Normativa Ue: corrispondenza mensile fino al 2030, oraria dopo; azienda olandese certifica già ogni 15 minuti
Quindici minuti. È la granularità con cui Holthausen Energy Points ha certificato la propria produzione come produzione di RFNBO con time matching a 15 minuti. Non è un dettaglio burocratico: è il parametro tecnico che separa l’idrogeno verde verificato da quello che lo è soltanto sui fogli di calcolo. L’azienda olandese ha ottenuto la propria elettricità rinnovabile tramite un accordo di acquisto di energia aziendale con Engie, un PPA che lega fisicamente e contrattualmente i contratti di fornitura alla generazione rinnovabile reale.
Il time matching misura quanto la produzione di idrogeno sia temporalmente allineata alla generazione dell’elettricità rinnovabile che la alimenta. Se produci idrogeno quando il vento non soffia e il sole non c’è, stai semplicemente prelevando dalla rete elettrica convenzionale, con tutto il suo mix emissivo. Un matching a 15 minuti significa che ogni quarto d’ora di funzionamento dell’elettrolizzatore è riconciliato con altrettanta generazione rinnovabile nello stesso intervallo: una verifica quasi in tempo reale, non una media spalmata su settimane. La fonte pubblicata il 25 agosto registra questo passaggio come il secondo caso olandese di idrogeno verde certificato, ma
il dato che conta è il livello di stringenza scelto dall’azienda.
La regola insegue: mensile oggi, oraria dal 2030
Se il caso Holthausen sembra una buona notizia tecnica, il quadro normativo europeo racconta una storia diversa, quasi paradossale. Il primo atto delegato della Commissione definisce quando l’idrogeno, i carburanti derivati dall’idrogeno o altri vettori energetici possono essere considerati un carburante rinnovabile di origine non biologica, o RFNBO. Il principio di fondo è chiaro: questi carburanti devono essere prodotti solo da elettricità rinnovabile “addizionale”, generata nello stesso momento e nella stessa area della loro produzione.
Il paradosso sta nell’attuazione. La normativa europea RFNBO richiede infatti una corrispondenza mensile tra produzione di idrogeno verde e generazione elettrica rinnovabile fino al 2030, e una corrispondenza oraria a partire da quella data, come sintetizza anche l’analisi di Vattenfall sui requisiti della Renewable Energy Directive. In pratica: Bruxelles chiede agli operatori di dimostrare su base mensile ciò che Holthausen sta già certificando a intervalli di 15 minuti. Un impianto come quello di Almere, nei Paesi Bassi, sta operando con uno standard più severo di quello che l’Europa esigerà soltanto tra quattro anni, quando scatterà l’obbligo del matching orario.
La questione non è meramente formale. Un matching mensile consente di compensare eventuali periodi di bassa generazione rinnovabile con altri momenti di surplus, ottenendo un bilancio verde sulla carta che può nascondere un utilizzo reale di elettricità fossile. Il matching a 15 minuti, al contrario, costringe l’operatore a sincronizzare davvero l’elettrolizzatore con la disponibilità di vento e sole — con tutto ciò che ne consegue in termini di flessibilità operativa, stoccaggio e gestione della curva di carico.
Sul campo: 5 MW, 7 MW e il gigante da 14.000 tonnellate
Torniamo ai numeri di campo. Holthausen sta espandendo la propria capacità di elettrolisi a 5 MW e prevede di portarla a 7 MW. La fornitura di elettricità rinnovabile di ENGIE, dal canto suo, è programmata per raggiungere 30 GWh all’anno entro il 2028. Sono cifre concrete, da impianto pilota avanzato: abbastanza per validare il modello tecnico e commerciale,
non ancora per spostare gli equilibri di un mercato dell’idrogeno che resta in buona parte da costruire.
Il confronto con la scala industriale ridimensiona rapidamente il perimetro. Nobian e Air Products hanno firmato un accordo a lungo termine per l’offtake di idrogeno certificato conforme RFNBO prodotto nello stabilimento di Nobian a Rotterdam, che con una capacità produttiva annua superiore a 14.000 tonnellate di idrogeno, pari a 1,68 PJ, è il più grande impianto europeo di idrogeno certificato RFNBO. Il salto di scala è di due o tre ordini di grandezza: Holthausen gestisce 5 MW in espansione, Rotterdam è un asset da gigawatt-equivalente.
La dichiarazione dell’azienda olandese punta dritto alla direzione che intende prendere: “Ora possiamo davvero scalare la nostra produzione di idrogeno verificabilmente verde nei prossimi anni”, riporta la fonte di ioplus. L’ambizione c’è, ma la distanza dal livello di Nobian e Air Products resta il vero banco di prova. Il time matching a 15 minuti è già una realtà operativa in Olanda, mentre la norma europea arriverà all’ora soltanto nel 2030. Il trade-off per chi installa, a questo punto, non è più se fare idrogeno verde certificato, ma a quale scala e con quale partner energetico il modello reggerà: 7 MW con un PPA dedicato, o decine di migliaia di tonnellate all’anno in un hub industriale integrato come Rotterdam? La tecnologia ha già superato la regola. Ora tocca all’economia dei numeri.




