà una prima per il nostro settore energetico. Il nostro obiettivo per l’eolico offshore è una capacità di 5.000 megawatt entro il 2035. Credo che raggiungeremo questa capacità prima del 2035.”

Bayraktar ha anche invitato investitori nazionali ed esteri a seguire i processi di gara e a partecipare, un appello riportato da l’appello agli investitori.

Quattro aree, 49 anni e una porta d’uscita

L’annuncio dei tempi preliminari per l’asta è arrivato dopo la pubblicazione delle specifiche preliminari della prima gara eolica offshore su larga scala, avvenuta a giugno. Lo precisa le specifiche preliminari di giugno.

Il governo turco ha individuato quattro aree candidate per l’eolico offshore: baia di Saros, Gökçeada, Bozcaada ed Edremit, tutte nel nord-ovest della Turchia. Lo riporta le aree candidate tra Saros Bay e Bozcaada. L’annuncio formale è arrivato a maggio, dopo il lavoro del ministero per identificare le zone adatte, come conferma l’annuncio delle aree a maggio.

La bozza di specifiche pubblicata a giugno prevede l’assegnazione di 1.000 MW di capacità di connessione alla rete, con un periodo di concessione YEKA di 49 anni. Lo indica.

La gara sarà impostata come un’asta al contrario, con un corridoio di prezzo tra 0,07 e 0,11 dollari per chilowattora, come riporta il corridoio di prezzo dell’asta al contrario.

La consultazione sulle specifiche si è chiusa il 17 agosto, dopo che ministero, investitori e parti interessate hanno potuto inviare commenti. Lo segnala la consultazione chiusa il 17 agosto.

Dopo aver ricevuto la pre-licenza, gli sviluppatori avranno tre anni per indagini sul sito, misurazioni e permessi, come prevede. Dopo la licenza di generazione, sono previsti altri tre anni per la costruzione, come indicato in.

La bozza include anche clausole di uscita: uno sviluppatore può ritirarsi se le valutazioni del vento mostrano un fattore di capacità inferiore al 40% o se le indagini sui fondali individuano difficoltà tecniche significative. Sono le condizioni descritte in le clausole di uscita per gli sviluppatori.

Cosa cambia per chi paga la bolletta

Se il meccanismo turco funziona, potrebbe diventare il riferimento per tutti i paesi che non hanno un mercato dei contratti per differenza. In pratica, un’asta al contrario con un tetto massimo di 0,11 dollari per kWh dà un segnale di prezzo chiaro, ma lascia agli sviluppatori il rischio del vento e dei fondali. Le clausole di uscita servono proprio a ridurre il rischio: se il vento non è abbastanza forte, chi investe può andarsene senza penali, ma il consumatore finale non vede nemmeno i benefici di un prezzo basso garantito.

Per un lettore italiano, la scommessa turca non è lontana. Se attira capitali esteri senza un prezzo garantito, i costi dell’eolico offshore potrebbero scendere anche nel Mediterraneo, rendendo più competitive le future gare italiane. Se invece gli investitori restano alla porta, l’eolico offshore resterà un business per pochi, e le bollette continueranno a dipendere dal gas.

Il primo test arriverà a settembre, con il bando turco.