Il bando RESS 6 applica per la prima volta i criteri non di prezzo dell’articolo 26 del regolamento NZIA.

7,5 per cento. È il peso che il nuovo bando irlandese per le rinnovabili, RESS 6, assegna allo stoccaggio tramite batterie, su un totale del 15 per cento di punteggio non legato al prezzo. In pratica metà dei criteri non di prezzo dipende da un componente che, in una gara decisa soltanto dalla tariffa più bassa, non avrebbe pesato in alcun modo. Il bando è il sesto onshore del Renewable Electricity Support Scheme (RESS) e, secondo la pagina dedicata del Department of Climate, Energy and the Environment, era previsto in partenza entro il 2026, con una concorrenza attesa forte. In una competizione di questo tipo anche pochi punti possono decidere chi vince. Per gli sviluppatori la gara non si riduce più soltanto a offrire il prezzo più basso.

Il 15% che non si compra con lo sconto

La griglia completa l’ha descritta un’analisi di pv magazine sul sesto bando irlandese. Il prezzo vale l’85 per cento del punteggio. Il restante 15 per cento è diviso in due blocchi: il 10 per cento premia l’integrazione nel sistema energetico, il 5 per cento la resilienza del sistema. Dentro il blocco del 10 per cento c’è un’ulteriore suddivisione: fino al 2,5 per cento va ai progetti che includono una tecnologia secondaria, mentre il 7,5 per cento è riservato a chi abbina lo stoccaggio a batteria.

Per chi presenta un’offerta, il calcolo cambia. Un progetto con una tariffa leggermente più alta, ma dotato di batterie, può in teoria superare un concorrente più economico che non le ha. Resta da capire perché Dublino abbia deciso di ridurre il peso del prezzo proprio in un’asta in cui la concorrenza si annunciava intensa, cioè nelle condizioni in cui il ribasso tende a funzionare meglio.

Bruxelles riscrive le regole della gara

La spiegazione non va cercata solo a Dublino. Il dipartimento indica che RESS 6 è il primo bando RESS ad applicare i criteri non di prezzo previsti dall’articolo 26 del Net Zero Industry Act (NZIA), il regolamento europeo sull’industria a zero emissioni nette. Come ricorda la Commissione europea nelle sue linee guida, quell’articolo obbliga i paesi dell’Unione a usare criteri non di prezzo nelle aste per le fonti rinnovabili, sia come requisiti di pre-qualificazione sia come criteri di aggiudicazione. Gli obblighi si applicano già dal 30 dicembre 2025.

Il punto è proprio questo. L’Irlanda non ha scelto liberamente di attenuare la logica del prezzo minimo: lo impone il quadro europeo. Il margine di scelta nazionale riguarda il modo in cui farlo. Dublino ha deciso di inserire i nuovi criteri nel punteggio di aggiudicazione e di concentrarli sull’integrazione con la rete e sullo stoccaggio, invece di limitarsi a filtri di accesso. Lo scorso luglio, il 16, il dipartimento aveva dedicato un webinar proprio a RESS 6 e all’attuazione del NZIA. Quell’incontro segnava l’inizio della discussione con gli operatori, non la sua conclusione.

A questi criteri si aggiunge un vincolo che pesa sul prezzo offerto. Il regime prevede un contributo obbligatorio ai Community Benefit Funds, i fondi destinati alle comunità vicine agli impianti, fissato ad almeno 2 euro per ogni megawattora di elettricità prodotta dal progetto. È una voce di costo legata all’energia effettivamente generata, non alla potenza installata, e lo sviluppatore deve recuperarla all’interno della tariffa con cui partecipa. Se un’offerta deve coprire sia il contributo alle comunità sia il costo di eventuali batterie per ottenere il 7,5 per cento, il prezzo che può permettersi di proporre cambia. Con regole diverse può cambiare anche chi supera la selezione.

Dal 69% di RESS 5 alla prova di RESS 6

Un termine di paragone c’è. Nell’asta precedente, RESS 5, secondo l’analisi dei risultati pubblicata da KPMG, è risultato provvisoriamente idoneo il 69 per cento dei richiedenti, misurato sulla quantità di energia stimata. In valore assoluto si tratta di 1.500 GWh di nuova generazione rinnovabile. È un dato di energia, non di potenza installata: indica quanta elettricità quei progetti dovrebbero produrre, non quanti megawatt saranno costruiti. Quell’asta seguiva regole costruite intorno al prezzo, senza i criteri introdotti dall’articolo 26.

RESS 6 arriva con un regolamento più complesso, che il dipartimento ha continuato a correggere. Lo scorso 28 settembre ha pubblicato una versione aggiornata delle Terms and Conditions, con un’ulteriore modifica alle regole per il calcolo dei pagamenti di sostegno, descritte nella sezione 5.2.6. Sono interventi tecnici, ma incidono su quanto un progetto incasserà e quindi su come gli sviluppatori calcolano la propria offerta.

Nei prossimi mesi conviene osservare due indicatori. Il primo è il livello effettivo di concorrenza, che il dipartimento prevedeva forte. Il secondo riguarda i risultati. Quando saranno pubblicati, il dato da guardare sarà la quota di progetti vincenti abbinati a batterie: dirà se quel 7,5 per cento ha davvero cambiato l’esito della gara o se il prezzo, con il suo 85 per cento, ha continuato a decidere quasi tutto. Il confronto con i 1.500 GWh di RESS 5 mostrerà invece quanto questo cambiamento incide sui volumi di nuova energia rinnovabile.