Il galloping può distruggere tracker solari in pochi secondi, causando danni milionari
Immaginate di essere il responsabile di un grande parco fotovoltaico in Puglia. Le raffiche toccano i 100 chilometri orari, i tracker iniziano a vibrare in modo irregolare e il sistema di monitoraggio lancia un allarme. La vostra mente non calcola solo la velocità del vento: rivede il conto in banca. Perché una fila di inseguitori solari che entra in oscillazione incontrollata può danneggiarsi in pochi secondi, con costi di riparazione che sfiorano i milioni di dollari, senza contare i giorni di fermo impianto e la produzione persa. Da un anno esiste una risposta concreta a questo timore: la tecnologia TrueWind di Sunner, marchio di IED Electronics Solutions, che trasforma la protezione dal vento da reazione istintiva a previsione mirata.
La paura del vento
Il fenomeno che spaventa chi gestisce impianti solari con tracker si chiama galloping. Come ha raccontato pv magazine nei giorni scorsi, è un’instabilità aeroelastica indotta dal vento che provoca oscillazioni auto-amplificanti nelle strutture, simili a quelle di un ponte che entra in risonanza. Non è un rischio teorico: il galloping è una causa nota di cedimento catastrofico dei tracker solari, in grado di distruggere milioni di dollari in asset fotovoltaici. Già nel 2023, il portale specializzato Solar Power World segnalava che effetti aeroelastici come il galloping torsionale sono rischi ben documentati nella progettazione di questi componenti, capaci di provocare guasti improvvisi e totali.
Per capire la posta in gioco, basta pensare che un singolo impianto utility-scale può contare migliaia di tracker. Se il vento innesca il galloping su più file contemporaneamente, i danni meccanici si moltiplicano, e con loro il conto economico. Fino a poco tempo fa l’approccio dominante era difensivo: appena le raffiche superavano una soglia, si bloccavano i pannelli in posizione di sicurezza (stow). Questo intervento però ferma la produzione anche quando le condizioni non sono realmente pericolose, tagliando ricavi senza una reale necessità. La sfida è capire quando il vento è davvero una minaccia e quando invece si può continuare a produrre.
La tecnologia che anticipa il disastro
La risposta arriva da TrueWind, che utilizza i dati raccolti dalla GAU (Galloping Avoidance Unit) per prevedere l’insorgere delle instabilità aeroelastiche e intervenire prima che le oscillazioni diventino pericolose. Invece di aspettare che la raffica colpisca e poi reagire, il sistema analizza in tempo reale le condizioni del vento e della struttura, riconoscendo i segnali precoci del galloping. Secondo Sunner, questo approccio riduce i tempi di inattività non necessari e aumenta la disponibilità dell’impianto, mantenendo al contempo la piena sicurezza strutturale. È un salto concettuale: si passa dal «fermo tutto, poi vediamo» al «proteggo solo quando serve davvero».
TrueWind non è un prodotto isolato. IED Electronics Solutions, azienda spagnola attiva nella fornitura su larga scala al settore solare fin dal 2010, ha costruito il marchio Sunner proprio attorno all’idea che i dati debbano guidare ogni decisione. È nato nel 2022 con la prima versione di un sistema di controllo completo, e oggi la stessa logica predittiva si applica a più livelli. Per fare due esempi concreti, la tecnologia RealSky può garantire fino al 9,50% di guadagno in condizioni di cielo variabile, mentre FullTracking porta un incremento produttivo validato dell’8% su pendenze complesse. In tutti i casi il principio è identico: usare informazioni reali per anticipare quel che sta per accadere, invece di subirlo.
L’effetto pratico per un investitore o un gestore è misurabile. Meno fermi impianto ingiustificati significano più ore di produzione all’anno e, di conseguenza, un rendimento economico superiore. E, soprattutto, si evita il rischio peggiore: quello di vedere una tempesta trasformarsi in una perdita di capitale. In un settore dove i margini sono sempre più stretti e ogni punto percentuale di produzione conta, la capacità di distinguere una raffica innocua da un pericolo reale fa la differenza tra un bilancio in salute e un imprevisto che azzera i guadagni di mesi.
Attivo o passivo? La scelta che fa la differenza
Non tutti i produttori hanno scommesso sulla previsione. Array Technologies, storico concorrente di Sunner, adotta un sistema di stow passivo completamente meccanico: una frizione calibrata integrata in ogni fila di tracker che si disinnesta automaticamente quando la pressione diretta del vento supera una soglia prestabilita. In pratica, è il vento stesso a mettere i pannelli in sicurezza. È una soluzione robusta, che non dipende da sensori o algoritmi, ma ha un limite: interviene solo dopo che la raffica ha già raggiunto l’intensità critica. Se il galloping si innesca in modo repentino, il tempo di reazione meccanico può non bastare a prevenire i primi danni.
La strada predittiva di TrueWind promette invece di vedere l’instabilità prima che si manifesti del tutto, guadagnando secondi preziosi e, soprattutto, evitando le manovre di stow quando non sono indispensabili. L’industria sembra averlo notato: IED Electronics Solutions è stata selezionata come finalista nella categoria Fotovoltaico del The smarter E AWARD 2026 proprio per la tecnologia TRUE WIND. Un riconoscimento che non è soltanto un premio, ma un indicatore per chi deve decidere su quali sistemi puntare per proteggere investimenti da decine di milioni.
Per chi investe nel fotovoltaico, la differenza tra un tracker distrutto e un impianto produttivo può giocarsi in pochi secondi di vento. E, sempre più spesso, nella scelta di una tecnologia capace di vedere prima ciò che il vento nasconde.




