Dopo quindici anni di sostegno statale, l’azienda agricola tedesca ha scelto di convertire l’impianto
Succede anche a te: da anni produci biogas, gli incentivi stanno per scadere e la tentazione di smettere è forte. È la situazione in cui si è trovata, nei mesi scorsi, l’azienda agricola Timphaus di Lohne, in Germania. Dopo quindici anni di sostegno garantito dal meccanismo tedesco EEG, la famiglia di allevatori si è guardata intorno e ha preso una strada diversa: invece di spegnere i motori, ha deciso di investire per espandere l’impianto e aggiungere un’unità di upgrading del gas. La notizia arriva nella stessa settimana in cui EnviTec Biogas, uno dei maggiori produttori tedeschi, ha annunciato di aver ampliato il proprio portafoglio per includere il biometano, segnando un cambio di passo che va oltre il singolo caso aziendale.
Quando gli incentivi finiscono
Franz Timphaus, titolare dell’omonima azienda agricola, aveva cominciato a produrre biogas già nel 2011, affiancando l’allevamento di suini con una fonte di energia versatile che per oltre un decennio ha goduto delle tariffe agevolate previste dalla legge tedesca sulle rinnovabili. Ma quegli incentivi, come tutti i sussidi a termine, avevano una data di scadenza. Arrivati al 2026, la domanda è diventata concreta: vale ancora la pena tenere in funzione l’impianto?
La risposta della famiglia Timphaus è stata sì, ma a patto di cambiare completamente il modello di business. Invece di limitarsi a produrre elettricità da biogas e immetterla in rete con un corrispettivo garantito, hanno deciso di puntare sul biometano, un gas che può essere immesso direttamente nella rete del gas naturale o utilizzato come carburante. Per farlo, hanno scelto la tecnologia EnviThan, sviluppata proprio da EnviTec Anlagenbau, e hanno avviato l’espansione del loro impianto con una nuova unità di upgrading. È un passaggio che molte aziende agricole si trovano o si troveranno ad affrontare, e che solleva la questione centrale: quando gli incentivi finiscono, fermarsi è davvero l’unica opzione?
Da biogas a biometano: la tecnologia EnviThan
La differenza tra biogas e biometano è tutta nella qualità del gas. Il biogas grezzo contiene circa il 50-60% di metano, insieme ad anidride carbonica e altre impurità. Per diventare biometano, quel gas va purificato fino a raggiungere una concentrazione di metano superiore al 96%, diventando di fatto intercambiabile con il gas naturale di origine fossile. L’unità EnviThan che l’azienda Timphaus sta installando serve esattamente a questo: separare la CO₂ dal metano attraverso un processo a membrana che non richiede sostanze chimiche aggiuntive e consuma poca energia.
Ma il punto più interessante, dal punto di vista pratico, è che l’impianto così riconfigurato non perde la capacità di produrre elettricità. Secondo quanto spiega EnviTec, la nuova configurazione consente di generare elettricità in modo flessibile e, allo stesso tempo, di migliorare la qualità del biogas fino a ottenere biometano da immettere nella rete del gas. In altre parole, l’agricoltore può decidere di volta in volta se conviene vendere elettricità nei momenti di picco dei prezzi oppure produrre biometano e incassare dalla vendita del gas. Una flessibilità che con il vecchio impianto a biogas monodirezionale non esisteva.
EnviTec Biogas AG non è nuova a queste trasformazioni. L’azienda gestisce attualmente 91 impianti propri in Germania, il che la rende uno dei maggiori produttori di biogas del Paese, e ha appena annunciato un piano di investimenti che tra il 2026 e il 2029 prevede di destinare circa 100 milioni di euro alla conversione a biometano. Non si tratta di sperimentazioni: è un cambio strutturale del portafoglio industriale, che punta a sostituire progressivamente la produzione di sola elettricità con un modello integrato gas-elettricità. La cifra, cento milioni in quattro anni, dà la misura di quanto l’azienda creda che il biometano non sia una nicchia, ma il futuro della filiera.
Conviene investire nel biometano?
Davanti a un esborso così significativo, la domanda sorge spontanea: ne vale la pena? La risposta breve, guardando i numeri, è che il mercato del biometano sta crescendo e che per molti impianti a biogas con incentivi in scadenza la conversione rappresenta l’unica via per restare in piedi senza sussidi. Non è una soluzione per tutti: chi ha un impianto piccolo, magari con costi di gestione alti e senza possibilità di allacciamento alla rete del gas, potrebbe non rientrare nell’investimento in tempi ragionevoli. Ma per aziende come Timphaus, che hanno già un impianto funzionante e una rete di fornitura di materia prima (reflui zootecnici, colture dedicate, scarti), il passaggio al biometano può trasformare un costo in un ricavo stabile.
Il biometano non è solo una risposta alla fine degli incentivi: è un’opportunità per rendere l’agricoltura protagonista della transizione energetica. Come dimostra la storia di Franz Timphaus, con la tecnologia giusta e un partner industriale affidabile, si può trasformare un problema in un nuovo business. La scadenza degli incentivi, insomma, non è per forza la fine del gioco: a volte è il momento in cui si decide di cambiarlo, il gioco.




