La capacità in funzione è di 181 MW, ma l’avvio commerciale è previsto solo per la seconda metà del 2027
181 MW. È la capacità di elettrolizzatori in funzione in Germania censita da EWI. Un numero che serve a dare una scala: la notizia pubblicata il 24 agosto racconta di un ultimo modulo Siemens Energy arrivato all’Hamburg Green Hydrogen Hub, l’ultimo dei sei moduli PEM di un impianto da 100 MW. Significa più della metà della capacità tedesca esistente. Ma l’avvio commerciale è previsto solo per la seconda metà del 2027.
Il divario tedesco: 181 MW contro 10 GW
Il precedente governo tedesco puntava ad avere 10 GW di elettrolizzatori per idrogeno in uso entro il 2030, per decarbonizzare l’industria pesante. Secondo il dato riferito da EWI, la capacità attualmente in funzione è di 181 MW. Meno del 2 per cento dell’obiettivo. Non è una differenza marginale: è il divario tra un piano energetico e una filiera che deve ancora costruire, allacciare e collaudare gli impianti.
In questo quadro, il solo progetto di Amburgo da 100 MW aggiungerebbe più della metà della capacità censita. Un singolo intervento basterebbe quindi a modificare in modo visibile la base installata tedesca. Ma tra la consegna fisica delle macchine e l’effettiva produzione commerciale passa più di un anno.
L’ultimo modulo, con una proprietà ancora da definire
Siemens Energy ha fornito l’ultimo dei sei moduli PEM per il progetto di Amburgo. I sei moduli, del modello più recente, formano insieme l’elettrolizzatore da 100 MW. A monte c’è un passaggio societario: Luxcara sta rilevando le quote da Shell e Mitsubishi, con il trasferimento soggetto all’approvazione dell’Ufficio federale tedesco per i cartelli. Il consorzio per l’Hamburg Green Hydrogen Hub, composto da Luxcara e Hamburger Energiewerke, ha commissionato a Siemens Energy la fornitura e l’installazione delle unità di elettrolisi. Siemens Energy fornirà sei unità del suo ultimo modello, che insieme formano l’elettrolizzatore da 100 MW.
La consegna dell’ultimo modulo è una tappa tecnica, non ancora il punto di svolta commerciale. L’operazione vera è prevista nella seconda metà del 2027; a Moorburg, nel frattempo, si prevede una produzione annua di circa 10.000 tonnellate di idrogeno verde. Il peso relativo è chiaro: si tratta di un impianto che da solo varrebbe più della metà dell’elettrolisi tedesca esistente, ma il suo contributo al funzionamento ordinario arriverà con un ritardo rispetto alla consegna dell’hardware.
La concorrenza accelera fuori e dentro la Germania
Mentre Amburgo attende il via libera commerciale, la corsa non si ferma. RWE ha avviato, secondo quanto riferito a Platts, la messa in servizio del più grande impianto di idrogeno rinnovabile d’Europa a Lingen. L’elettrolizzatore da 100 MW è la prima parte del progetto GET H2 Nukleus da 300 MW e fornirà idrogeno alla raffineria Leuna di TotalEnergies. Il primato europeo va letto sul progetto complessivo da 300 MW,
non sulla sola sezione da 100 MW messa in servizio per prima.
Siemens Energy ha intanto consegnato i primi nove dei 12 elettrolizzatori PEM al progetto Normand’Hy da 200 MW di Air Liquide a Port-Jérôme, in Francia. L’impianto dovrebbe entrare in funzione nel 2026 e produrre fino a 28.000 tonnellate di idrogeno verde all’anno. Rispetto ad Amburgo, Normand’Hy ha il doppio della capacità e una tabella di marcia più ravvicinata. È il confronto che spiega la posizione del progetto tedesco: rilevante, ma non il primo né il più grande tra quelli che stanno provando a passare dalla consegna dell’hardware all’esercizio commerciale.
Il numero da tenere d’occhio, a questo punto, è la capacità di elettrolisi che entrerà davvero in esercizio prima della seconda metà del 2027, quando Amburgo punta ad accendersi. Da 181 MW a quanti? La risposta passerà da Lingen, da Port-Jérôme e dai tempi dell’Antitrust tedesco sulla proprietà dell’Hamburg Green Hydrogen Hub.




