Il riuso dei moduli fotovoltaici si scontra con i test di isolamento elettrico, ma le nuove procedure di verifica costano
La bolletta di giugno arriva e pensi: «Con questi costi, forse un impianto fotovoltaico usato non sarebbe male». Trovi moduli da 300 W a 40 euro, un quarto del prezzo del nuovo. Poi ti chiedi: ma saranno sicuri?
La paura è fondata. Il riuso dei pannelli solari è frenato proprio dalla sicurezza, ma i conti stanno cambiando.
Il 15% che non passa l’esame
Un progetto pilota su larga scala ha verificato moduli fotovoltaici destinati a una seconda vita. Il risultato: il 15% dei moduli dismessi destinati al riuso non ha soddisfatto i requisiti di legge. Non è un dettaglio: se compri dieci pannelli usati, statisticamente uno e mezzo potrebbe essere fuori norma. Il problema non è la resa energetica, ma l’isolamento elettrico.
Lo hanno detto gli stessi accademici: il solo screening basato sulle prestazioni non basta a garantire un impiego sicuro. Per risolvere il collo di bottiglia, i ricercatori hanno indicato due possibili percorsi: rivestire la superficie del modulo con silicone oppure modificare la procedura standard di test del wet-leakage.
Il primo intervento prevede la riparazione dei backsheet degradati con un rivestimento a base di silicone per ripristinare l’isolamento elettrico. Il secondo approccio modifica la procedura di test del wet-leakage così da aumentare il numero di moduli valutabili.
In pratica, due moduli collegati in parallelo allo stesso generatore da 1.000 V vengono valutati insieme. La corrente di dispersione combinata e l’area dei moduli vengono poi confrontate con la soglia di sicurezza IEC. Secondo lo studio, la procedura modificata non abbassa la soglia di sicurezza richiesta, ma riduce il tempo di verifica.
Il test in parallelo ha permesso di valutare questi moduli in modo più efficiente mantenendo i criteri di sicurezza IEC. La sperimentazione ha confermato che un test da meno di cinque minuti per modulo è sufficiente mantenendo le soglie IEC.
Il solare da solo non basta più
Nel primo semestre del 2026, negli Stati Uniti gli operatori hanno aggiunto altri 8,3 GW di capacità BESS. Il motivo? Ostos, nell’analisi di LevelTen, spiega che la minaccia della cannibalizzazione e il calo dei costi delle batterie hanno indebolito la convenienza del solare puro e rafforzato quella del solare con accumulo. «L’evoluzione tecnica ed economica delle batterie ha reso più semplice ibridare un asset solare», aggiunge, «e questo permette di recuperare parte del valore perso per la cannibalizzazione». Poi: «La ragione principale per ibridare è il calo del valore dell’asset solare».
Le cifre prodotte da SolarPower Europe con Rystad Energy mostrano che un’integrazione più efficace di solare e storage potrebbe tagliare i costi operativi fino al 49% entro la fine del decennio. Questo spiega perché il pannello usato, da solo, ha senso solo se abbinato a una batteria: senza accumulo vendi l’energia quando tutti gli altri la producono, e il prezzo crolla.
Quanto costa dare una seconda vita a un pannello
Il test rapido è oggi la strada più economica. La semplificazione del test di wet-leakage costa circa 8–11 dollari australiani, cioè tra 5,64 e 7,76 dollari USA, per ogni modulo approvato per il riuso.
La riparazione con rivestimento in silicone è più costosa su piccola scala: la riparazione del backsheet con silicone costa circa 25,50–29,50 dollari australiani a modulo. Ma con l’ottimizzazione del processo, l’automazione e volumi più alti, il costo del rivestimento su larga scala potrebbe scendere a circa 5–11,50 dollari australiani per modulo.
Se stai valutando moduli usati, chiedi sempre un test di isolamento conforme alla procedura modificata: cinque minuti e pochi euro fanno la differenza tra un affare e un rischio. Se invece pensi di installare solo pannelli, senza batteria, ricorda che il valore dell’energia immessa in rete è in calo: in molti casi conviene rinviare o aggiungere un accumulo. Il mercato del riuso può decollare solo se la sicurezza smette di essere un lusso: con test a meno di 8 dollari a modulo, sta diventando un costo accettabile.




