La Commissione sceglie una linea da 1.200 MW e un parco eolico da 800.
Il numero che spiega questa storia è una sottrazione. Una linea di trasmissione da 1.200 megawatt, un parco eolico da 800: restano 400 megawatt per cui, al momento della scelta, nessun produttore era stato individuato. È quanto emerge dalla decisione con cui la Maine Public Utilities Commission ha selezionato un progetto di trasmissione e uno di generazione per il nord dello stato, comunicata in un post pubblicato il 26 agosto 2026. Sono passati oltre due mesi, e la decisione va letta per quello che è: una scelta di indirizzo, non un’opera già costruita. È anche il secondo tentativo. Il primo era stato annullato.
Il secondo tentativo del Maine
Per capire perché il Maine riparte con un progetto più contenuto bisogna tornare indietro di qualche anno. La Commissione aveva approvato contratti con LS Power per una linea da 2,9 miliardi di dollari e, in parallelo, con Longroad Energy per un parco eolico da circa 2 miliardi di dollari e 1.000 megawatt nel Maine settentrionale. Un pacchetto ambizioso, che però non ha retto: già nel dicembre 2023 la Commissione ha rescisso l’accordo con LS Power e ha rimesso a gara la linea dell’Aroostook. È storia di quasi tre anni fa, ma è il presupposto di tutto ciò che è venuto dopo.
La nuova gara ha prodotto due vincitori. Sul fronte della trasmissione, la Commissione ha giudicato migliore la proposta di Avangrid Networks per una linea da 1.200 megawatt con terminale a Haynseville. Sul fronte della generazione, Clearway è stato indicato come il progetto più conveniente, quello che secondo la Commissione garantisce il massimo beneficio per i contribuenti del Maine. Il confronto con il primo tentativo è evidente: meno megawatt di eolico, una linea dimensionata in modo diverso. Resta da capire se il nuovo impianto sia anche più solido, o soltanto più prudente.
Chi paga, chi risparmia
Se il primo accordo è saltato, il secondo deve dimostrare di reggere sui conti. Ed è sui conti che la Commissione ha costruito la propria difesa. Secondo Phil Bartlett, citato da la ricostruzione di Maine Public, il progetto farà risparmiare ai clienti elettrici del Maine almeno 387 milioni di dollari nel corso della sua vita utile. È una stima, non un risultato: dipende da come si comporteranno prezzi dell’energia, costi di costruzione e tempi di realizzazione, nessuno dei quali è oggi verificabile. Ma è la cifra su cui si regge l’intera operazione politica.
Il dato forse più rilevante, però, è un altro. Secondo l’analisi pubblicata da American Public Power, il costo della linea di trasmissione è condiviso tra più stati e il Maine ne sostiene meno dell’11%. Tradotto: la gran parte del conto dell’infrastruttura ricade su altri. È qui che il ragionamento diventa interessante, perché i conti tornano per il Maine proprio in virtù di questo equilibrio regionale. Un equilibrio che il Maine non controlla da solo e che dipende dalla disponibilità degli altri stati a farsi carico della loro quota.
Poi c’è la dimensione fisica del progetto. Con 800 megawatt, il parco di Clearway diventerebbe il più grande impianto eolico del Maine, più che raddoppiando i circa 900 megawatt di eolico onshore oggi presenti nello stato. Non è un dettaglio: significa che un singolo progetto peserebbe quasi quanto tutto l’eolico a terra costruito finora. E significa che un eventuale ritardo o fallimento avrebbe un impatto proporzionato.
Un elemento, almeno, gioca a favore rispetto al tentativo precedente. Avangrid ha ottenuto quasi tutte le servitù di passaggio necessarie per la linea. Chi segue le infrastrutture di trasmissione sa che i diritti sui terreni sono spesso il punto in cui i progetti si impantanano. Averli in mano prima della decisione non garantisce nulla sul resto, ma toglie di mezzo uno degli ostacoli più frequenti.
Quattrocento megawatt in attesa
Poi ci sono i numeri non ancora scritti. La selezione lascia 400 megawatt di capacità libera sulla linea, e la Commissione ha annunciato che emetterà ulteriori richieste di proposte per sfruttarla al massimo. È un impegno dichiarato, non un atto concluso: senza scadenze precise né condizioni note, quei 400 megawatt sono per ora una casella vuota. Chi si candiderà a riempirli, e a quali condizioni?
Il Maine ha scelto di procedere con la linea prima di sapere chi la riempirà fino in fondo. Per i contribuenti la promessa è un risparmio stimato a fronte di una quota minima dei costi di trasmissione. Per gli sviluppatori si apre una nuova gara su un terzo della capacità. Ma la scommessa ha un rovescio: se le nuove gare non attireranno offerte competitive, chi si farà carico di quella capacità inutilizzata?




