Il primato regolatorio di Qcells apre la strada ai tandem, mentre LONGi insegue con il record di laboratorio del 34,85%

Lo scorso luglio Qcells è diventata la prima azienda al mondo a ottenere la certificazione UL e IEC da TÜV Rheinland sulla tecnologia solare tandem perovskite-silicio, come si legge in un annuncio ufficiale dell’azienda. Un primato regolatorio, non tecnologico. Già nel gennaio 2025 LONGi aveva certificato dal NREL una cella tandem in silicio-perovskite a due terminali con un’efficienza di conversione del 34,85%: oltre sei punti percentuali sopra il record industriale che Qcells aveva messo a segno nel dicembre 2024, pari al 28,6%. Essere primi sulla stabilità non equivale a essere primi sulla chimica dei numeri. E il divario tra i due primati racconta la vera tensione della corsa al fotovoltaico di prossima generazione.

Il primato che non basta

La certificazione ottenuta da Qcells non riguarda l’efficienza di conversione, ma la tenuta del modulo nel tempo. È il superamento dei test di stress IEC e UL 61215 — gli stessi che da anni fanno da passaporto per i moduli al silicio cristallino — estesi per la prima volta alla tecnologia tandem perovskite-silicio. Un traguardo che nessuno aveva ancora tagliato, e che in teoria apre le porte del mercato. Ma è un traguardo regolatorio, non un primato di efficienza. E la distinzione conta, perché nella corsa al fotovoltaico di prossima generazione i numeri da laboratorio viaggiano molto più veloci delle certificazioni.

Il paradosso è tutto qui: Qcells può rivendicare il primo modulo tandem certificato, ma non il numero più alto in circolazione. Il 34,85% certificato da LONGi a inizio 2025 resta lontano dai valori industriali. La certificazione, quindi, è solo metà della storia: i numeri dell’efficienza raccontano un’altra corsa.

La corsa ai numeri: 28,6% contro 34,85%

Dalla certificazione alla chimica dei numeri: cosa hanno in mano davvero i protagonisti? Secondo quanto riportato da PV-Tech, Qcells ha annunciato un’efficienza record mondiale del 28,6% per una cella tandem perovskite-silicio di dimensioni industriali, certificata dal CalLab del Fraunhofer Institute for Solar Energy Systems. La cella è un prodotto M10 da circa 330,56 centimetri quadrati, prodotta nella linea pilota di ricerca e sviluppo di Qcells in Germania.

Il punto è che il 28,6% non è più il numero più alto in circolazione. Nel gennaio 2025, LONGi ha sviluppato una cella tandem in silicio-perovskite a due terminali con un’efficienza di conversione del 34,85%, certificata dal National Renewable Energy Laboratory (NREL), come riporta l’annuncio di LONGi. Oltre sei punti percentuali separano il record industriale di Qcells dal primato di laboratorio di LONGi. E non è l’unico concorrente in pista: già a maggio 2025, Trinasolar aveva sviluppato il primo modulo fotovoltaico solare standard industriale al mondo con potenza massima superiore a 800W — 808W per l’esattezza — utilizzando celle tandem perovskite/silicio di dimensioni standard da 210 millimetri, come si legge in un articolo di Utility Dive.

Il divario tra laboratorio e produzione è il vero nodo. Una cella record da laboratorio non è un modulo industriale certificato e vendibile. Il primato di LONGi, per quanto impressionante, resta un dato di laboratorio. Quello di Qcells, pur più modesto come efficienza, è un prodotto industriale a grandezza M10 uscito da una linea pilota. Ma i record di laboratorio non bastano: la vera prova è la stabilità certificata, ed è qui che Qcells ha giocato la sua carta.

Stabilità certificata, mercato ancora fermo

Se i test di stress sono superati, cosa manca ancora? La risposta sta nei dettagli. Secondo l’annuncio di Hanwha Qcells, il traguardo raggiunto segna un passo decisivo verso la prontezza commerciale: i moduli tandem perovskite-silicio hanno superato i test di stress IEC/UL 61215. Ed è, sempre secondo Hanwha Qcells, il primo report di moduli tandem che superano questi test, considerando le restrizioni specifiche dei tandem sulla misurazione della potenza.

Superare i test 61215 significa che i moduli tandem hanno dimostrato di resistere agli stress termici, meccanici e di umidità che da anni sono il filtro d’ingresso per i moduli al silicio cristallino. Ma una certificazione non è una commercializzazione. Un test superato non è ancora un modulo sul tetto, né un prezzo al metro quadro. E qui si apre la domanda finale: chi trasformerà il primato di stabilità in prodotto vendibile, e a quale prezzo?