L’accordo finanziario settennale coinvolge 118 GWh annui a partire dal 2027
Lo scorso 20 luglio, ERG e Statkraft hanno annunciato la firma di un accordo per la fornitura di oltre 800 GWh di energia eolica in Italia, un PPA finanziario di sette anni che parte il 1° gennaio 2027. Non è una scommessa sul prezzo spot: è un contratto che fissa i ricavi di due grandi operatori, portando ERG a superare i 3,8 TWh annui di energia contrattata in cinque anni. «Con questo contratto il gruppo ha ormai superato i 3,8 TWh all’anno di energia contrattata negli ultimi cinque anni — ha dichiarato Paolo Merli, Chief Executive Officer di ERG —, un traguardo che conferma la bontà della nostra strategia di crescita fondata sulla visibilità dei flussi di cassa».
Un PPA che è già track record
Il contratto firmato con Statkraft è un Power Purchase Agreement finanziario, struttura in cui le parti non si scambiano fisicamente l’energia ma regolano per differenza un prezzo fisso e il prezzo di mercato. La fornitura nominale ammonta a circa 118 GWh all’anno, accompagnati da un volume equivalente di Garanzie d’Origine, per una durata complessiva di sette anni a partire dal 1° gennaio 2027. Sommando i volumi, si superano gli 800 GWh di energia eolica contrattualizzata sull’intero periodo.
La dimensione finanziaria dello strumento è il vero salto di qualità. A differenza di un PPA fisico, vincolato a un singolo impianto e ai flussi di rete, qui l’elemento centrale è il prezzo: ERG incastra un valore certo per quasi un decennio, mentre Statkraft si assicura una fonte rinnovabile tracciabile tramite le garanzie, senza dover gestire la logistica della consegna. L’effetto sul bilancio di ERG è misurabile: con questa intesa, il volume totale di energia coperta da contratti di lungo termine sale oltre i 3,8 TWh annui, una cifra che rende prevedibile la generazione di cassa anche in scenari di volatilità dei prezzi.
Dalla raffineria al vento: una trasformazione che passa dai contratti
Per capire perché un’azienda nata come raffineria punti così tanto sui PPA finanziari bisogna tornare indietro al 1938. ERG è stata fondata in quell’anno come raffineria di petrolio, e per decenni il suo business è ruotato attorno alla trasformazione del greggio. ERG ha iniziato la transizione verso l’eolico nel 2008, quando ha progressivamente dismesso gli asset legati al carbonio per convertirsi in un modello “Wind & Solar” puro, come conferma la stessa documentazione societaria. Oggi il gruppo non estrae né raffina petrolio: produce elettricità da fonti rinnovabili e la vende sul mercato, una metamorfosi che ha reso indispensabile un nuovo approccio alla gestione del rischio.
In un mercato dove il prezzo all’ingrosso può oscillare di decine di euro al megawattora, la certezza del ricavo diventa la condizione per investire. I PPA a termine, soprattutto quelli finanziari, permettono di cristallizzare il valore dell’energia futura senza legarsi alla volatilità del Pun (Prezzo Unico Nazionale). Il contratto con Statkraft è l’ultimo tassello di una strategia che ERG persegue da anni: ogni GWh blindato da un accordo riduce la dipendenza dalle fluttuazioni e consente di pianificare nuovi impianti con la garanzia di un ritorno minimo. La trasformazione industriale, iniziata nel 2008, si completa così sul piano finanziario, facendo dei PPA l’architrave su cui poggia il business eolico del gruppo.
L’effetto domino: quando i PPA si moltiplicano
L’intesa con Statkraft non è un caso isolato. A2A ed ERG hanno già firmato un PPA di 15 anni per la fornitura di circa 2,7 TWh di energia eolica, anch’esso con partenza il 1° gennaio 2027. Due contratti distinti, per un totale di oltre 3,5 TWh di energia eolica già allocata a partire dalla stessa data: un segnale chiaro che i grandi compratori di elettricità, dalle utility ai trader, stanno coprendo i propri fabbisogni con contratti di lungo respiro, e che i produttori come ERG rispondono moltiplicando gli accordi.
Per chi installa pale, la domanda resta: basteranno questi contratti a sostenere la crescita? Il mercato italiano dell’eolico ha bisogno di visibilità sui ricavi per attrarre finanziamenti, e ogni nuovo PPA riduce il premio di rischio percepito dai finanziatori. Ma il trade-off è netto: rinunciare a eventuali rialzi del prezzo spot in cambio di un flusso certo. Una scelta che ERG ha ormai fatto propria, e che ora contagia il mercato, spingendo altri operatori a cercare meccanismi analoghi per ancorare i propri piani industriali.




