Il fondo per l’idrogeno pulito mira al 2029, ma raccoglie solo 430 milioni.

Per capire l’annuncio del Japan Hydrogen Fund, raccontato lo scorso 25 agosto da Hydrogen Insight, non bisogna partire dal miliardo di dollari. Il gestore è Advantage Partners e il responsabile del fondo è Keiichi Suzuki, head of renewables and sustainability della società. L’obiettivo dichiarato è investire 1 miliardo di dollari in un massimo di 15 progetti di idrogeno pulito a livello globale entro il 2029. Ma il dato che tiene insieme il progetto è un altro: quindici anni di prezzo garantito.

La garanzia quindicennale: perché il fondo esiste

Un CfD, contratto per differenza, non costruisce elettrolizzatori né impianti: sposta il rischio prezzo. In un mercato dell’idrogeno pulito dove il costo di produzione è più alto di quello dei combustibili fossili, un operatore può firmare un progetto solo se sa che qualcuno pagherà la differenza per un periodo abbastanza lungo da ripagare l’investimento. Qui il periodo è di 15 anni.

Secondo Wood Mackenzie, i progetti hanno ricevuto un supporto CfD di 15 anni che sarà eseguito tramite JOGMEC, con i fondi di sovvenzione attinti dal programma giapponese di sostegno al price gap dell’idrogeno da 19,2 miliardi di dollari, pari a 3 trilioni di yen. È questa la base tecnica che rende bancabile il miliardo del fondo: non il capitale di Advantage Partners, ma la disponibilità di un prezzo pubblico di lungo periodo. Il CfD interviene sulla differenza tra il costo dell’idrogeno pulito e il prezzo di mercato dei combustibili concorrenti, riducendo il rischio per chi finanzia e costruisce.

Se il supporto pubblico è definito in questo modo, la domanda diventa un’altra: quanto capitale privato è stato mobilitato davvero?

Un miliardo da raggiungere: la raccolta finora

Alla prima chiusura, come riporta ESG Today, il fondo è partito con 400 milioni di dollari di impegni. Tra gli investitori iniziali figurano Toyota Motor Corporation, Iwatani Corporation, Sumitomo Mitsui Banking Corporation, MUFG Bank, Tokyo Century Corporation, Japan Green Investment Corp. for Carbon Neutrality e Bank of Fukuoka. Alla seconda chiusura di dicembre, secondo ionanalytics, la raccolta si fermava a circa 430 milioni di dollari su un obiettivo di 1 miliardo. Il primo investimento del fondo è andato alla società statunitense di e-fuel Infinium.

Il divario in termini di capitale segnalato alla seconda chiusura era di circa 570 milioni di dollari. I 15 progetti e il miliardo restano l’orizzonte al 2029, ma il punto di partenza effettivo è più vicino ai 430 milioni che al target.

Hy24 ha già dimostrato che la scala si fa prima

Il Japan Hydrogen Fund non è l’unico veicolo sull’idrogeno pulito. Hy24, joint venture tra FiveT Hydrogen e Ardian, ha annunciato la chiusura del suo primo fondo d’impatto a 2 miliardi di euro di allocazioni, superando le ambizioni iniziali. Secondo Hy24, si tratta del primo e più grande fondo infrastrutturale al mondo a investire esclusivamente nell’intera catena del valore dell’idrogeno pulito.

Il confronto è impietoso per il fondo giapponese: da una parte 2 miliardi di euro già chiusi, dall’altra un obiettivo di 1 miliardo di dollari da raggiungere entro il 2029 con circa 570 milioni ancora da raccogliere. La competizione non è sul capitale, ma sulla capacità di trasformare una garanzia di prezzo in progetti operativi.

Per chi installa o gestisce progetti di idrogeno pulito, il Japan Hydrogen Fund offre più di un assegno: offre una struttura CfD quindicennale che riduce il rischio prezzo e rende bancabili gli investimenti. Ma la distanza tra i 430 milioni di dollari della seconda chiusura e il miliardo da raggiungere entro il 2029, insieme al benchmark di Hy24 già a 2 miliardi di euro, dice che la partita si giocherà sulla capacità di convertire la garanzia pubblica in impianti operativi.