Progetto da 282 milioni di sterline per vendere CO2 biogenica in Galles: nessun acquirente ancora annunciato.
Lo scorso agosto il consiglio della contea di Flintshire, nel Galles nord-orientale, ha concesso il permesso di pianificazione per un impianto di cattura e liquefazione dell’anidride carbonica collegato al Deeside Anaerobic Digestion Clean Energy Plant. Quando sarà pienamente operativo, il digestore anaerobico sarà dieci volte più grande di qualsiasi impianto di digestione anaerobica esistente nel Regno Unito. Ma il cuore del progetto non è il biogas: sono 16.000 tonnellate di anidride carbonica biogenica all’anno da catturare, liquefare e rivendere. Una scommessa da 282 milioni di sterline interamente private, passata per un ente locale, non per Westminster.
Un gigante fuori scala autorizzato in Galles
Per capire la scommessa bastano i numeri. L’investimento complessivo nel waste-to-energy ammonta a 282 milioni di sterline; l’impianto genererà circa 41.182 metri cubi di biogas e 16.000 tonnellate di anidride carbonica all’anno, utilizzando un processo idromeccanico di digestione anaerobica e separazione sviluppato dall’azienda tedesca BioConstruct GmbH. Il progetto è stato concepito da D SPV, abrdn e PWC ed è in costruzione da parte della stessa BioConstruct, come documentato in occasione della cerimonia di avvio dei lavori del nuovo digestore nella zona di Deeside. La scala, dieci volte quella di ogni impianto esistente nel Paese, rende l’operazione un unicum nel Regno Unito.
Il punto non è il permesso in sé, ma ciò che autorizza. Secondo abrdn, uno dei promotori finanziari, la cattura, la liquefazione e la vendita della CO2 biogenica erano previste fin dalla progettazione dell’impianto, non aggiunte in un secondo momento. Tradotto: la CO2 non è un sottoprodotto da smaltire, ma il secondo prodotto su cui si regge l’economia dell’operazione, accanto al biogas. Va anche ricordato che un permesso di pianificazione non è una licenza operativa né un contratto di acquisto della CO2: è la condizione abilitante per costruire. L’impianto, per quanto autorizzato, non è ancora in funzione.
Ma chi sono i giocatori che si contendono questo mercato nascente?
Una partita già affollata: concorrenti e regolatori
Il Galles non è l’unico terreno di gioco. Già da febbraio 2025 Future Biogas gestisce un impianto di biometano, Moor Bioenergy nel Lincolnshire, che fornisce AstraZeneca ed è dotato di cattura del carbonio: raccoglie la CO2 prodotta durante la generazione di biometano, come documenta Future Biogas nel proprio comunicato. Sul fronte della liquefazione, la tecnologia Cryocap LQ di Air Liquide è stata selezionata per il progetto di cattura su scala mondiale di Stockholm Exergi: un’unità da 3.500 tonnellate al giorno, tra le più grandi al mondo. È una scala completamente diversa dalle 16.000 tonnellate annue previste a Deeside: il confronto non è solo geografico, è lo stesso capitale privato che altrove ha già messo in esercizio impianti con cattura del carbonio, mentre Deeside resta ancora sulla carta autorizzativa.
Sul piano regolatorio, intanto, non ci sono barriere evidenti. Natural Resources Wales, consultata sull’istanza, ha esaminato la documentazione e non ha presentato obiezioni: ritiene che la proposta non avrà effetti significativi sulla Zona Speciale di Conservazione del fiume Dee, come riporta la stampa locale gallese.
Chi comprerà 16.000 tonnellate di CO2 gallese?
Se i concorrenti sono già al lavoro, il nodo non è tecnico ma commerciale. A Deeside il progetto è stato disegnato per vendere CO2 biogenica fin dall’inizio; eppure, nella filiera, l’unico acquirente esplicitamente citato è AstraZeneca — che però è servita da Future Biogas, non dal Galles. Chi assorbirà le 16.000 tonnellate annue di Deeside? Al momento la domanda non ha risposta: ha solo un prezzo, 282 milioni di sterline.
La CO2 non è più un rifiuto: è una scommessa finanziaria. Resta da vedere se il Galles diventerà il centro di una commodity energetica o l’ennesimo progetto in attesa di un mercato che non arriva.




