Il prezzo medio ponderato dell’asta fotovoltaica tedesca è sceso a 4,79 centesimi per kilowattora, lo stesso valore dell’eolico onshore
Due tecnologie, un solo prezzo: 4,79 centesimi per kilowattora. Le aste tedesche per il fotovoltaico a terra e per l’eolico onshore hanno prodotto un allineamento che dice più di molti rapporti. Lo scorso 18 agosto la Bundesnetzagentur ha pubblicato l’esito dell’asta per impianti fotovoltaici a terra con termine di offerta al 1° luglio 2026: 261 offerte hanno ricevuto un’aggiudicazione, con valori compresi tra 4,38 e 4,97 ct/kWh. Il valore medio ponderato per quantità è sceso a 4,79 ct/kWh, al di sotto del 4,94 ct/kWh della tornata precedente. Ed è esattamente il valore medio ponderato emerso dall’asta eolica onshore, che ha assegnato 237 offerte per 2.523 MW.
La convergenza silenziosa a 4,79
I numeri della tornata fotovoltaica raccontano una competizione ancora intensa. Su una quantità messa all’asta di 2.135 MW sono state presentate 401 offerte per una quantità di 3.170 MW: la domanda ha superato l’offerta di quasi una volta e mezza. Nell’aggiudicazione, il valore minimo è stato 4,38 ct/kWh e il massimo 4,97 ct/kWh; la media ponderata per quantità si è fermata a 4,79 ct/kWh, in calo rispetto ai 4,94 ct/kWh del turno precedente.
Anche la serie storica mostra una discesa graduale. La serie storica della Bundesnetzagentur sulle aste fotovoltaiche indica che nel 2025 i valori medi ponderati si sono mossi tra 4,66 e 5,00 ct/kWh, con tassi di copertura del volume d’asta compresi tra il 124,44 e il 225,44 per cento. Sul lato eolico onshore, la Bundesnetzagentur ha assegnato 237 offerte per un volume totale di 2.523 MW e il prezzo medio ponderato è sceso da 5,06 a 4,79 ct/kWh. In entrambe le tecnologie il costo per kilowattora non è più il fattore che separa i progetti competitivi.
Il filtro delle esclusioni
Con una domanda di 3.170 MW a fronte dei 2.135 MW messi all’asta, ci si aspetterebbe una selezione basata soprattutto sul prezzo. Invece la Bundesnetzagentur ha dovuto escludere 48 offerte su 401 dalla procedura di aggiudicazione: quasi il 12 per cento delle proposte non è arrivato alla graduatoria. Il dato segnala che il mercato tedesco sta applicando un filtro più severo anche quando l’offerta è abbondante.
Se il filtro è così selettivo, resta da chiedersi quanti progetti realmente validi rimangono in gara per sostenere la traiettoria nazionale. In questa tornata sono state comunque 261 le offerte aggiudicate; ma il fatto che quasi un’offerta su otto esca prima dell’aggiudicazione alza la pressione sui progettisti, che devono curare ogni passaggio formale oltre alla competitività del prezzo.
128 GWp installati, 87 ancora da trovare
Il contesto nazionale rende il problema più concreto. Secondo il Bundesverband Solarwirtschaft (BSW-Solar), la potenza installata ha superato la soglia dei 128 Gigawatt Peak (GWp). Ma per il target al 2030, come ricorda Carsten Körnig, dovranno aggiungersi ancora circa 87 Gigawatt di potenza solare. In meno di quattro anni la Germania dovrebbe quindi installare una quantità pari a più di due terzi di quanto realizzato finora.
Una singola asta ben coperta, con prezzi in discesa, non basta da sola a colmare quel divario. L’asta di luglio è un buon segnale di mercato, ma la strada verso il 2030 resta in salita: i progettisti devono superare un filtro sempre più stretto e portare in cantiere volumi crescenti. Il costo per kWh non è più il problema; la partita si gioca sulla qualità dei progetti e sulla capacità di restare dentro un mercato che non premia tutti.




